Sin dall’inizio di questa grande avventura famigliare, This Is Us ha sempre abituato il suo pubblico ad andare avanti e indietro nel tempo a suo piacimento. Questa volta, nella timeline del passato, Rebecca e i suoi figli sono ancora in una fase molto difficile della loro vita. Ognuno di loro fa fatica a riprendere in mano il proprio destino dopo la morte di Jack. Kevin e Kate cominciano proprio da qui ad avere un rapporto molto stretto, fin troppo aggiungeremmo, con i loro vizi, quelli più drastici, gli stessi che si porteranno dietro per tutta la vita. Nel mentre, la vedova Rebecca spreca tutte le sue energie del giorno in un unico gesto, quello di svegliarsi la mattina e affrontare la giornata senza suo marito. Questa famiglia distrutta è costretta a trovare una nuova casa, cosa che Rebecca ha sempre detestato fare. Lei è un’abitudinaria, legata alle piccole cose e sempre restia ai cambiamenti repentini o non necessari. Nonostante ciò, Rebecca durante la fase di recupero perde più volte la bussola, giustificando troppo spesso le scelte non propriamente corrette dei suoi figli. L’unico a rendersi conto di questo disagio e dell’impossibilità di Rebecca di rimettere insieme i pezzi è Randall. Quest’ultimo, in pieno tormento, viene accettato alla Howard University; una gioia che purtroppo non riesce a condividere a pieno. A dargli maggiori attenzione o a regalargli qualche momento di spensieratezza ci pensano la signorina Yvette e la sua famiglia, che in modo inconscio gli ricordano le sue origini.

Anche nel presente Randall è sempre in bilico tra due mondi, così tanto che chi lo circonda riesce a rendersi conto della sua instabilità. A farglielo notare in maniera chiara ci pensa ChiChi, una donna nigeriana che molti anni prima aveva stretto un forte legame con William. Proprio durante un flashback conosciamo la giovane donna insieme a sua figlia Sky: sole e senza una figura maschile arrivano nello stesso quartiere che qualche anno dopo Randall avrebbe deciso di ritirare su, nonostante tutte le difficoltà logistiche e burocratiche. Randall e la sua famiglia vivono in un quartiere benestante, le sue due figlie sono totalmente inserite in un sistema opposto a quello da cui lui proviene. È proprio Deja a ricordargli, se vogliamo, le origini che l’uomo cercava da sempre. Deja è quel ponte che ora, in maniera più conscia, lo riporta da suo padre, da ChiChi e da Sky.

I Grandi Tre, Miguel, Toby e Beth si ritrovano tutti per la prima del film di Kevin diretto da Ron Howard, un film che potrebbe segnare l’inizio effettivo della sua carriera, rendendolo un attore che da questo momento in poi potrà essere preso sul serio. Infatti è proprio questo il desiderio più grande di Kevin, far parte di quella lista di nomi rispettabili, un modo in più per onorare la memoria di suo padre. In mezzo a ciò, Rebecca viene a scoprire in maniera accidentale della scelta di Kate e Toby di concepire un bambino tramite la fecondazione in vitro. La mamma è preoccupata e nel profondo anche rammaricata perché consapevole che parte del rischio è dovuta al peso di Kate, una disfunzione che forse avrebbe potuto fermare a tempo debito. Durante una discussione tra madre e figlia riguardo i rischi, Toby perde la pazienza e per la prima volta di fronte agli occhi della famiglia di Kate mostra un lato del suo carattere mai uscito prima. Questa perdita del controllo è chiaramente dovuta all’interruzione dell’assunzione delle pillole antidepressive. Durante la discussione però viene aperto da Kate un altro discorso che finisce per ferire Kevin e in un secondo momento anche Randall. Il desiderio di Kate di generare un figlio senza un aiuto esterno o attraverso altre possibilità sta nel fatto di voler tramandare la memoria storica e genetica della sua famiglia. Un’affermazione più che legittima fino a quando non va a ferire Kevin, dando per scontato che lui non avrebbe mai avuto dei figli ed escludendo di netto suo fratello Randall. Quest’ultimo, dopo aver passato una giornata tra i due mondi, finisce per interrogarsi maggiormente su quale sia il suo destino.

“A Philadelphia Story” è un episodio toccante che spazia tra vari argomenti, si interroga in maniera intelligente su quelle scelte che si fanno nella vita nei momenti più difficili. A volte si percorrono strade tormentate ma che poi si potrebbero rivelare illuminanti. A volte invece il destino può condurre una persona nell’abisso, lo stesso che poi torna negli anni a venire. La scrittura di Kay Oyegun riesce benissimo in questa impresa e soprattuto è in grado di far uscire fuori il tormento più grande di tutti i protagonisti. Sono molte le cose che vengono dette ad alta voce per la prima volta: ChiChi lo fa con Randall, Kate con Kevin e sua madre e quest’ultima con sua figlia, la stessa che forse avrebbe dovuto proteggere di più. La parte più interessante sta nel fatto che la regia e gli autori non si permettono mai di giudicare i personaggi e lasciano allo spettatore la possibilità di farlo ed è attraverso questa modalità che c’è quel trasporto unico e ormai caratteristico di This Is Us, una serie che con il passare del tempo sta acquisendo sempre di più uno stile unico.

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