Fear the Walking Dead 3×12, “Brother’s Keeper”: recap e commento

“Brother’s Keeper” è quell’episodio di Fear the Walking Dead che ha tutte le carte in tavola per far tornare il desiderio di riprendere la serie a coloro che per un motivo o per un altro l’avevano interrotta. Fatta questa premessa iniziamo col dire che il ritorno di Troy nella serie è stato quanto di più giusto potesse esserci, specialmente dopo l’episodio della scorsa settimana in cui Madison e Walker erano alla disperata ricerca dell’acqua e visto il finale positivo a cui abbiamo assistito, questo episodio non fa altro che bilanciare le sorti di uno show che, come l’originale, non ha tempo per i momenti più rosei e speranzosi. Troy non è troppo distante dal ranch, è solo e scrive su un diario quelli che sicuramente sono i suoi pensieri più contorti. Detto questo noi non conosciamo le sue intenzioni. Vediamo mano a mano i suoi movimenti e nulla ci è chiaro fino a che non lo vediamo in cima ad una collina. Difficile capire cosa ci sia di fronte a lui ma poco dopo, proprio nel momento in cui spara in aria un colpo di pistola, intuiamo che quello che sta per succedere è qualcosa di irreversibile. Troy è una pedina fondamentale dell’episodio perché poco dopo il frastuono provocato dallo sparo, ci ritroviamo immersi nelle difficoltà del ranch. Madison e Walker non sono ancora tornati quindi presagiamo immediatamente che gli eventi di “Brother’s Keeper” sono contemporanei a quello dello scorso episodio. Alicia e Jake cercano di fare il punto della situazione sul loro rapporto, ma Jake ha l’impressione che ogni cosa gli stia scivolando per sempre di mano. Tant’è che ad un tratto chiede ad Alicia se avrebbe voluto andare via in un posto sicuro lontani da tutto, in una baita per essere più precisi. Ma Alicia in cuor suo sente di dover proseguire la sua strada nel ranch, forse perché l’unico posto in cui sua madre si sia mai sentita al sicuro dopo la fine del mondo come lo conosciamo. Nick è ormai una figura cardine all’interno del ranch e proprio quando sembrava che dovesse prendere il comando di qualcosa inizia a commettere una serie di errori che sono un po’ il suo marchio di fabbrica.

Durante la notte Troy gli fa visita e gli racconta della sua missione segreta spiegandogli che qualcosa di mostruoso e biblico sta per arrivare. E in effetti la bestia di proporzioni cosmiche di cui parlava Troy è più reale di quanto ci potessimo aspettare. La mattina seguente Nick spiega la situazione ad Alicia e a Jake e dopo un’accesa discussione, quest’ultimo sceglie di dare ascolto alle parole confuse e preoccupanti di suo fratello Troy. A questo punto Nick e Jake si incamminano e comprendono finalmente lo stato delle cose: un’orda di erranti è in arrivo verso il ranch. Una volta fuori dalle recinzioni, i due trovano immediatamente Troy e lì cercano di dare una spiegazione alle sue azioni. Ma una spiegazione non c’è se non un crescente diverbio tra i due fratelli che, frustrati da tutto i loro trascorsi, finiranno per scontrarsi. Jake è pronto per uccidere suo fratello specialmente quando si rende conto che il suo obiettivo era quello di radere al suolo il ranch e con lui tutti i sogni infranti di suo padre Jeremiah. Alcune verità vengono a galla ma proprio quando Jake era pronto per uccidere Troy, Nick interviene e lo spinge via facendolo rotolare giù dalla collina. A quel punto disarmato e in preda al panico, Jake viene morso da un errante. Neanche la lacerazione del braccio riusciranno a salvarlo. Nick ha sulle spalle diverse responsabilità e Troy ora come ora si trova in un vortice di disperazione. Ora non potrà neanche essere più cacciato via dal ranch visto che ogni cosa aldilà dalla collina è stata spazzata via. Alicia, Ofelia e pochi altri dopo una burrascosa battaglia all’ultimo sangue che ha visto anche la morte di Coop, riescono a mettersi a riparo nella dispensa.

Questo è a tutti gli effetti l’episodio migliore della stagione. Numerosi colpi di scena si susseguono in quello che è forse il capitolo più intenso di questo spin-off. Finalmente siamo in grado di distinguere i caratteri di tutti i personaggi principali: Nick e Alicia sono cresciuti e consci di ciò che sono diventati e questo lo si evince attraverso un paio di battute piuttosto efficaci. Nick ha fatto pace con la sua instabilità e con i suoi demoni e proprio per questo conosce la direzione da perseguire. L’inizio lento di “Brother’s Keeper” spaventa perché fa credere che sia un episodio Troy-centrico e invece è proprio tutt’altro. La missione del giovane si trasforma in qualcosa di diabolico per gli altri abitanti del ranch. Una vendetta costruita impulsivamente ma al contempo portata avanti con tempra e convinzione. Troy nei primi episodi aveva tutta l’aria di essere il classico figlio viziato a cui viene permesso tutto ma poi questo episodio in particolare ci racconta di un ragazzo sicuramente problematico ma che è in grado di sopravvivere alle intemperie del deserto. La morte di Jake ha sorpreso e soprattutto è stata ben congegnata la messa in scena, a partire dalla lacerazione del braccio fino ad arrivare alla sua trasformazione. In mezzo a questi due eventi chiave c’è stata la speranza che in realtà potesse sopravvivere. Anche le scene al ranch hanno funzionato egregiamente: l’idea dei camper come difesa è stata geniale e la tensione che si è venuta a costruire fino all’ingresso dei sopravvissuti dentro la dispensa ha rallegrato anche il telespettatore più pignolo e ansioso di vedere i personaggi in azione. L’auspicio è che la serie possa trasformarsi episodio dopo episodio in un susseguirsi di climax che non lasciano respiro allo spettatore, proprio come successo con questo capitolo.

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