Da nove anni il supereroe noto come Black Lightning è scomparso, abbandonando la sua lotta al crimine. Nel frattempo, la città di Freeland è sprofondata nel caos, con guerre tra gang che provocano morte e distruzione, e con le forze dell’ordine che, in risposta, abusano del loro potere spesso e volentieri, in particolare nei confronti della comunità americana.

Jefferson Pierce, alter ego del suddetto eroe, è oggi un rinomato preside scolastico, oltre che padre – divorziato – di due promettenti e caparbie figlie: nonostante la situazione di precarietà sociale che sta sempre più destabilizzando la sua città, Jefferson è riuscito a trasformare la sua scuola in un’oasi felice, nella quale tanti ragazzi possono provare a costruirsi un roseo futuro, nonostante il contesto dal quale provengono.

Pierce non rimpiange i suoi giorni da supereroe, ma volente e nolente deve ben presto tornare a essere Black Lightning per salvare le sue figlie da una situazione molto pericolosa, scoprendo nel mentre che magari tornare a combattere i cattivi non è poi così male.

Black Lightning, nuova serie TV prodotta da The CW e ispirata ai personaggi dei fumetti DC Comics, ha fatto da poche ore il suo esordio negli Stati Uniti. Prima di qualsiasi analisi occorre specificare che lo show non si svolge nello stesso universo narrativo di Arrow, The Flash, Supergirl e Legends of Tomorrow, e dunque – almeno per il momento – non ci sarà nessun tipo di interazione tra le due realtà.

Black Lightning, serie con protagonista il supereroe noto in Italia come Fulmine Nero, è curata dallo showrunner Salim Akil – anche regista dell’episodio pilota – e ha per protagonista Cress Williams. Vi elenchiamo questi nomi non a caso: i principali artefici della serie TV, come buona parte del cast, sono afro-americani impegnati nel dar vita al primo show televisivo della DC Comics con protagonista un supereroe nero. Viviamo in tempi non certo sospetti e decisamente maturi perché si possa investire in franchise di questo genere, al netto di tutte le motivazioni etiche e sociali che abbiamo a cuore, ma che scegliamo di non includere nella nostra analisi perché naturalmente molto soggettive.

È imperativo, però, riconoscere che Black Lightning è una serie TV dove il “fattore afro-americano” è la chiave di volta che innesca meccanismi che giudichiamo come validi e coerenti. Il “black power” è ovunque, in questo show: dalle ambientazioni urbane che ricordano quartieri come Harlem, alla situazione politico-sociale nella quale ci imbattiamo sin dalla prima sequenza che richiama tutti quegli episodi che hanno portato alla nascita di un movimento come il Black Lives Matter, finanche alla colonna sonora – con alcuni brani originali – che spazia dall’Hip Hop all’R’n’B, oltre al cast principale, come già detto.

Black Lightning è, anche un po’ a sorpresa, un prodotto molto diverso rispetto alle serie TV dell’Arrowverse, e sotto certi aspetti quasi antitetico. Le differenze sono molteplici, e spaziano dalla fase di scrittura a quella registica, così come si registrano differenze a livello recitativo (Williams è un attore esperto e capace, a differenza degli altri “supereroi” più giovani di The CW).

The Resurrection, episodio pilota dello show, ha un ritmo compassato e dinamiche narrative che a tratti hanno quasi un taglio pulp. Per le strade di Freeland si respira un’aria diversa, più adulta e realistica, rispetto alle varie Star City, Central City o National City. Meno colpi a effetto, e più sostanza: con questa impostazione l’unica vera e grande sequenza d’azione che vede il ritorno in scena di Fulmine Nero diventa un momento davvero importante ai fini della narrazione, e quasi epico nella sua dinamica (oltre che abbastanza violento, il che non è un difetto).

Cress Williams infonde un buon carisma e una sensibile gravitas nel personaggio da lui interpretato: questo supereroe ci appare davvero stanco, disilluso, desideroso di poter vivere, utopisticamente, una vita tranquilla. In generale, tutto il cast principale fa una buona figura, compreso il villain Tobias Whale che siamo sicuri scopriremo meglio nei prossimi episodi.

Inoltre, anche le location – vero punto debole delle produzioni di The CW – appaiono più curate ed eterogenee rispetto a quanto siamo abituati a vedere negli show dell’Arrowverse, sempre al netto di un budget evidentemente limitato. Buon impatto per l’armatura di Black Lightning che in live action funziona meglio rispetto a quanto avevamo visto nel materiale promozionale fotografico.

Insomma, per Black Lightning è sicuramente un buon inizio, al di sopra delle (nostre) aspettative. Per mettere in piedi questo show si è scelta, intelligentemente, una strada diversa e meno battuta, che rinuncia agli stilemi classici del “cinecomics da piccolo schermo”, per proporre un racconto con un’apprezzabile spessore e premesse con grande potenziale. Ovviamente, è troppo presto per avere un giudizio consono, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

Venendo brevemente ai fumetti della DC Comics, ricordiamo come Fulmine Nero sia stato il primo supereroe nero di questa casa editrice, creato nel 1977 da Tony Isabella e Trevor Von Eeden sulle pagine di Black Lightning #1. Campione sportivo ritiratosi dall’agonismo per poter essere marito e padre devoto – oltre che preside scolastico – Jefferson Pierce è anche in segreto un supereroe metaumano, con poteri di elettrocinesi e assorbimento energetico, generazione di campi di forza e persino volo.

La storia che abbiamo iniziato ad apprezzare nel primo episodio della serie TV sembra rifarsi molto all’Anno Uno di Fulmine Nero, sul quale ritorneremo prossimamente onde evitare inopportuni spoiler. Per ora, abbiamo notato come il costume che il protagonista indossa nel breve video di sorveglianza ambientato nel passato si rifaccia evidentemente alla tenuta da battaglia originale del personaggio nei fumetti.

Nel corso dell’episodio sono inoltre citati dei celebri discorsi di attivisti afro-americani Martin Luther King e Fannie Lou Hamer, oltre che la celebre frase dell’arcivescovo irlandese Milo Sweetman – “La giustizia, come il fulmine, dovrebbe comparire come speranza ad alcuni uomini, e come una paura in altri.” – che ha ispirato il protagonista a intraprendere la sua missione.