Ci voleva una guest star d’eccezione per portare un po’ di brio in una stagione di Doctor Who non proprio riuscitissima. È così che per The Witchfinders la serie ha ingaggiato l’attore Alan Cumming, spesso vociferato come papabile interprete del Dottore, per ricoprire il ruolo di Re Giacomo I, monarca studioso delle arti occulte che si trova a dover collaborare con il Team TARDIS in una caccia alle streghe nel Lancashire del diciassettesimo secolo. Benché scritto in maniera forse un po’ troppo macchiettistica, grazie al talento di Cumming Re Giacomo I ha rubato la scena a tutti i personaggi a ogni sua apparizione, lasciando gli spettatori con la voglia di vederlo tornarne nello show già nel prossimo episodio.

Complice una scelta di casting davvero azzeccata (ottima pure la prova di Siobhan Finneran, la Sarah O’Brien di Downton Abbey), questa settimana anche la trama della puntata è apparsa molto godibile. La scelta di non raccontate la caccia alle streghe di Salem ma una più piccola e meno conosciuta ha lasciato molta più libertà alla sceneggiatrice Joy Wilkinson, che ha potuto divertirsi a mischiare a proprio piacimento personaggi storici ed elementi fantastici. Per come è stato strutturato l’episodio, un maggior minutaggio – se non addirittura una divisione in due parti – avrebbe sicuramente aiutato a gestire meglio i ritmi narrativi. Se fino alla rivelazione dell’antagonista della puntata tutto funziona a meraviglia, con l’entrata in scena di quest’ultimo tutto si è fatto frettoloso e poco approfondito. Anche gli effetti speciali, vero fiore all’occhiello di questa stagione di Doctor Who, sono risultati i meno efficaci visti quest’anno.

Un vero peccato perché The Witchfinders è il primo episodio in cui il cambio di sesso del protagonista è stato parte integrante della narrazione. Per il suo essere una donna, Tredici (Jodie Whittaker) è stata infatti prima sminuita da Re Giacomo I e poi accusata di stregoneria da quest’ultimo, una situazione che non si sarebbe venuta a creare se il Signore del Tempo avesse avuto una delle sue precedenti facce.

Parlando invece dei Companion, che continuano a funzionare a episodi alterni, come al solito ad emergere dei tre è stato Graham (Bradley Walsh),con il suo fare stralunato e totalmente fuori dal tempo, ma anche Ryan (Tosin Cole), grazie alle interazioni con il personaggio di Cumming, è riuscito a ritagliarsi alcuni momenti decisamente riusciti.

Nonostante alcune imperfezioni, con le ultime due puntate l’undicesima stagione di Doctor Who sembra finalmente essere sulla buona strada per trovare un proprio equilibro. La totale mancanza di una trama orizzontale, che favorisca anche un’evoluzione – finora praticamente assente – dei protagonisti, resta però un elemento a cui Chris Chibnall dovrà seriamente porre rimedio, magari già a partire dallo speciale di Capodanno.