Se l’episodio della settimana scorsa di Vikings era una ripartenza per tutti i personaggi, Murder Most Foul segue quella scia senza discostarsi dai difetti della première. Nel momento in cui è giusto far riposare Ivar, che ormai ha conquistato il potere a Kattegat, e tutti gli altri personaggi sconfitti, la scrittura deve trovare qualcosa da fare con questi protagonisti. Le risposte arriveranno in Anglia, alla corte di Alfred, dove tutti cercano qualcosa o hanno perso qualcosa o nascondono qualcosa. Ne risulta un episodio breve ma molto pieno di eventi.

La scrittura ha molte difficoltà a far quadrare lo sviluppo dei personaggi con la necessità di muovere l’intreccio della storia. E tutte le problematiche che si presentano, e talvolta si risolvono, sono narrate tramite un’esposizione superficiale ed eccessiva. L’unico momento di sincera emozione e sorpresa, di umanità verrebbe da dire, arriva con l’annuncio della gravidanza di Freydis. Ivar, terribile e sopra le righe, lascia filtrare un’umanità che mai gli avevamo visto sul volto. In quello sguardo c’è tutta la fragilità di chi maschera con l’insensibilità la rabbia per la propria condizione fisica. Purtroppo la scena si risolve in un incubo troppo reale, che ci dice sempre qualcosa sulla paura di soffrire di Ivar, ma perde tutta la sua complessità.

E l’episodio segue questo approccio in tutte le troppe sottotrame slegate l’una dall’altra e troppo improvvise. C’è Heahmund che si vede togliere il vescovato, ma intanto ha una relazione che deve tenere segreta con Lagertha, subisce un ricatto, agisce con furia omicida. Bjorn, un po’ orso in gabbia, un po’ annoiato, affascina Elsewith, e ha un rapporto con lei. Molto improvviso e casuale, come tutto in questa storia in cui i personaggi faticano a mettere radici e ad avere uno sviluppo coerente e lineare. E se i nuovi protagonisti in qualche modo si barcamenano nelle avversità, a farne le spese sono proprio i personaggi storici, come Lagertha o Bjorn (seduti all’angolo in attesa) o Floki, con la sua bizzarra sottotrama ai confini del mondo.

Il problema maggiore allora consiste nel non avvertire, nonostante le minacce, i complotti, gli omicidi, il peso della storia.

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