Dopo una settimana di pausa ritorniamo alle gesta più o meno eroiche della squadra dello S.H.I.E.L.D. e ci accorgiamo che nulla è cambiato: l’episodio migliore della stagione continua a coincidere con il suo series low. Nessuna concessione al dramma assoluto, più di un momento totalmente inverosimile e una trama orizzontale che continua a mancare. Eppure Agents of S.H.I.E.L.D., pur con tutte le sue mancanze, continua a lavorare sulle sfumature dei personaggi, sulla loro sempre maggiore familiarità, sui toni che alternano bene momenti più seri ad altri assolutamente sdrammatizzanti. Del futuro non ci curiamo, anche perché l’ordine per l’intera stagione è già scattato e di un eventuale rinnovo si parlerà a tempo debito: la serie continua a rispettare tutte le proprie premesse e a confermarsi come un divertente appuntamento settimanale.

Classico elemento degli stand alone episodes, anche FZZT conferma la sua volontà di focalizzarsi su un membro specifico del gruppo. La scelta cade su Simmons, forse il più debole del sestetto finora, ma che d’ora in avanti riusciremo tanto a distinguere dalla sua controparte quasi simbiotica Fitz e verso il quale, soprattutto, proveremo maggiore empatia. La tensione settimanale scaturisce da una reliquia dell’invasione dei Chitauri che viene insensatamente conservata da alcuni pompieri, e che invece ne decreta la morte tramite una sorta di virus spaziale. Si diceva delle inverosimiglianze: tutto il discorso pseudo scientifico che ruota intorno al sintetizzare un vaccino è, ovviamente, da prendere con le pinze, così come una scena di salvataggio nel finale che suonerebbe assurda anche in un film di 007.

Eppure non è questo che rimane della puntata. Oltre a scorrere velocissimo verso il finale, l’episodio ci sorprende attraverso le nostre stesse reazioni. Ridiamo quando, in apertura d’episodio, i membri della squadra si lanciano in una serie di imitazioni di Ward, e siamo sinceramente interessati (preoccupati è una parola grossa) alla sorte di Simmons e al modo in cui si riuscirà ad aiutarla. Cresce e si conferma il sentimento di amicizia tra Fitz e la donna (qualcuno vedrà qualcosa in più, ma l’impressione è che le attenzioni dello scienziato, almeno per il momento, siano più che altro per Skye).

Al contrario, si risolve in pochi momenti l’interesse verso la new entry nella serie dell’agente Blake, Titus Welliver. La sua apparizione, la prima nella serie ma non nell’universo Marvel (era già apparso nel corto Item 47) non ci dice molto sul tipo di personaggio che potrà essere, e serve soltanto a sottolineare, ancora una volta, la consapevolezza di Coulson di essere un personaggio rinnovato e diverso rispetto a prima della sua “resurrezione”.