Guardando Kerblam!, il settimo episodio dell’undicesima stagione di Doctor Who, si ha quasi la sensazione di trovarsi davanti a un’avventura dei primi due Dottori del nuovo corso dello show. C’è mistero; c’è azione; c’è umorismo; ci sono rimandi alle vite passate del protagonista; ci sono persino degli inquietantissimi robot che riportano subito alla mente i manichini del primo episodio di Eccleston. Se Rosa può essere inquadrato come un riuscito episodio a tema storico, Kerblam! è la rappresentazione di come dovrebbe essere un’avventura fantascientifica – e autoconclusiva – di Doctor Who.

Dopo aver ricevuto una richiesta d’aiuto contenuta in un pacco regalo, Tredici e il Team Tardis si recano sul pianeta Kandoka, dove ha sede l’azienda simil Amazon che da il nome all’episodio. Indagando, i quattro vengono a conoscenza del fatto che molti lavoratori stanno scomparendo nel nulla, una scoperta che li porterà a seguire varie piste in un continuo gioco di piccoli colpi di scena fino alla rivelazione finale.

Come raramente è successo nel corso di questa stagione, tutto nell’episodio funziona molto bene, dal ritmo dell’azione all’interazione tra personaggi principali e secondari. Anche l’antagonista della puntata, un villain inizialmente insospettabile, ha per una volta delle motivazioni dalla sua che non si limitano alla distruzione e conquista del pianeta o di una determinata specie. Sarà forse un caso che alla sceneggiatura non troviamo Chibnall bensì Pete McTighe, qui al suo esordio come scrittore della serie, a riprova di quanto sia importante per una serie come Doctor Who non variare solo i generi degli episodi ma anche i loro autori.

Qualche inflessione caratteriale del protagonista continua ad esserci, ma a livello attoriale Jodie Whittaker ha ormai il pieno controllo del ruolo. Anche i tre Companion questa settimana sono riusciti a farsi apprezzare, merito di una trama che ha permesso a ognuno di essi di mettere in mostra le proprie peculiarità. Purtroppo il legame di quest’ultimi con il Dottore non cessa però di apparire più debole di quello che gli abbiamo visto avere con i loro predecessori, rendendo difficile per il pubblico affezionarsi ai tre.

Nonostante l’indubbia buona fattura di Kerblam!, a tre episodi dal finale questa stagione dello show continua a non convincere su più fronti, in primis per la sua struttura fatta di episodi autoconclusivi e priva di una grossa minaccia ricorrente. Siamo ovviamente pronti ad essere smentiti, anche se un cambio di rotta a stagione così inoltrata ci sembra più un’utopia che una concreta possibilità.