I primi 3 episodi di uno show d’azione e dall’alto contenuto di adrenalina come The Passage sono essenziali per stabilire il passo di una serie: dopo i fuochi d’artificio del pilot, che in un panorama televisivo che fornisce così tanta scelta ha l’arduo compito di far tornare lo spettatore per quello successivo, la seconda puntata ha il ruolo – forse ancora più difficile – di impostare la narrativa della stagione senza soffrire di cali in termini di ritmo, mentre il terzo è quello che fidelizza definitivamente il pubblico che, arrivato a questo punto, ha creato un legame emotivo con i protagonisti ed è abbastanza intrigato dalla trama da accettare l’invito a proseguire il cammino con i personaggi, seguendone le avventure per il numero degli episodi messi a disposizione dal network.

Partendo da queste premesse forse generiche, ma non troppo distanti dalla realtà di una serie televisiva, You Owe Me a Unicorn fa un ottimo lavoro nel mantenere gli spettatori sull’attenti e nel proporre una narrativa decisamente inaspettata, facendo fare alla trama un’interessante svolta.

Dalle premesse dell’episodio pilota sembrava infatti che la prima stagione di The Passage ci avrebbe mostrato la fuga di Brad (Mark-Paul Gosselaar) ed Amy (Saniyya Sidney) dai responsabili del Progetto Noah, al fine di evitare che la bambina venisse usata come una cavia da laboratorio per testare il virus da loro casualmente scoperto e che potrebbe salvare milioni di vite dallo spettro dell’epidemia di aviaria che bussa alle porte del paese. Invece la puntata, oltre a definire ulteriormente il rapporto tra i due fuggiaschi, si conclude con l’inattesa cattura dei protagonisti, aiutati vanamente sia dalla ex moglie di BradLila, che dalla sua vecchia istruttrice dell’esercito, Lacey, nella casa della quale i due si rifugiano dopo che l’agente federale cerca un luogo in cui riprendersi dalla ferita subita nello scontro avvenuto con i loro inseguitori alla fine della scorsa puntata.
Portare nella narrativa il personaggio di Lacey, che pagherà con la vita l’aiuto concesso al suo vecchio amico, ha ovviamente lo scopo di aumentare, in previsione di quanto accadrà in futuro, il senso del pericolo che incombe su Brad ed Amy che, se mai riusciranno a riprendere la loro fuga, dovranno avere la consapevolezza di essere completamente isolati e di non poter rischiare di rivolgersi a nessuno a causa di quanto accaduto in passato.

Inoltre il meccanismo emotivo che scatta tra i protagonisti, il loro trovarsi e fidarsi l’uno dell’altro in maniera così completa e repentina è ovviamente non solo frutto del pericolo, ma anche della loro storia passata: dell’abbandono e del bisogno di appartenere a qualcuno di lei e dell’opportunità di lui di essere una figura paterna per la figlia che ha perduto. L’incontro con Amy ha per Brad anche il sapore di un risveglio emotivo dopo così tanto tempo trascorso a consegnare al Progetto Noah innocenti vittime senza apparentemente alcuna traccia di rimorso e questo risveglio è così improvviso ed inaspettato da fargli rischiare ogni cosa per salvare la vita della sua protetta in una rappresentazione di totale fedeltà, che non si dimostrerà meno forte nemmeno da parte di Amy che, avendo riconosciuto in lui non solo un protettore, ma una famiglia, si rifiuta di lasciarlo in balia degli uomini che stanno dando loro la caccia.

E sempre in merito alla “storia passata“, questo secondo episodio – oltre a darci ulteriori informazioni sui poteri di questa nuova razza di vampiri (che non si possono chiamare vampiri), che può apparentemente comunicare via sogno – serve lo scopo di creare una backstory anche per gli antagonisti dello show ed in particolare per Jonas Lear (Henry Ian Cusick) e Tim Fanning (Jamie McShane). La questione etica gioca in The Passage un ruolo comprensibilmente primario, con Jonas nel ruolo di colui che fa scelte discutibili con le migliori intenzioni, curare cioè la moglie Elizabeth, che incontriamo in un flashback ambientato nel 2015 quando le viene diagnosticato l’Alzheimer, e il ruolo più ambiguo di Tim, colui che coinvolgerà nella ricerca il Dipartimento della Difesa e che diventerà poi il “paziente zero” nonché, almeno così sembrano suggerire gli eventi, il leader della nuova razza creata in seguito alle sperimentazioni del CDC.

Considerato l’approccio alla trama e il ritmo incalzante impresso agli episodi, The Passage prosegue sotto i migliori auspici e lascia idealmente al terzo episodio il compito di mostrarci la direzione che questa stagione prenderà nel prosieguo: continuerete a seguirla?

The Passage va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su Fox e arriverà in Italia, a partire dal 28 gennaio, su Fox.