Nel terzo episodio di una seconda stagione ricca di richiami visivi affascinanti, The Exorcist inizia a delineare la confluenza dei suoi distinti rigagnoli narrativi verso un unico, terrificante fiume. Mentre a Parigi osserviamo le fiamme spazzar via il diabolico Cardinal Guillot (Torrey Hanson) per mano della giustiziera Mouse (Zuleikha Robinson), la situazione nella casa famiglia di Andy (John Cho) sembra essere tornata alla normalità dopo l’incidente che ha coinvolto il piccolo Caleb (Hunter Dillon); almeno così pare, finché uno stormo di uccelli impazziti non inizia a schiantarsi sulle mura della casa, a seguito dell’animata preghiera pronunciata da Shelby (Alex Barima) sulle sponde del lago in cui la moglie di Andy, Nicole, si suicidò tempo addietro.

La bellezza degli scenari naturali dell’isola in cui Andy e la sua famiglia risiedono viene così distorta dal Male, lasciando i panni materni di forza generatrice per indossare quelli di cupo avversario in rivolta contro l’uomo (e, presumibilmente, contro Dio). È una visione certo non inedita della Natura – il cinema più autoriale ne offrì una raggelante declinazione con Antichrist di Lars von Trier – ma ancora foriera d’inquietudine, agghiacciante nella progressiva ma inesorabile riduzione dell’essere umano all’impotenza di fronte a fenomeni inspiegabili e ingovernabili a prescindere dall’elemento divino.

Parallelamente, il peregrinare di Marcus (Ben Daniels) e Tomas (Alfonso Herrera) li porta a indagare sul caso di presunta possessione di una bambina, Harper (Beatrice Kitsos); è qui che, con un plot twist forse prevedibile ma indubbiamente utile ad allargare ulteriormente il punto di vista sul mondo degli esorcismi, i due uomini scoprono una sconvolgente realtà che nulla ha a che fare col demonio. Per meglio dire, il caso di Harper è strettamente correlato al lato oscuro dell’animo umano, alla vena più ferocemente maligna e folle che possa solcare il cuore di una madre. Oltre a offrire una prospettiva nuova e interessante sul difficile compito che grava sulle spalle di Marcus e Tomas, gli eventi della puntata fanno da perfetta anticamera all’approdo dei due protagonisti sull’isola di Andy.

Un episodio come Unclean chiarisce, oltre ogni dubbio, l’ambizione di questa seconda stagione a distaccarsi del tutto dal celeberrimo materiale d’origine, dopo averlo omaggiato nella sua prima annata televisiva. Non è solo nel cambio di location che ravvisiamo quest’intento di rinnovamento: la puntata solleva domande finora taciute, ma che ben contribuiscono a dettagliare il contesto in cui Marcus e Tomas si trovano a operare. Ecco quindi spiegati i molti esorcismi negati dalla Chiesa: non tutto il dolore e la follia di questo mondo portano impresso il segno del diavolo, e la difficile scrematura tra possessione e psicopatologia è affidata, in The Exorcist, alle mani di uomini impavidi ma non immuni dall’errore.