Recap
La seconda stagione di The Resident apre con una storyline sicuramente non nuova nel drammi ospedalieri: un attacco hacker che fa saltare la corrente in ospedale, costringendo tutti i medici ad operare solo grazie all’uso dei generatori. Narrativamente parlando la trovata non è certo una novità per il genere, ma – quanto meno – gli autori della serie fanno uno sforzo per inserirvi una forma di originalità quando la storia devierà dal possibile attacco hacker con richiesta di riscatto, in qualcosa di molto più personale che coinvolgerà una paziente dell’ospedale di nome Joplin oltre a Conrad (Matt Czuchry) e Nic (Emily VanCamp). Nic scoprirà infatti che la colpevole è un’adolescente ricoverata per lupus, ex studentessa del MIT, che – dopo essere stata rovinata economicamente dai conti che il Chastain Park Memorial Hospital le ha presentato dopo il suo primo ricovero – crea un virus per cancellare la sua situazione debitoria, finendo però, a sua insaputa, per bloccare tutti i sistemi dell’ospedale. Quando Nic le spiegherà cosa ha provocato il suo virus, la giovane vi porrà immediatamente rimedio e, cercando di evitarle una sicura condanna, Conrad e Nic intercedono per lei presso il dottor Bell (Bruce Greenwood) costringendolo, di fatto, a non denunciarla in cambio dell’antivirus che farà tornare l’ospedale alle sue normali funzionalità. All’ombra di questa storyline nascono di conseguenza diversi casi medici, resi particolarmente difficili dalla situazione disperata in cui tutti i dottori sono costretti ad intervenire: Mina Okafor (Shaunette Renée Wilson) ed AJ Austin (interpretato da Malcolm-Jamal Warner, promosso alla fine dello scorso anno a series regular) si ritrovano a fare un intervento a cuore aperto sulla piccola Mabel, una bambina di pochissimi giorni nata prematura, quando la corrente viene tagliata e corrono contro il tempo per salvarle la vita, riuscendo infine nell’intento.
Conrad, nonostante la decisione di Bell di non accettare più pazienti e di cominciare a trasferire quelli più instabili in altre strutture, senza la supervisione di un chirurgo, comincia ad operare un ragazzo che viene portato in pronto soccorso, facendo poi in modo che il dottor Albert Nolan (Michael Hogan) finisca l’intervento costruendo letteralmente per lui una sala operatoria improvvisata, una decisione che potrebbe però costargli la carriera quando il nuovo direttore sanitario, passata la crisi, chiederà senza mezzi termini al dottor Nolan chi abbia cominciato ad intervenire per primo sul paziente, con tutte le intenzioni di licenziarlo.
Per quanto riguarda la trama orizzontale dello scorso anno, e cioè il caso della dottoressa Lane Hunter (Melina Kanakaredes) – che non riapparirà nella serie – è solo grazie ad un servizio giornalistico che Bell guarda in TV, che apprendiamo che la donna è stata condannata per i suoi crimini e rischia addirittura la pena di morte senza che né Randolph stesso, né l’ospedale che dirige, vengano apparentemente trascinati nell’ignominia con lei.

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Commento
Lo spirito soap-operistico di The Resident torna in tutto il suo splendore nella première della seconda stagione della serie: per la gioa degli shipper della coppia, Conrad e Nic sono di nuovo insieme e sembrano essere tornati ad una fase decisamente spensierata della loro relazione. Dal punto di vista sentimentale, anche la brillante Mina, sempre più innamorata che mai di Micha – convalescente dal suo trapianto cardiaco – e sembra soprattutto essersi finalmente lasciata un po’ andare, grazie probabilmente anche agli eventi del finale dello scorso anno. Se tuttavia abbiamo imparato a conoscere gli autori della serie, siamo pronti a scommettere che la tragedia si annidi dietro l’angolo e che a raccogliere i cocci del cuore spezzato di Mina, potrebbe essere proprio l’eccentrico AJ, la cui alchimia professionale e personale con la propria protetta è evidente.
Per aver occupato uno spazio tanto importante lo scorso anno, la storyline della dottoressa Hunter e della sua caduta in disgrazia, nonché della riabilitazione professionale dell’infermiera Nic, sono trattate invece con estrema superficialità e abbandonate sostanzialmente nel dimenticatoio, lasciando che gli spettatori scoprano la verità solo grazie al servizio di un telegiornale. La sbrigativa soluzione lascia tuttavia aperta una voragine di domande a cui gli autori non sembrano intenzionati a dare una risposta: perché la Hunter non ha trascinato con sé Bell? Come è possibile che l’ospedale non sembri aver subito conseguenze negative per la pessima pubblicità?
Un altro aspetto che lascia perplessi, ma che è anche diventato un segno distintivo della serie nel suo portare avanti trame che sono spesso moralmente discutibili, è la storia della giovane hacker che “per sbaglio“, leva la corrente all’ospedale mettendo a repentaglio la vita di tutti i pazienti ricoverati. La decisione di Conrad e Nic di manipolare Bell affinché non la denunci, risulta infatti inspiegabile. Per quanto Joplin abbia involontariamente creato il problema, è assurdo pensare che la ragazza se la cavi senza conseguenze solo perché Conrad e Nic si arrogano il diritto di assurgere al ruolo di giudici e giuria. Considerati i rischi corsi dai pazienti, la giovane avrebbe dovuto essere denunciata e consegnata alla giustizia e pensare che il suo pentimento sia un indicatore sufficiente a dimostrare che non commetterà mai più un simile crimine, è – da parte della coppia – sia ingenuo che arrogante.
Per quanto concerne infine il futuro del Chastain Park Memorial Hospital, l’accenno alla sola esistenza del padre di Conrad nel suo ruolo di Presidente del consiglio di Amministrazione della struttura e la decisione di Bell di non rispondere alle sue insistenti telefonate nel pieno della crisi, è chiaramente foriera di una futura guerra tra i due personaggi, soprattutto dopo che Bell, come sembra intenzionato a fare, proverà a sbarazzarsi del rampollo del potente Marshall Winthrop (Glenn Morshower).

La seconda stagione di The Resident va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su Fox e sbarcherà in Italia, a partire dal 30 ottobre su Fox Life.