Per chi non lo sapesse, A Million Little Things, il nuovo show della ABC che ha debuttato ieri sera negli Stati Uniti, fin dall’uscita del suo primo promo è stato additato come il primo imitatore ufficiale di This is, Us il dramma familiare della NBC che da due anni (la première della terza stagione è andata in onda solo due giorni fa) continua a dimostrare come la TV generalista possa ancora fare ottimi ascolti, tenendo incollati alle poltrone milioni di fan.

E’ indubbio che A Million Little Things, soprattutto nei toni, abbia molto in comune con la serie del network avversario, ma considerato che il mondo delle serie pullula di successi e conseguenti imitazioni, il fatto che qualche scaltro autore abbia cercato di capitalizzare sul successo di This is Us non ci sembra affatto una novità: quanti show polizieschi, drammi ospedalieri o thriller esistono? L’imitazione è sempre stata alla base di questo business. Dimostrato quindi che il problema di questa nuova serie non è se abbia o meno imitato This is Us, la vera questione è se ci sia riuscita e in che modo abbia deviato per rendersi in qualche modo unica.

La premessa della serie è che un gruppo di amici viene sconvolto dal suicidio di uno di loro, la persona che – tra i quattro – sembrava avere più di tutti i piedi per terra. Jon Dixon (Ron Livingston) viene infatti descritto come un uomo di successo, concreto, con una bella famiglia alle spalle ed una vita felice, nonché come una persona estremamente generosa verso coloro che avevano la fortuna di rientrare nella sua cerchia di amicizie e che vengono quindi lasciate con la domanda sul perché un simile esempio di perfezione stesse tanto male da suicidarsi.

Maggie: Forse aveva perso di vista l’orizzonte. Stavo guardando un documentario su JFK Jr. Vi ricordate quando il suo aereo è precipitato? Kennedy era un pilota alle prime armi. Stava volando di notte quando il cielo si è annuvolato, gli strumenti gli indicavano dove puntare, ma lui non si è fidato. Aveva la verità davanti agli occhi, ma non è riuscito a vederla. Ha perso di vista l’orizzonte ed è andato in picchiata e quando ha capito cosa stava succedendo era ormai troppo tardi e non è riuscito a risollevarsi.
Questa è la depressione. 
Ora, magari non era depresso, magari stava succedendo qualcos’altro. La gente mantiene segreti con le persone che ama e a volte non ti accorgi nemmeno che cosa nascondevano fino a che non accadono tragedie del genere“.

Considerate le circostanze, è inevitabile che la serie tratti il tema della depressione e, appunto, del suicidio, un argomento quest’ultimo che – come ha di recente dimostrato 13 Reasons Why – può trasformarsi in un’arma a doppio taglio e che può rischiare di essere affrontato con eccessiva superficialità. Diversamente da This is Us, in una première fortemente emotiva, A Million Little Things fa una sorprendete virata ed invece di limitarsi ad essere solo il racconto di un viaggio emotivo di un gruppo di amici che ha perso in maniera tragica una persona cara, si trasforma anche in un mistero volto a scoprire i motivi che hanno portato il perfetto Jon a compiere un gesto tanto disperato. Ed è appunto in merito a questa scelta che si sono sollevati i critici più severi nei confronti dello show, che hanno accusato gli autori di voler in qualche modo trasformare il suicidio in una sorta di soluzione di un puzzle, sminuendone la complessità emotiva.
Sebbene non ci sia dato di sapere cosa avverrà nei prossimi episodi, possiamo dire che – a giudicare da ciò che abbiamo visto fino ad ora – la serie ha trattato con grande sensibilità l’argomento e non ci ha dato la sensazione di voler banalizzare un tema tanto delicato, riuscendo a bilanciare con grande delicatezza la tragica morte di Jon e le sorprendenti rivelazioni che ne conseguono.

Per quanto concerne gli altri protagonisti della serie, nell’episodio sono introdotti ovviamente anche gli amici di Jon e le loro rispettive compagne: Gary (James Roday), reduce da un tumore al seno ormai in remissione (sì, anche gli uomini possono esserne colpiti, anche se accade di raro), nonché colui che sembra maggiormente colpito dalla morte dell’amico che proprio nella première incontra Maggie (Allison Miller), una psicologa specializzata in depressione malata anche lei di tumore, Rome (Romany Malco) un regista di pubblicità con il sogno nel cassetto di un film, segretamente affetto da una grave forma di depressione e sua moglie Regina (Christina Moses), una chef che vorrebbe aprire il suo ristorante, Eddie (David Giuntoli), un padre-casalingo che si occupa dei figli ed insegna chitarra, in piena crisi matrimoniale e sul punto di lasciare l’apparentemente gelida moglie Katherine (Grace Park) ed infine Delilah (Stéphanie Szostak), la vedova di Jon, tutti personaggi che, riuniti da questa tragedia, vengono delineati magistralmente nella première e risultano immediatamente interessanti.

L’episodio, come immaginabile, è costellato di momenti emotivamente molto forti che, grazie all’ottima interpretazione di tutti gli attori, colpiscono nel segno e fanno commuovere.
Ognuno reagisce a modo proprio di fronte ad una tragedia di questa portata e ognuno, inevitabilmente, si porta dietro dei forti sensi di colpa quando una persona cara decide consapevolmente di togliersi la vita, ma soprattutto ognuno finisce per chiedersi perché, cosa possa aver portato una persona apparentemente così solida a uccidersi e sopratutto per quale motivo non siano stati in grado di percepire i campanelli di allarme. Inevitabilmente, parte del racconto, viene altresì dedicato al modo in cui ciascuno vive la propria vita da adulto e interagisce con gli altri, diventando un’accorta riflessione sul vero significato dell’amicizia e sulla capacità che ogni uomo ha di rendere davvero unico un rapporto così importante. A Million Little Things, in conclusione, si pone molti interrogativi piuttosto importanti e anche solo per il modo non superficiale e delicato con cui li affronta, meriterebbe un’opportunità.

Le rivelazioni ed i misteri che il vaso di Pandora della morte di Jon scoperchia, sono un’altra parte altrettanto importante della serie, destinata a coinvolgere chi non sarebbe naturalmente attratto da uno show dalle tematiche tanto pesanti e che fornisce loro una trama a cui appassionarsi tra tradimenti e verità nascoste, come – tra le altre – il mistero legato all’ambiguo rapporto tra Jon e la sua bellissima segretaria Ashley, la quale nasconde a tutti la lettera di addio scritta dal suo capo e si affretta a cancellare dal computer dell’ufficio di lui alcune email.

La prima stagione di A Million Little Things va in onda negli Stati Uniti ogni mercoledì sulla ABC.