Pura azione e svolgimento di trama in questo midseason finale di The Gifted, che proietta tutti i personaggi, buoni e cattivi – ammesso che questa distinzione qui abbia un senso – verso gli eventi degli ultimi episodi della stagione. Si riparte ovviamente dal cliffhanger dello scorso episodio, e quindi dalla cattura di quattro mutanti, tra i quali i giovani Strucker. A quella cattura si rifanno inevitabilmente tutte le azioni e reazioni in gioco qui, tra personaggi che vogliono salvare i ragazzi, in modi diversi, e altri che vogliono sfruttare la situazione a loro vantaggio. The Gifted tende a mostrare sempre una grande confusione di fondo su ciò che vuole essere, ma quantomeno negli ultimi episodi è riuscito a inquadrare una storia meno episodica.

Reed e Caitlin si allontanano dal gruppo dei mutanti e vanno dritti per la loro strada. In questo caso si tratta di un percorso che li conduce dritti a casa di Jace, unica delle Sentinelle con cui la storia ha stabilito un feeling allo stato attuale. Confidando in un semplice buon senso dell’uomo, i due genitori lo obbligano ad ascoltare le loro preghiere, ma a quanto pare non c’è nulla da fare. D’altra parte, lo stesso Reed non ha avuto alcuna esitazione prima di scoprire la natura mutante della propria famiglia, quindi non dovrebbe stupirsi della reazione dell’uomo, che peraltro ha perso una figlia. È una sottotrama stucchevole e nemmeno scritta o recitata particolarmente bene (strano, Amy Acker solitamente è una garanzia).

The Gifted vive come una zavorra questa identità familiare che non le appartiene e che non ha ragione di esistere qui. Si voleva realizzare un teen drama? Poteva essere una soluzione, ma qui la storia va da tutt’altra parte. Ce lo racconta la brutalità con cui viene uccisa Sonya, ma anche la scena finale – la migliore della stagione – in cui Esme scatena il suo potere contro le sentinelle, obbligandone a uccidersi. A questo punto The Gifted cambia strada, per fortuna, e si costruisce un passaggio per diventare una serie di supereroi compiuta, con un villain. Perché sì, la discriminazione nei confronti dei mutanti può essere una metafora importante, ma The Gifted non ha aggiunto nulla ad argomentazioni che ascoltiamo da anni e che sono state meglio raccontate in altri prodotti.

Qui la serie Fox va in pausa, anche se si tratterà di una pausa molto breve. Continua a viaggiare così, tra aspettative che non vengono deluse semplicemente perché nulla di ciò che abbiamo visto in dieci episodi ha contribuito a dare anche solo una parvenza di identità ad uno show che vorrebbe essere troppe cose tutte insieme.