Manifest, il nuovo show prodotto dalla Warner Bros. Television che verrà trasmesso negli Stati Uniti dalla NBC a partire da settembre, è stato presentato al pubblico appassionato del genere mystery/drama come “il nuovo Lost”, un titolo e una difficile eredità a cui molte serie hanno aspirato e nessuno, dalla sua conclusione nel 2010, è mai davvero riuscito a conquistare.

Le premesse di Manifest sono piuttosto semplici: una famiglia è in attesa di prendere un volo per New York mentre il voice-over di Melissa Roxburgh (Michaela Stone) ci presenta tutti i protagonisti, suo fratello Ben (Josh Dallas), i nipoti, gemelli, uno dei quali affetti da una grave forma di leucemia che gli lascia solo sei mesi di vita, la cognata Grace (Athena Karkanis) ed i propri genitori. In seguito ad un over-booking Michaela, Ben e Cal si rendono disponibili a prendere il volo successivo mentre il resto della famiglia si dirige a casa precedendoli, ma durante il viaggio una violentissima turbolenza terrorizza comandante e passeggeri che, usciti indenni dagli scossoni che colpiscono il velivolo, si avvicinano alla loro destinazione, finendo per venire dirottati dalle autorità aeroportuali su una pista più sicura.
Accolti da un sospetto assembramento di forze dell’ordine e auto dell’FBI, le 190 anime a bordo del volo Air Flight 828, decollato ad aprile del 2013, scoprono di trovarsi nel 2018, di essere stati catapultati in avanti di cinque anni e mezzo e di essere stati dati per dispersi da famigliari ed amici.

Il rientro a casa non si dimostrerà dei più facili: trovarsi di fronte a figli, fidanzati, mariti e mogli invecchiati e cresciuti di più di 5 anni è una realtà complessa con la quale fare i conti, soprattutto quando non si hanno spiegazioni sul cosa sia davvero accaduto e la vita di molte delle persone che i passeggeri del volo 828 si sono lasciati alle spalle, è inevitabilmente andata avanti quando i loro cari sono stati dati per morti. Come se non bastasse Michaela in prima persona e, poi, tutte le persone presenti sul volo, scopriranno di sentire delle voci che li portano a compiere azioni apparentemente insensate, ma che finiscono per salvare delle vite, un dono che – nonostante gli sforzi di alcuni di ignorarlo – si impone a tutti con una certa prepotenza, finendo per obbligarli ad agire.

Sebbene il pilot abbia qualche sprazzo di vita, più verso la fine dell’episodio, subisce nel complesso le conseguenze di un ritmo non esattamente serrato e di una caratterizzazione dei personaggi quasi del tutto assente, che non fa abbastanza per rendere i protagonisti accattivanti. Oltre a ciò si nota qualche fastidiosa incongruenza, come il fatto per esempio che le autorità passino (giustamente) al setaccio il velivolo incriminato una volta atterrato, con tanto di tute anti-radiazioni e strumentazioni tecnologiche avanzate, ma lascino tranquillamente andare i passeggeri dopo essersi limitati a interrogarli, senza sottoporli ad accurati controlli medici, oltre a inspiegabili errori di montaggio (ma ricordiamo che abbiamo visto il pilot durante la preview night del Comic-Con di San Diego, potrebbe essere rimaneggiato prima della messa in onda). In una scena in particolare si vede Michaela piangere, con tanto di lacrime copiose che le scorrono sul viso e quando l’inquadratura cambia per un secondo per tornare poi su di lei, il suo volto è misteriosamente asciutto: piccoli dettagli che possono disturbare uno spettatore attento, che capitano spesso in televisione, ma dovrebbero essere religiosamente evitati in un episodio pilota e che, pur non essendo gravi mancanze, contribuiscono a lasciare una sensazione generale di approssimazione.

Il prosieguo della storia, chiaramente, si concentrerà sulle strane voci che tutti i superstiti del volo sentono, sulla loro origine e sul perché li spinga a prendere determinate decisioni e fare alcune particolari scelte, che sembrano volte – almeno per il momento – a fare del bene. Ciò detto Manifest non fa abbastanza, in questo episodio d’esordio, per catturare l’interesse del pubblico, nessuno dei protagonisti riesce a spiccare e la serie nel complesso si dimostra piuttosto tiepida, ben lontana dall’impatto di un prodotto come Lost.

La premiére di Manifest andrà in onda negli Stati Uniti lunedì 24 settembre sulla NBC.

 

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