A soli due episodi dalla fine, la terza stagione di The Path trova il tempo di inserire un’altra puntata che sembra di passaggio, dove succede poco o niente: “Bad Faith” è un episodio principalmente di confronti e confidenze, fatta eccezione per le ultime scene, dove come di consueto si concentrano i colpi di scena spirituali.

“Bad Faith” si apre con la perplessità di Eddie e soprattutto di Vera di fronte alla proposta di uno sconosciuto indonesiano che ha scoperto il meyerismo e propone senza indugio di aprire il primo centro asiatico in un suo resort a Bali. Cal e Mary annuiscono convinti mentre Vera vi vede un preoccupante indizio della profezia materna: tanto più il meyerismo si diffonderà, tanto più rovinosa sarà la sua caduta. A queste paure Eddie risponde come sempre sottovalutando il problema e consigliandole di scrollarsi di dosso l’influenza materna; ma ha altro a cui pensare, in particolare a fare il genitore, poiché Hawk, allarmato da una lettera di Caleb che sembra scritta dopo un lavaggio del cervello, ha deciso di andare a recuperarlo nel Maryland.

Da buon padre Eddie decide di accompagnarlo, lasciando tutto in mano a Cal con le malaugurate parole “mi fido completamente di te”. Eppure Cal sembra continuare il suo percorso di riavvicinamento sincero al meyerismo tramite l’analisi interiore, e infatti preferisce obbedire a Eddie e disattendere un impegno che aveva preso con Mary e il loro nuovo cliente, il congressman molestatore Harbaugh, da accompagnare a Chicago. Nessuno si stupisce dunque quando Mary, furibonda, decide di andare lo stesso (e nessuno si stupirà se questi due finiranno insieme, vista l’attrazione di Mary per i tizi inquietanti).

Eddie lascia a Cal anche l’incarico di seguire Vera in una versione semplificata (perché ormai Eddie sembra incapace di non riempire di paternalismo ogni suo ordine o osservazione) nell’AL, la prova rituale nel bosco che coinvolge meditazione per una notte intera, condizioni disagiate, assunzione di sostanze, visioni. Ma prima Vera chiede a Cal come è stata la sua esperienza con la prova, se gli è servita a cogliere delle verità del passato, solo che Cal ammette di non avere nessun ricordo del suo AL (come di tutto il resto), tanto da farci dubitare che l’abbia mai esperita.

Intanto Sarah ha una comoda intuizione notturna che la porta a fare irruzione in casa di Lilith (corrompendo il portiere) e scoprire da alcuni disegni e foto che Vera è sua figlia. Allarmata si precipita a chiamare Eddie, che le risponde solo dopo svariati tentativi, e rimane incredula quando sbuffando ammette di sapere già tutto. La capacità di Eddie di sottovalutare ogni presentimento e di dirigere l’attenzione sempre altrove è ormai illogica, come del resto l’approdo a un movimento regolato da contratti, bodyguard e liste di visitatori solo pochi mesi dopo aver inaugurato la leadership aprendo i cancelli “a tutti”. D’altra parte se la storia principale arranca nella lentezza, le svolte repentine sono ormai la regola (vedi la rivelazione di Sarah).

Mentre Eddie e Hawk vanno in missione in Maryland, Sarah non si rassegna, si introduce furtivamente nel compound, ma viene sorpresa e rinchiusa, in quanto non-più-meyerista. Quando Cal va trovarla i due si riavvicinano scambiandosi le reciproche crisi: Sarah giustifica le sue azioni sconsiderate perché ha visto tutte le sue certezze andare in frantumi, e Cal è comprensivo perché anche lui affronta qualcosa che non capisce vedendo solo il vuoto dentro di sé. Da queste reciproche confidenze Cal scopre inoltre che la caverna che assilla i suoi ricordi è la stessa che Sarah ha visto nel film trovato da sua madre.

Quella notte, Sarah affronta direttamente Vera sorprendendola nel bosco, la quale la convince finalmente della follia di Lilith svelandole che una parte fondamentale della profezia è la morte di Eddie. Scopriamo anche che Lilith è scomparsa perché è stata internata proprio dalla figlia – che dunque appare fin qui definitivamente e noiosamente redenta.

Anche per Eddie e Hawk è tempo di riflessioni: l’escursione in Maryland non va come Hawk sperava, poiché Caleb sembra deciso a rimanere dove si trova e glielo fa capire a suon di pugni in faccia. Ma diventa occasione per Eddie e Hawk parlare di confini nelle relazioni, dell’essere delusi dai propri padri e di come certe situazioni siano profondamente personali e dolorose. Come a illustrare queste affermazioni, Cal si ritrova nella famigerata caverna fiorita, e ricorre alla violenta “cleanse” sperimentata da Sarah per liberarsi interiormente di Steve, con tanto di esplicitissima visione.

Contemporaneamente all’atto, Eddie ha una crisi, e il risultato sembra essere una inspiegabile sensazione di collera nei confronti di Steve, mentre intuisce finalmente che tra Cal e il padre del meyerismo è successo qualcosa di orribile. Ciò potrebbe significare di tutto: da un lato sembra che nonostante la poca credibilità di Lilith i suoi rituali pericolosi funzionino meglio delle droghe e delle abitudini hippie degli altri meyeristi anziani; dall’altro Cal pare propenso a finirla con le manipolazioni e pronto a confidarsi con Eddie, colto da una rinnovata fede.

Comunque vada, “Bad Faith” ritarda ulteriormente la resa dei conti, e dà l’impressione che la storyline di Lilith sia stata dilungata oltremisura senza idee sufficientemente forti a supportarla, tanto che sarebbe forse più inaspettato se si concludesse con un nulla di fatto.