Dopo la tempesta degli ultimi due episodi, ecco la quiete. Si fa per dire, perché anche nell’ultimo episodio di Shameless, dal lunghissimo titolo A Jailbird, Invalid, Martyr, Cutter, Retard, and Parasitic Twin, non mancano i momenti tesi, drammatici, che vanno a scapito della dimensione più comica dello show. Liam è fuori pericolo ormai, ma l’evento non è passato, giustamente, senza conseguenze. Le udienze in tribunale di Fiona si alternano quindi al modo in cui coralmente, e individualmente, i vari Gallagher affrontano la situazione. Se da un certo punto di vista il limite raggiunto dalla famiglia sembra sempre più assurdo e inverosimile, la ricchezza dei personaggi, la loro innata e immutabile umanità, permette di superare qualunque diffidenza circa gli eventi narrati.

Nuovo baricentro della famiglia è Lip. Lo si capiva facilmente fin dalla sua reazione, sommessa, ma evidentissima, all’errore commesso da Fiona. Un errore che il ragazzo non perdona, che esplode in un litigio forte tra i due Gallagher più grandi. “You get the fuck out of my house”, dice Lip ad un certo punto. Non si sta rivolgendo a Fiona, ma poco importa l’interlocutore. Ciò che importa è che per Lip la dimensione della cura domestica, il ruolo di baricentro della famiglia, che con tanta fiducia aveva affidato a Fiona, ora è suo. Lo vediamo andare all’università con Liam, mentre la scrittura forse annuncia un love interest con una sua collega, tornare a casa, sbattere fuori un Frank sempre più moribondo, ma del quale a questo punto sembra non interessare più nulla a nessuno.

Tutti stanno male, e ovviamente Fiona è il personaggio che soffre maggiormente, per il senso di colpa, per l’umiliazione, per il fallimento personale, arrivato ad un passo dal riscatto tanto cercato e voluto. Rivediamo ancora, e per la prima volta davvero bene in questa stagione, anche Ian. Per ovvi motivi – la sua assenza – il suo è il ruolo più sacrificato dell’anno, e la sua integrazione con il resto dei familiari e con il resto delle storyline ne soffre. L’episodio si incarica, tra le altre cose, di rimettere in carreggiata il personaggio. Non ci riesce completamente, e bisognerà attendere i prossimi sviluppi per dare un giudizio.

Probabilmente questa puntata è la più corale della stagione. Trovano spazio, con piccole, ma significative situazioni, anche Debbie e Carl, mentre è completamente svincolata da tutto il resto la vicenda di Veronica e Kevin, alle prese con la gravidanza di lei e i problemi al locale, forse gli unici momenti leggeri (certo, alla maniera di Shameless) dell’episodio. La scrittura non affonda il coltello nella piaga socio-familiare alla base del tutto, non lascia che i personaggi sfuggano di mano in preda all’isteria o alla sofferenza o, peggio ancora, che tutto si risolva in momenti di pura retorica e facili sentimentalismi. Shameless non è quel tipo di serie, per fortuna.