Se c’è una cosa che proprio non si può rimproverare agli autori di Blindspot, considerati gli eventi del finale della terza stagione, è che non abbiano dimostrato di avere, in tre anni di serie, il coraggio di cancellare e riscrivere continuamente la storia dei protagonisti, anche nella maniera più inaspettata e discussa.

Così, In Memory, proprio come la droga di nome ZIP che è stata usata per cancellare la memoria sia di Remi/Jane (Jaimie Alexander) che di suo fratello Roman (Luke Mitchell), riporta letteralmente lo show al punto zero come se la protagonista, ritrovata in mezzo a Time Square nella famigerata scena del pilot, rinchiusa in una sacca e ricoperta di misteriosi tatuaggi, sia finalmente pronta – anche se con tre anni di ritardo – a portare finalmente a termine la missione che lei e sua madre adottiva Shepherd avevano ideato ai tempi del debutto dello show.

Che tutto questo avvenga perdendo per strada uno dei personaggi più interessanti, il Roman di Luke Mitchell, è qualcosa con cui bisognerà scendere a patti.
Anche se lo showrunner Martin Gero ha già assicurato che nella quarta stagione continueremo a vedere l’attore, inserito nella storia grazie a diversi flashback, il cammino del personaggio si è interrotto sotto il sole africano e proprio nella città di Cape Town che aveva dato i natali sia a lui che a sua sorella.
Nonostante la sua dipartita, o forse in parte proprio anche grazie a quella, lo sviluppo del personaggio di Roman continua ad essere uno degli aspetti più interessanti di uno show che, a nostro avviso ed a prescindere dal suo rinnovo, ha purtroppo perso gran parte della sua linfa vitale e del suo appeal con la conclusione della prima stagione.
Ciò nonostante, al fratello della protagonista è spettata una delle trame più interessanti, soprattutto in questa stagione, con la scoperta che la sua missione contro Hank Crawford (David Morse) è sempre stata legata alle sue origini ed alla rivelazione che proprio il pericoloso miliardario era l’uomo che si nascondeva dietro alla creazione dell’orfanotrofio/lager dal quale Shepherd aveva salvato sia Roman che sua sorella ed il cui scopo era quello di formare un esercito di perfetti e micidiali soldati non fedeli a nessuna bandiera.

L’aspetto più interessante di questo personaggio è stata proprio la lotta interiore che ha dovuto intraprendere tra il desiderio di trovare finalmente un posto nel mondo in seno alla famiglia Crawford, soprattutto considerati i sentimenti che provava per Blake (Tori Anderson), e quello di portare a termine la propria vendetta. Ed triste epilogo del suo percorso è una testimonianza di come, in ultima istanza, il piano di Hank Crawford sia fallito, nel momento che Roman, pur non riuscendo a perdonare le sue azioni, ha scelto di risparmiargli la vita, privilegiando un possibile futuro per lui e per Blake.
Proprio il fatto che quest’ultima finisca quindi per ucciderlo a sangue freddo, convinta che Roman abbia assassinato suo padre e l’abbia sempre ingannata, è quindi la perfetta ed insieme più triste chiosa che il personaggio potesse avere e che finisce per morire al fianco dell’unica persona in grado di capire e condividere il suo stesso tormento, proprio quando aveva deciso di vivere la vita secondo le sue regole, senza farsi più dominare da chi, fin da piccolo, aveva deciso di fare di lui una sorta di macchina di guerra.

Essendo Blindspot il genere di show che non ha mai temuto i colpi di scena, giunti alla scena della morte di Roman e alla chiusura della storyline dedicata ad Hank Crawford, anche solo dando un’occhiata all’orologio, i fan storici della serie si saranno probabilmente resi conto che il peggio doveva ancora venire: poco prima di morire al suo fianco, Roman lascia infatti alla sorella una pennetta USB che contiene non solo la chiave per decifrare una buona parte dei suoi tatuaggi, ma anche gli indizi per rintracciare altre pennette che aiuteranno il Team a svelare tutti i misteri letteralmente disegnati sul corpo di Jane, nonché la chiave per la sua stessa salvezza.
Come infatti uno scioccato Weller (Sullivan Stapleton) apprenderà da Patterson (Ashley Johnson), i recenti svenimenti di Jane non sono affatto legati – come lei pensava – ad una possibile gravidanza, ma agli effetti collaterali della droga usata per cancellarle la memoria e che, proprio come avvenuto con Roman, oltre a provocare allucinazioni e stanchezza (tutti sintomi che entrambi i fratelli avevano registrato) a lungo termine finiranno per ucciderla. L’unica speranza di salvezza per Jane diventano quindi adesso gli indizi che suo fratello le ha lasciato sparsi nel mondo come briciole di pane.

Ma – il solo fatto che vi sia un altro “ma“, la dice lunga sul livello di sadismo degli autori – proprio Jane potrebbe rivelarsi la sua peggiore nemica perché, come scopriremo a pochi minuti dalla fine, dopo essere svenuta ancora una volta, i suoi più recenti ricordi vengono definitivamente cancellati e la protagonista si risveglia senza ricordare gli ultimi anni trascorsi come membro dell’FBI o moglie di Weller, convinta che Roman sia ancora vivo e che il piano ideato con Shepherd sia ancora in auge, il tutto con Kurt che, in seguito alle complicanze di un colpo di arma da fuoco di cui è rimasto vittima quando era in Sud Africa, giace in un letto di ospedale apparentemente in coma, una circostanza che ha fatto peraltro temere a molti fan l’uscita di scena di Stapleton dallo show, una possibilità che non è stata smentita né confermata dalla NBC.

Inutile aggiungere che pensare che i colpi di scena si siano fermati qui è solo una pia illusione, perché come ogni eroe che si rispetti ha bisogno di una valida nemesi, con la morte di Crawford e la posizione quanto meno dubbia che occuperà nella prossima stagione Jane, la serie ha comunque bisogno di un nuovo e temibile cattivo che, con grande sorpresa (e delusione, a giudicare dalle reazioni sui social) di molti fan, si è rivelata essere Tasha Zapata (Audrey Esparza). Il personaggio, dopo aver finalmente dato sfogo alla sua attrazione per Reade (Rob Brown), con il quale va a letto dopo la cancellazione del suo matrimonio, si scopre essere colei che ha manipolato Blake, convincendola ad uccidere Roman e a prenderla come alleata per dirigere l’impero del suo ormai defunto padre.
Questo particolare e sorprendente (Ed ultimo, non temete!) risvolto della storia, se – come nel nostro caso – non si è emotivamente troppo attaccati ai personaggi, potrebbe risultare uno dei più interessanti per la prossima stagione, perché nonostante la scoperta che Zapata sia ormai nelle fila dei cattivi, non dubitiamo comunque per i suoi sentimenti per Reade o l’affezione nei confronti dei membri della sua ex squadra siano veri, il che farà di lei un personaggio decisamente tormentato e, come ha dimostrato Roman in questa stagione, un protagonista afflitto da una lotta interiore è fonte di interessanti storyline.

Blindspot, già rinnovato per una quarta stagione, andrà presumibilmente in onda negli Stati Uniti a partire da ottobre/novembre del 2018, sempre sulla NBC.