È stato un finale in linea con la stagione appena conclusa quello andato in scena domenica sera, un episodio tutto sommato godibile ma privo di quel pathos e di quella tensione a cui ci avevano abituato Russell T Davies e Steven Moffat. Neanche il ritorno – a dire il vero piuttosto prevedibile – di Tim Shaw e un accenno di quella trama orizzontale tanto agognata sono serviti ad aggiungere enfasi a The Battle Of Ranskoor Av Kolos, che ha sì chiuso la sottotrama riguardante il rapporto nonno/nipote tra Ryan e Graham ma non ha generato nessun nuovo sviluppo narrativo interessante.

Se escludiamo la relazione sopracitata, nessun personaggio, Dottore compreso, ha goduto di un arco narrativo forte che gli abbia permesso di mutare significativamente dalla prima all’ultima puntata, finendo per non discostarsi troppo da come ci è stato presentato nella premiere di stagione. Oltre a questo, la quasi totale assenza di orizzontalità narrativa ha fatto sì che The Battle Of Ranskoor Av Kolos abbia avuto più il sapore di un episodio qualsiasi che di un finale, di una chiusura di un cerchio aperto da dieci settimane.

Anche guardandola nel suo complesso, sono poche le cose davvero riuscite di questa undicesima stagione di Doctor Who. Sicuramente la scelta di Jodie Whittaker come tredicesima incarnazione del Signore del Tempo è una di queste, assieme all’azzeccato casting di Bradley Walsh, indubbiamente il personaggio più interessante portato in scena quest’anno. Episodi come Rosa, Kerblam! e The Witchfinders sono riusciti a far assaporare ai nuovi spettatori la vera essenza dello show, non riuscendo però mai a risultare davvero memorabili. Per quanto riguarda infine gli avversari che il Dottore ha dovuto affrontare nel corso delle dieci puntate, solo Tim Shaw si è imposto come una presenza forte e pericolosa, tanto che è stata una scelta sensata farlo ricomparire in The Battle Of Ranskoor Av Kolos. Purtroppo, due sole comparsate non sono bastate per renderlo una minaccia di rilievo per l’economia della serie, finendo per risultare una presenza riuscita solo a metà.

Con un anno di attesa per la stagione dodici, Chris Chibnall dovrà sfoderare tutte le sue migliori armi nello speciale di Capodanno per convincere i fan a continuare a seguire la sua – per adesso non esaltante – gestione della serie. E c’è già chi parla di un ritorno dei Dalek per risollevare le sorti della serie fantascientifica più longeva della storia della tv.