Partendo dal titolo dell’ultimo episodio di Banshee, di modi per seppellire un uomo ce ne sono parecchi. Ovviamente quello più classico e immediato, ma visto che la creatività è di casa a Banshee, anche far passare il cadavere attraverso un tritacarne può essere un’idea particolare. E magari, dopo questo gesto violentissimo, ma pur sempre isolato, riuscire a traghettare un’intera stagione su un nuovo piano narrativo, verso l’ultima parte di stagione. La morte di Hood jr. fa scattare finalmente quella molla nella tensione accumulata tra lo sceriffo e Proctor, chiudendo la parentesi centrale della seconda annata e proiettando tutti i protagonisti principali verso la conclusione stagionale.

A proposito di modi per seppellire un uomo, ovviamente in senso lato ciò può significare anche affossarlo umanamente ed economicamente, intralciarne gli affari, anche in modo pesante e decisamente extralegale. Hood non le manda a dire e, dopo aver scoperto rapidamente il collegamento tra la scomparsa del giovane e Rebecca (a proposito, strano che dopo la metodica pulizia della camera al motel tutto venga fuori per una dimenticanza come un orologio), dichiara guerra aperta alla non troppo pulita attività imprenditoriale di Proctor. Tra scazzottate e esplosioni esilaranti, Proctor inizia ad avere un assaggio della “legge” a Banshee. Comincia lo scontro.

Un prologo fulminante e creativo, che passa da un’inquadratura ravvicinatissima ai diamanti/frammenti di vetro che hanno mandato il protagonista in carcere al primo piano di Rebecca che assiste al maciullamento del figlio di Hood, introduce ad un episodio come al solito ricco, violento, preparatorio quanto si vuole, ma capace di intrattenere benissimo. Lo stile rimane sempre lo stesso: il montaggio di sensazioni, eventi, impercettibili salti nel futuro della stessa scena è ormai una costante dello show, ed è una delle cose più apprezzabili a livello tecnico.

Se, prologo a parte, non si fa cenno all’importantissima rivelazione della fine dello scorso episodio, sono significativi i momenti della puntata che vengono lasciati alla famiglia di Carrie, che per la prima volta dopo tanto tempo si ritrova insieme, per quanto ancora intimamente ed esteriormente distrutta. Intanto, mentre da un lato Hood si fionda con violenza contro le attività di Proctor, l’uomo consolida la propria presa sugli indiani appoggiando Alex alla loro guida.

Banshee sta vivendo in questo momento un particolare stato di grazia. Riesce ad essere coerente con se stesso, con una serie che ha fatto del superamento di ogni limite un pilastro a cui appoggiarsi, con la follia controllata al centro di tutto. Funziona ogni cosa: i personaggi, le trame, così sospese, eppure mai statiche e capaci di integrarsi e arricchirsi vicendevolmente, la tecnica utilizzata. Finché durerà, sarà un piacere seguirlo.