Dove la première della quarta stagione di Better Call Saul si appoggiava inevitabilmente all’evento drammatico della morte di Chuck, il secondo episodio inizia ad aumentare i giri del motore in vista dei nuovi eventi stagionali. Mike lievemente in secondo piano, sono ancora Jimmy e Gus al centro della scena. Qui tutti i personaggi condividono il desiderio di imporsi sulle circostanze avverse, giocando tra eccessiva sicurezza e sbruffoneria con le vite degli altri. In questa giostra di egoismi più o meno celati, a risplendere è il personaggio di Kim, forse l’unico ad esprimere un sincero affetto nei confronti di qualcun altro.

Breathe è un episodio di scelte. Ci sono quelle più banali, ma sulle quali la scrittura torna ancora per sottolinearne il valore, come una semplice scelta su un film o su una cena, e quelle più importanti. Jimmy fa un primo giro di colloqui, e c’è tutto uno scambio in una situazione in realtà superflua ai fini dell’intreccio, ma che assume allora un valore simbolico. Jimmy si presenta per un colloquio alla Neff Copiers e, nel giro dell’azienda, osserva delle statuine Hummel che gli ricordano la signora Strauss. Si dimostra affabile come al solito, e viene liquidato con il classico “le faremo sapere”. Qui avviene lo slittamento che dicevamo prima, quello che porta i protagonisti a rischiare oltre la soglia di sicurezza, pur di ottenere tutto e subito.

E Jimmy ci riesce. Convince quelli che potrebbero diventare i suoi nuovi datori di lavoro. Ma a quel punto è lui stesso a non volere più l’impiego. Sembra una contraddizione, e un po’ lo è, ma nel momento in cui riesce a dimostrare di essere più furbo delle persone per cui dovrebbe lavorare, Jimmy perde ogni stimolo. Più tardi, lo vedremo ancora indugiare sul passato e su quelle statuine Hummel, preparando il prossimo passo nella sua vita.

Il resto della puntata gravita più o meno intorno al letto d’ospedale sul quale si trova in coma Hector Salamanca. Rivediamo i due nipoti silenziosi dell’uomo, e si gioca sul fatto che il consiglio della dottoressa consiste nel parlare molto con l’uomo per stimolarne il risveglio. Nacho, molto timoroso sulla propria situazione, viene infine raggiunto da Gus Fring e praticamente assoldato da quest’ultimo. Breathe ha un modo molto particolare di inquadrare il personaggio di Fring. Più che mai ci appare come una sagoma nell’oscurità, implacabile e inarrestabile. C’è sempre il sottile piacere della scrittura nel giocare con le maschere e ciò che celano, ma Fring è proprio un monumento alla razionalità più fredda e calcolatrice.

Tutto l’opposto di Kim, che perde la sua proverbiale compostezza, aggredendo Howard di fronte ad un nuovo tentativo di tirare Jimmy dentro a certe faccende in sospeso di Chuck. È un momento di rabbia sincera, ma dietro tutto il resto, serve anche a mostrarci palesemente l’affetto profondo che la donna prova per Jimmy. C’è tutta la consapevolezza di chi conosce molti retroscena del rapporto tra i due fratelli, e prova pena sapendo tutto ciò a cui Jimmy ha dovuto rinunciare. In quel momento e in quelli successivi, in cui Kim nasconde la lettera di Chuck per Jimmy, crediamo anche che potrebbe perdonargli qualunque nefandezza ancora segreta. Ma qualcosa ci dice che non andrà così, e che questa completa arrendevolezza ai sentimenti da parte di Kim lascerà la porta aperta alle ferite del domani.

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