Approfittiamo della pausa – l’ennesima – nella programmazione di Agents of S.H.I.E.L.D. per spendere qualche parola sugli ultimi due episodi andati in onda sulla ABC: T.A.H.I.T.I. e Yes Man. Si tratta di due buoni episodi, che si sviluppano sull’onda lunga della scoperta da parte di Coulson di una porzione del mistero sulla sua resurrezione e soprattutto sul cliffhanger che vedeva Skye ferita a morte da Quinn. Mentre l’universo cinematografico Marvel fa la sua apparizione più concreta, e anche più riuscita, nello show, ormai la serie è proiettata verso la fase finale della prima stagione, e la forte trama orizzontale lo testimonia.

1×14 T.A.H.I.T.I.

Il più debole dei due episodi vede la squadra impegnata in una lotta contro il tempo per recuperare un modo per salvare Skye. Far ricorso alla stessa tecnologia che salvò Coulson sembra l’unico modo per riuscirci, anche se, come si capisce ad un certo punto, tutto fa parte di un piano del Chiaroveggente per scoprire la localizzazione della “tecnologia miracolosa”. Azione costante, uno svolgimento molto rapido, continue scoperte e qualcosa di nuovo che va ad incastonarsi nella mitologia interna della serie. Scopriamo cosa sia veramente Tahiti, cosa si nasconda all’interno, perché Coulson mantiene il riserbo della propria scoperta con tutti, tranne che con la rediviva Skye, a cui lo rivelerà nella puntata successiva. L’episodio, che si segnala anche per la presenza meno memorabile di altre di Bill Paxton, qui nei panni dell’agente John Garrett, mantiene una tensione costante, che non gli permette di raggiungere particolari climax o momenti altamente efficaci, ma che al tempo stesso lo rende godibile. La puntata si conclude in maniera completamente svincolata da ciò che abbiamo visto fino a quel momento, con l’introduzione della vicenda trattata nell’episodio successivo.

1×15 Yes Man

“How was Tahiti?”/”It Sucked!”. Lo yes man del titolo arriva ad un punto di rottura. I dubbi e le incertezze delle scorse settimane hanno subito una decisa scossa in seguito alla rivelazione su cosa sia effettivamente Tahiti, anzi T.A.H.I.T.I. Se gli scopi del team e dell’agenzia continuano a collimare, le distanze sugli ideali e sulle modalità su come procedere continuano ad aumentare. Come se non bastasse una nuova minaccia asgardiana si abbatte sulla Terra, e ha l’aspetto di Lorelei, un’aliena che usa il suo potere per assoggettare al proprio volere gli uomini. È scientificamente provato che la presenza di Jaimie Alexander renda tutto migliore, e così è. L’episodio è divertente, come al solito scorrevole, ed esaltante quel tanto che basta nel ricollegarsi grazie alla presenza di Lady Sif all’universo cinematografico più di quanto visto finora (non ci sono apparizioni di Nick Fury o presunti crossover con Thor – The Dark World che tengano). L’intreccio è come al solito poco elaborato, abbastanza prevedibile nelle azioni e reazioni, e praticamente ogni cosa va come ci si aspetterebbe. Questo almeno fino all’ultima scena, dove una telefonata inattesa ci svela un’ombra che non avevamo sospettato su un personaggio.

Agents of S.H.I.E.L.D. continua, a piccoli passi, senza momenti memorabili, ma anche senza cadute, ad accumulare suggerimenti e tensioni in vista dello scatto finale.