Per quanto la ship Jeller, formata da Jane Doe (Jaimie Alexander) e Kurt Weller (Sullivan Stapleton), sia stata una della basi del successo di Blindspot, gli autori hanno dimostrato ampiamente che questa è una serie che non ama intrattenersi ed intrattenere il proprio pubblico con scene eccessivamente sdolcinate e sebbene sia spesso dato un riconoscimento al sentimento che lega i due protagonisti, questo è uno show che si compone soprattutto di suspense, ritmi serrati e notevoli scene d’azione, un’impronta che caratterizza chiaramente anche la première della terza stagione andata in onda ieri sera negli Stati Uniti.

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La seconda stagione dello show, per chi non lo ricordasse, si era conclusa chiudendo piuttosto sbrigativamente la grande congiura guidata dalla sfuggevole Shepherd (Michelle Hurd) e coronando il sogno d’amore dei protagonisti che dopo essersi sposati, venivano separati da un evento misterioso di cui abbiamo scoperto la natura solo grazie a Back to the Grind.
Come Kurt e Jane vengono infatti a sapere dopo che la loro pacifica vita in Colorado viene interrotta da alcuni delinquenti che irrompono nella loro casa per ucciderli, Jane ha una taglia sulla testa per essere stata la responsabile del fallimento della grande cospirazione guidata da Shepherd e dal fratello di lei Roman (Luke Mitchell), datosi alla macchia alla fine dello scorso anno, e in quanto bersaglio mobile è una minaccia per chiunque le stia accanto, motivo per cui – nonostante il marito le dica di volerle rimanere accanto mentre la CIA li fa entrare nel programma di protezione testimoni – decide di lasciarlo per non rischiare che venga ucciso o separato dalla figlia avuta con Allison Knight.

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Grazie ad una misteriosa scatola consegnatagli dal nuovo direttore dell’FBI, Eleanor Hirst (Mary Stuart Masterson), che reca incise delle coordinate, dopo mesi trascorsi a cercare di rintracciare senza successo Jane, Kurt può infine riabbracciarla, ma scopre anche che la moglie ha tutta una serie di nuovi, misteriosi tatuaggi luminescenti sul corpo. Non solo la coppia deve quindi affrontare il problema della taglia sulla testa di lei, ma deve anche svelare il mistero che si cela dietro ai nuovi tatuaggi e salvare allo stesso tempo i loro ex compagni dell’FBI che, come riferito dalla Hirst, sono stati rapiti uno ad uno.
Jane e Weller non sono gli unici ad aver cambiato vita dal loro matrimonio e dalla fine della scorsa stagione, perché anche il resto del team ha incarichi completamente nuovi: Reade (Rob Brown) è infatti il nuovo responsabile dell’ufficio di New York, Zapata (Audrey Esparza) è entrata nella CIA grazie all’agente Keaton (Chad Donella), Patterson (Ashley Johnson) è andata a lavorare nella Silicon Valley e la nuova (attesissima) aggiunta al gruppo Rich Dotcom (Ennis Esmer) è diventato un consulente dell’FBI.

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Back to the Grind, come anticipavamo, non perde troppo tempo in chiacchiere ed ammennicoli e catapulta gli spettatori dritti nell’azione quando risolve in breve la questione della taglia su Jane, che si conclude nella prima metà dell’episodio e nella splendida cornice della nostra Venezia e porta anche a compimento il mistero dietro al rapimento di Reade, Zapata e Patterson con Jane e Weller che vanno in loro soccorso subito dopo aver lasciato l’Italia, il tutto per concentrarsi su quello che sarà il vero tema di questa nuova stagione e cioè i nuovi tatuaggi di Jane e la cattura di Roman, responsabile di questa novità scaturita dal desiderio di vendetta nei confronti della sorella traditrice.
Il caso dei tatuaggi 2.0 viene ritenuto così importante dalle autorità che si decide di creare una task force tra FBI e CIA per risolverlo, gruppo di cui faranno ovviamente parte tutti i nostri protagonisti in nuovi e più dinamici ruoli, ma soprattutto con inediti e misteriosi segreti. Come infatti scopriremo nei minuti finali dell’episodio, nonostante la gioia di tutti di essersi ritrovati e di aver scampato un grave pericolo, ogni membro del nuovo team nasconde un segreto che potenzialmente può causare grandi problemi alle indagini, nonché ostacolare i loro rapporti personali/sentimentali ponendo questa nuova stagione sul binario di un gustoso “tutti contro tutti“.

L’intento di questa nuova stagione sembra decisamente quello di scrollarsi di dosso l’eccessiva pesantezza che aveva caratterizzato gli episodi dello scorso anno ed il trascinamento di una trama divenuta troppo artificiosa, per dare spazio ad un’atmosfera molto più leggera, favorita sicuramente dall’introduzione del personaggio di Rich Dotcom come regular, da un uso più oculato delle potenzialità dei protagonisti (confinare Stapleton dietro una scrivania era stato un vero spreco) e infine da un elemento romantico meno fuggevole. Non solo infatti Jane e Weller si sono ritrovati ed hanno deciso di rimanere sposati, ma dovranno anche riabituarsi l’uno all’altra dopo una lunga separazione e nello stesso tempo mantenere dei segreti che potrebbero potenzialmente nuocere ad entrambi. Gli autori hanno sostanzialmente dato un colpo di spugna a tutto ciò che aveva reso piuttosto zoppicante la seconda stagione, caratterizzata da un significativo calo di ascolti, ed hanno invece tenuto ed esaltato quello che aveva funzionato meglio, mantenendo ovviamente la serialità dello show data dalla risoluzione dei casi della settimana forniti dai nuovi tatuaggi di Jane. Blindspot, proprio come ai suoi esordi, ha tutte le carte in regola e le potenzialità per essere un successo, soprattutto grazie alla sua stessa struttura che ha permesso allo showrunner Martin Gero di instillare nuova linfa nella serie, tutto sta a vedere se gli autori dimostreranno davvero di aver imparato dagli errori del passato o se finiranno per rimanere impelagati nella stessa ragnatela che li aveva imprigionati lo scorso anno.

La terza stagione di Blindspot va in onda ogni venerdì nel Stati Uniti sulla NBC.