Dopo due puntate non proprio esaltanti dal punto di vista narrativo, questa settimana Doctor Who è tornato a fare quello che gli riesce meglio: giocare con gli eventi del passato. Demons of the Punjab, sesto episodio dell’undicesima stagione, ha infatti portato i protagonisti indietro nel tempo, per la precisione all’inizio della Partizione dell’India, dando vita a un’avventura che ha al tempo stesso messo in scena una breve lezione di storia e raccontato qualcosa in più su di uno dei Companion del Dottore.

Il motivo scatenante di questo viaggio è stato il desiderio di Yaz (Mandip Gill) di voler sapere qualcosa di più sulle origini della sua famiglia, in particolare quelle di sua nonna, una donna intraprendente che cela dentro di sé un doloroso segreto. La scelta di mettere nuovamente al centro della narrazione un personaggio femminile forte e ambientare il tutto in un contesto storico-sociale che metta in risalto e celebri una diversità collega direttamente l’episodio a Rosa, il più riuscito di questa stagione, confermando il trend che vuole le puntate a tema storico come le più interessanti della serie. Anche la scelta di utilizzare come veri antagonisti gli esseri umani e non la razza aliena ospite continua a funzionare, soprattutto se, come in questo caso, a entrambi vengono date motivazioni credibili e ragionate per giustificare le loro azioni.

Non tutto ovviamente ha funzionato alla perfezione, tra incongruenze e leggerezze varie e prove attoriali del cast di supporto non sempre all’altezza. Inoltre Chris Chibnall ha continuato a portare avanti l’idea di non donare una trama orizzontale alla stagione, preferendo proseguire con il focalizzarsi sulle emozioni e le storie dei singoli personaggi piuttosto che creare una minaccia tangibile per i protagonisti, qualcuno o qualcosa che possa davvero metterli in pericolo al termine di quest’anno.

Superato il giro di boa, questa scelta seguita a non convincere appieno; la paura più grande è quella di veder tornare qualche antagonista presentato nelle scorse puntate, come ad esempio gli Stenza, in modo totalmente casuale nell’episodio finale, senza una reale costruzione.