Scusate il ritardo con cui arriva questo mio commento, ma purtroppo ieri sera non ho potuto seguire le due nuove puntate di Masterchef Italia in diretta perché sono dovuta andare alla riunione di condominio (dove, tra le altre cose, abbiamo celebrato degnamente l’uscita di scena di Rachida della scorsa settimana con fiumi di vino).

Allora, partiamo subito con l’analisi/riassunto del ventunesimo episodio, dove abbiamo ritrovato i quattro superstiti: i due aspiranti chef Almo e Federico e le due ciofeche Salvatore ed Enrica. Sulle loro postazioni ecco tornate le malefiche scatole di legno, protagoniste della prova della Mystery Box. Dopo pochi istanti vengo investita da un déjà vu quando i concorrenti, incitati da Bruno Barbieri, la tirano su scoprendo così una scatola più piccola: improvvisamente temo di essere stata nuovamente inglobata nella sagra della Matrioska vista nel diciottessimo episodio.

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Ma fortunatamente non è così, perché la scatola più piccola porta la scritta ‘Junior‘, ragion per cui avrà solo lo scopo di pubblicizzare un attimino l’edizione di Masterchef pensata per i più piccoli, che andrà in onda dal 13 marzo (sempre su Sky Uno) e che vedrà come giudici Barbieri nostro, Lidia Bastianich e Alessandro Borghese. Tra me e me penso: “Mò i quattro finalisti dovranno cucinare solo i Piccolini della Barilla e infornare due tortine nel Dolce Forno“. Ma poi il ricordo dei concorrenti mezzi alieni di Masterchef Junior Australia mi attanaglia, e così vedo dei flashback in cui ragazzini alti un metro sfornano soufflè e preparano risotti e brodetti vari come se non ci fosse un domani.

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Rinsavisco e riprendo a respirare quando ad Enrica parte la scuffia per Borghese: “Diciamo che… insomma… io ho sempre avuto un po’ un debole per Alessandro Borghese…
Gli ingredienti sono stati scelti da Barbieri e da quelli che saranno i suoi nuovi ‘compagni/giudici’, e sono solo due: la gallinella (il pesce) e la gallina (la gallina). Borghese e la Bastianich salutano dicendo ‘Sbrigatevi che ci serve la cucina‘ e Barbieri e Cracco sottolineano l’esigenza di vedere, allo scadere della prova, dei piatti di livello molto alto. I concorrenti iniziano a darsi da fare, e Cracco va a vedere cosa sta facendo Salvatore, il quale però sembra essere impegnato nella realizzazione di un piatto banalissimo (tant’è che il giudice lo sprona a fare di più). Nel frattempo Almo parla proprio del concorrente napoletano con Bastianich e Barbieri, dicendo chiaramente che la vittoria del titolo di Masterchef non è assolutamente alla sua portata. Tiè.

Dopo 45 minuti la prova si conclude, e i giudici decidono di assaggiare tre piatti su quattro, quindi quelli di Federico, Almo ed Enrica – scartando così quello di Salvatore che sembra prendere coscienza del suo status di ciofeca… che comunque, a mio modestissimo parere, condivide con Enrica, sebbene quest’ultima risulti essere la vincitrice della prova (ehmbè a questo punto della gara almeno una vittoria gliela dovevano dare eh).

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Di lì a poco la concorrente fa il suo primo ingresso nella dispensa come vincitrice, e i giudici le mostrano un’enorme massa di pasta lievitata di farina integrale. Cracco non resiste, e accarezza l’impressionante ingrediente come fosse un cucciolo di Labrador. Il piatto che i concorrenti dovranno realizzare, o rivisitare, sarà il filetto di maiale in crosta con salsa bernese e patate alla lionese:  l’importante sarà mantenere il ruolo da protagonista della pasta lievitata. Cracco offre alcuni consigli ad Enrica, la quale potrà realizzare il piatto in 45 minuti e potrà decidere chi tra i suoi colleghi o, meglio, nemici, dovrà cucinare la pietanza in 40, 35 e 30 minuti. Bando alle ciance:
40 minuti = Salvatore
35 minuti = Almo
30 minuti = Federico (della serie ‘voglio farti fuori, voglio farti fuori, voglio farti fuori‘)

La prima a iniziare a cucinare è, ovviamente, Enrica. A distanza di 5 minuti inizia Salvatore, poi Almo e infine Federico. Quest’ultimo è molto sfiduciato, perché sebbene abbia lavorato velocemente è consapevole che il suo filetto non avrà il tempo di cuocere. Salvatore sembra in difficoltà con la realizzazione della crosta, e sottolinea così – ancora una volta – di avere evidenti carenze rispetto agli altri. La prova si conclude e i piatti vengono sottoposti ai giudici: Enrica se la cava bene, Salvatore – sorprendentemente – riesce a farcela anche questa volta, mentre Almo presenta un filetto pieno d’acqua e Federico porta un piatto chiaramente crudo e carente sotto più punti. Salvatore viene decretato il migliore della prova (eh va beh), e come premio andrà a cena con Joe Bastianich, che gli impartirà anche una lezione privata di lancio del piatto nel dopocena. Il peggiore risulta Federico, che si guadagna il grembiule nero per il Duello, quindi dovrà confrontarsi con la persona che perderà al Pressure Test dopo la prova in esterna.

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Inizia il ventiduesimo episodio, che sarà caratterizzata dall’ultima prova in esterna, e i tre concorrenti si ritrovano nelle Langhe, davanti allo Chef stellato Enrico Crippa e ai tre giudici, tra i quali spicca un Cracco sprofondato nel perverso mondo del tartan; qui di seguito la diapositiva

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Enrica, Almo e Salvatore dovranno lavorare nella cucina del ristorante Piazza Duomo di Crippa, e sarà quest’ultimo a giudicarli. Ad Almo viene assegnata la preparazione del merluzzo al verde, Salvatore l’agnello sambucano alla camomilla e ad Enrica il dolce (le caratteristiche di quest’ultimo non ci vengono date… sento solo un ‘fiorellini, verdurine, frutta fresca et voilà‘ – mah).
I tre si mettono al lavoro, e mentre Almo si strugge per la sfilettatura del pesce e Salvatore apprende come tagliare l’agnello, Enrica viene ripresa perché non taglia certe verdure tutte allo stesso modo. Dopo struggimenti vari e aver ammirato gli Chef del ristorante al lavoro al fianco dei nostri concorrenti, i piatti devono essere ultimati per essere portati in sala, dove ci sono sia i clienti che Barbieri, Bastianich e Cracco Re del Regno di Tartan.

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Il primo piatto ad essere valutato è quello di Almo, che sembra essere giudicato molto positivamente. Poi tocca a quello di Salvatore, che certamente si è tenuto – come livello – al di sotto di Almo, tant’è che Crippa dice chiaramente che il suo impiattamento è stato disastroso. Poi tocca ad Enrica e al suo dolce variopinto: i giudici lo classificano come ‘molto buono’, ma Crippa non si sbottona.

Di lì a poco giunge il momento del giudizio: chi sarà tra Almo, Salvatore ed Enrica ad andare dritto in semifinale?

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Crippa non ha dubbi: tra i tre è stato Almo a lavorare meglio, e pertanto il concorrente mette gli artiglioni sulla semifinale, traguardo sicuramente meritato. Enrica e Salvatore del regno delle due ciofeche andranno quini al Pressure Test, e chi tra i due perderà dovrà poi vedersela con Federico, che è da tre giorni che tiene il coltello tra i denti.

Salutato lo Chef Crippa rieccoci nella cucina di Masterchef, dove troviamo Salvatore ed Enrica pronti per il Pressure Test, mentre Almo si gode lo spettacolo dalla balconata. Federico è nell’angolo con il coltello tra i denti, la mannaia sotto l’ascella e una grattuggia sotto il tacco della scarpa.

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Apprendiamo quale sarà la prima prova per Enrica e Salvatore. Davanti a loro c’è una cloche, che cela un sacchettone di carta con molti ingredienti che in realtà sono avanzi/scarti. Insomma, tutte robine che di solito defebestriamo ma che i due dovranno trasformare in una qualche prelibatezza in 25 minuti. Dopo dieci minuti Barbieri si infila la casacca da cuoco e inizia a cucinare con gli stessi ingredienti; nel giro di niente ha già messo su sei padelle, lavorato dodici materie prime, preparato una zuppa, telefonato alla sua segretaria e visto il finale dell’ultima puntata di The Walking Dead.

Allo scadere del tempo tutti rimangono impressionati da quanto assemblato da Barbieri (compresi i colleghi Bastianich e Cracco), e poco dopo si passa all’assaggio dei piatti di Enrica e Salvatore. La pietanza della prima non sembra impressionare particolarmente, ma quel che è certo è che è il piatto del secondo ad avere la peggio, dato che Bastianich non vorrebbe neanche assaggiarlo e che Barbieri lo definisce ‘annegato nell’olio’. Insomma, ad andare al Duello con Federico sarà Salvatore, ed Enrica raggiunge così Almo in balconata.

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Siamo pronti per assistere al Duello tra Federico e Salvatore. I due dovranno cucinare un piatto che avrà come protagonista la salsiccia luganega monzese, ma gli ingredienti da aggiungere dovranno essere pescati all’interno di due scatole (una per ognuno) senza però poter usare la vista: dovranno scegliere i vari ingredienti basandosi sul solo tatto.

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I due concorrenti pescano elementi molto diversi tra loro, perché Salvatore è riuscito ad arraffare elementi più ‘classici’, mentre Federico si ritrova con in mano più di un frutto e il sedano rapa. Inizia la prova, e Federico inizia a sfoggiare la sua solita fantasia, mentre Salvatore impensierisce tutti perché non mette a cuocere il peperone (non si sa mai rimanga sullo stomaco a qualcuno). Allo scadere della prova è proprio Salvatore a portare il suo piatto per primo ai giudici, che presenta privo del peperone (che stava creando grande preoccupazione) e che suscita il disappunto di Bastianich. Arriva il turno di Federico che porta un piatto bruttino da vedere ma sicuramente sofisticato. Alla fine Cracco, Barbieri e Bastianich prendono la loro decisione: è Salvatore a dover abbandonare la cucina di Masterchef

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E insomma, così com’è giusto che sia Federico raggiunge Almo ed Enrica in balconata, quindi i tre – come semifinalisti della terza edizione del programma – si scontreranno la prossima settimana per potersi contendere i due posti per la semifinale che, io continuo a dire, dovrebbe essere tra Almo e Federico. Attendiamo scintille!

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Credit Photo: Masterchef.it