I personaggi creati da Cassandra Clare ritornano in azione grazie alla seconda stagione di Shadowhunters, la serie targata Freeform disponibile anche in Italia grazie a Netflix.

Previously on Shadowhunters

Nei precedenti tredici episodi gli spettatori hanno potuto fare la conoscenza di Clary Fray: una studentessa d’arte che, dopo il misterioso rapimento di sua madre, scopre l’esistenza di un mondo abitato da creature sovrannaturali, magia, demoni e cacciatori. La ragazza è infatti una Shadowhunter, metà umana e metà angelo, e il suo compito sarebbe quello di difendere i “Mondani”, ovvero gli esseri umani.

A introdurla in questo mondo parallelo è l’affascinante Jace, per cui Clary prova subito una certa attrazione, situazione che causa qualche problema a Simon, l’amico di sempre della ragazza che vorrebbe dichiararle i suoi veri sentimenti senza mai riuscirci.

Ovviamente il triangolo amoroso è uno degli elementi principali su cui si basa il racconto, tuttavia la trasposizione dei libri ha saputo dare spazio anche ai tentativi del malvagio Valentine di entrare in possesso della Coppa Mortale, uno strumento in grado di creare nuovi Shadowhunters.

Grazie alla presenza di personaggi come Alec e Isabelle Lightwood, lo stregone Magnus Bane e il licantropo Luke Garroway, la storia diventa progressivamente ancora più intricata e intrigante, dando spazio ad amori, gelosie e situazioni complicate che hanno reso lo show uno dei guilty pleasures della passata stagione: non eccelso a livello qualitativo ma godibile e apprezzabile.

Dove eravamo rimasti al termine della prima stagione? Clary aveva ritrovato la madre, Simon è diventato un vampiro ed è ancora “amico” della ragazza, Valentine ha rapito Jace che sembra essere il fratello di Clary creduto morto dalla loro madre Jocelyn, Alec ha interrotto un matrimonio combinato dichiarando di fronte a tutti di essere innamorato di Magnus Bane, e viene tolto alla famiglia Lockwood il controllo sull’Istituto di New York.

Proviamo ora a fare ordine e riepilogare quanto accaduto in This Guilty Blood.

Attenzione, il recap contiene spoiler e una buona dose di ironia, non proseguite con la lettura se non volete anticipazioni. (Per dovere di cronaca voglio sottolineare che i romanzi sono una lettura estremamente piacevole e provo simpatia per Katherine McNamara, anche se non sa correre in modo credibile)

La ribellione di Clary

La protagonista interpretata da Katherine McNamara (con una tinta più naturale rispetto al passato ma più bionda che rossa) rivela a sua madre con “grande” emozione che il figlio che pensava essere morto è in realtà vivo ed è Jace, insomma una conversazione molto leggera dopo essere stata rapita e sotto un incantesimo per molto tempo. Jocelyn appare, come naturale, piuttosto scettica visto che ha assistito in prima persona alla morte del figlio. Ci pensa poi Simon a confondere ancora di più la donna rivelandogli di essere stato trasformato in un vampiro.

Nel frattempo l’Istituto è sotto la guida del nuovo arrivato Victor, che decide di interrogare tutti per capire se Jace vada salvato o annientato. La testimonianza di Clary, passata da “Dobbiamo trovare mia madre” a “Dobbiamo trovare Jace“, diventa fondamentale per mettere nei guai il fratello/amico/amato. Katherine McNamara può così portare in scena il suo repertorio di “sono una giovane ribelle e non accetto questa situazione, sono disgustata dalle vostre decisioni” che sembra molto simile all’espressione usata per “sono confusa a causa dei miei sentimenti per Jace“, ma su questo punto si può sempre sperare in un miglioramento.

Isabelle, per cercare di dare dei suggerimenti a Clary su come agire, inizia ad allenarla e, anche se la ragazza sostiene di imparare in fretta, purtroppo nemmeno un abile gioco di inquadrature e montaggio riesce a nascondere l’utilizzo di una controfigura: nella prima stagione abbiamo capito fin troppo bene che Katherine non dà il meglio di sé nelle scene d’azione.

La ragazza poi fugge per chiedere l’aiuto di Luke nel rintracciare Jace ma il suo piano fallisce in pochi minuti e viene rinchiusa da sua madre nella rimessa dove è stato relegato il povero vampiro Simon dai licantropi che non vogliono socializzare con le creature della notte, anche se innocue come lui. Il ragazzo, oltre a iniziare a capire come usare i suoi nuovi poteri, sembra finalmente in grado di rivelare i suoi sentimenti ma il destino gli è avverso ancora una volta e Clary riporta tutto in zona amicizia andando di nuovo alla ricerca di Jace.

Il papà dell’anno


Jace, nel frattempo, è insieme a Valentine che considera l’inganno e la tortura il modo giusto per dimostrare il proprio affetto a un figlio cresciuto pensando che il padre fosse morto. Dopo averlo fatto picchiare a lungo dal suo esercito, Valentine prova a rimediare alla situazione preparando il sugo per la pasta (no, non è uno scherzo), e rivelandogli che ha fatto degli esperimenti su di lui ancora prima della nascita per farlo diventare un’arma invincibile, meravigliandosi che la reazione del ragazzo sia “prendo un coltello e provo a uccidere il mio papà”. Il periodo nero di Jace non sembra però destinato a finire: dopo aver sentito un nuovo capitolo delle teorie sull’educazione dei figli, il personaggio interpretato da Dominic Sherwood scopre di non potersi nemmeno buttare dalla nave dove l’esercito del padre si allena in gruppo la mattina presto, visto che un incantesimo lo destinerebbe a una morte dolorosa se andasse oltre la barriera posta intorno all’imbarcazione.

La situazione Malec

Chi non apprezza il triangolo amoroso composto da Clary, Simon e Jace, potrebbe fare il tifo per la coppia composta da Magnus e Alec. La situazione, dopo l’outing che ha posto fine a un imminente matrimonio, è piuttosto complicata. Alec vuole ritrovare Jace, Magnus non vuole aiutarlo, la loro lite viene interrotta da un allarme dell’Istituto che ricorda “dobbiamo trovare Jace, vivo o morto”, e la signora Lightwood, inoltre, non capisce il legame del figlio con il presunto traditore.

I fan della coppia però non possono essere lasciati insoddisfatti e Harry Shum Jr. può mettere in mostra un fisico scolpito mentre si allena con incantesimi non ben precisati, dando la possibilità a Matthew Daddario di dimostrare ancora una volta quanto è carino e adorabile mentre chiede scusa allo stregone… e lo convince a cercare Jace.

Lezioni di vita

Il ricercato più desiderato dell’anno ritorna a New York insieme all’adorato papà che decide di istruirlo mettendolo a confronto con un gruppo di vampiri assetati di sangue e poco civilizzati. Avendo un animo eroico Jace salva gli umani ma vorrebbe risparmiare la leader delle creature, Maria, perché non rappresenta più una minaccia, rispettare le regole esistenti nel mondo sovrannaturale, e per non dare soddisfazione a Valentine. Nel momento chiave della sua ribellione entrano però in scena Jocelyn che sceglie come arma una “praticissima” balestra e colpisce Valentine. Jace, visibilmente in crisi, decide di salvare il padre che si è lanciato davanti a lui per salvarlo, davanti agli occhi di Clary e Simon. La ragazza, come prevedibile, ha un attimo di basimento perché sua madre ha provato a uccidere il suo presunto fratello che ha appena ucciso Maria dopo il padre lo ha convinto a non essere debole, confermando che il povero Jace non ha esattamente molta fortuna in campo “famiglia”.

La première della seconda stagione di Shadowhunter dimostra che l’atmosfera sembra immutata rispetto alle puntate precedenti ma sono stati modificati alcuni elementi: nell’episodio gli effetti speciali sono leggermente più curati e spettacolari e c’è più attenzione nella realizzazione delle scene d’azione; mentre la colonna sonora appare piuttosto invadente e non funzionale, tuttavia è in linea con l’utilizzo della musica in altri show dal target prevalentemente composto da teenager.

La narrazione prosegue senza troppi intoppi, considerando che l’episodio può contare su un montaggio che alterna rapidamente gli eventi legati ai diversi personaggi, e la formula composta da sentimenti, problemi in famiglia, difficoltà a farsi accettare, azione e soprese sembra ancora funzionare.

This Guilty Blood conferma che lo show non può puntare a fare concorrenza a progetti di livello e nemmeno agli intrighi di Pretty Little Liars, tuttavia diverte, anche involontariamente, e intrattiene al punto giusto.