L’amica geniale si addentra sempre di più nelle nuove problematiche che affrontano Lenù (Margherita Mazzucco) e Lila (Gaia Girace) nella loro adolescenza, allontanandole realmente per la prima volta.
Nel quinto episodio, intitolato Le scarpe, i membri della famiglia Cerullo si scontrano duramente la mattina dell’Epifania quando il progetto segreto di Rino (Gennaro De Stefano) e sua sorella viene finalmente alla luce, dando il via a una rabbia legata più a un timore che il figlio stia trovando un modo per liberarsi dal suo controllo che all’effettiva qualità delle scarpe che ha creato. La complicata situazione dei giovani protagonisti diventa poi ancora più evidente durante la loro breve gita a Napoli per prendere un gelato in compagnia: momenti che rendono chiare le differenze sociali esistenti rispetto ai loro più benestanti coetanei e fanno emergere la voglia di rivalsa di Lila, pronta a ironizzare duramente le ragazze vestite meglio di lei o le opportunità a disposizione di chi ha più soldi rispetto alla sua famiglia. La serie enfatizza bene questo elemento sfruttando la voce narrante di Elena che ricorda come le donne sembrassero appartenere a un altro pianeta e fossero cresciute respirando un’altra aria. A differenza della sua amica, tuttavia, Lenù sembra consapevole di avere l’occasione di un futuro migliore grazie ai suoi studi e a delle opportunità che potrebbero apparire all’orizzonte. I Cerullo non hanno però le stesse chance e la reazione di Rino è di pura violenza, situazione che porta a un intervento inaspettato e a un viaggio in macchina che sottolinea la tensione esistente tra Lila e Marcello dopo il rifiuto della ragazza. La giovane ha infatti dovuto respingere le dichiarazioni di Pasquale, con cui il futuro sarebbe all’insegna della vita nel Rione e privo di amore, e di Marcello che la considera quasi una preda da conquistare tramite i propri soldi, sfruttando la sua influenza sociale sui genitori della ragazza, che vedono nel matrimonio combinato un modo per migliorare la propria posizione economica, pur di raggiungere il suo scopo.
In L’isola Elena sfrutta l’occasione offertale dalla maestra Oliviero (Dora Romano) e parte per Ischia, dove deve aiutare l’anziana Nella a gestire la pensione dove alloggiano durante le loro vacanze alcuni villeggianti, tra cui una famiglia inglese e, inaspettatamente, i Sarratore. L’adolescente si sente in colpa per aver lasciato l’amica da sola ad affrontare una pressione sempre più grande che dovrebbe portarla ad accettare la corte di Marcello e si “punisce” isolandosi nel suo mondo, scrivendo continuamente lettere a Lila che rimangono senza risposta, fino a quando riesce a liberarsi del peso di quel silenzio con una nuotata catartica che le permette di godersi finalmente quell’inaspettata indipendenza, momento girato con grande attenzione da Saverio Costanzo e ben interpretato da Margherita Mazzucco.
Lenù si concede finalmente la possibilità di pensare solo a se stessa, al suo “amore” per Nino Sarratore (Francesco Serpico) e a nuove possibili amicizie, ampliando i propri orizzonti, personali e culturali. La situazione verrà però totalmente sconvolta dal lato oscuro di Donato Sarratore in una sequenza brutale e difficile da vedere per l’intensità emotiva espressa dalla giovane interprete.
Lila, nel frattempo, è alle prese con una corte sempre più insistente e subdola da parte di Marcello che usa la sua ricchezza per cercare di spiegare alla famiglia Cerullo e alla ragazza i lati “positivi” di quel potenziale matrimonio. La ragazza, nella mente di tutte le persone che le sono intorno, dovrebbe essere lusingata e felice, ma a pesare su di lei sono le imposizioni di una società che rende impossibile decidere il proprio destino se si è una quindicenne senza istruzione ed economicamente non benestante. Lila è consapevole dei rischi che potrebbe correre rifiutando quel corteggiamento, eppure si impegna con tutte le forze per mantenere la propria indipendenza, andando persino contro la sua stessa famiglia.
Il contrasto tra l’assolata Ischia e le cupe serate a casa Cerullo rendono la sesta puntata particolarmente riuscita a livello visivo, sottolineando le differenze dell’estate delle due protagoniste, nonostante entrambe siano destinate a terminare in modo drammatico.
Margherita Mazzucco e Gaia Girace dimostrano in questo caso di essere in grado di attribuire alle proprie interpretazioni le giuste sfumature, facendo emergere le emozioni senza sforzi e con grande naturalezza nei momenti di leggerezza e soprattutto in quelli drammatici, con sguardi in grado di portare in scena un intero universo di sofferenza e stupore che attribuisce alla storia un’adeguata dose di tragicità.
Saverio Costanzo aveva il difficile compito di proporre un momento di violenza fisica e psicologica disturbante e sconvolgente e, nonostante la scena risulti forse eccessivamente lunga, compie la giusta scelta di concentrarsi sugli occhi della protagonista per far capire il trauma subito.
La regia crea inoltre un affascinante, e molto duro, parallelo tra padre e figlio che, nella stessa situazione, compiono delle azioni opposte che dimostrano la loro vera natura.
La serie, ormai vicina alla conclusione della prima stagione, si concede più tempo per raccontare l’evolversi delle situazioni rispetto alle prime quattro puntate, scegliendo con intelligenza di dare spazio agli elementi della trama che gettano le basi per l’inizio di nuove fasi nella vita delle protagoniste, pur rendendo la quinta una puntata quasi di passaggio, e lasciano la curiosità di scoprire se riusciranno a trovare un modo per ribellarsi alle imposizioni degli adulti.

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