Nel mondo di True Detective, il caso in sé, nella sua purezza, è il prodotto della stessa matrice che forma l’occhio dell’osservatore. Il detective che segue il caso ne influenza la narrazione per lo spettatore terzo, con le sue osservazioni e la sua tendenza a dare risalto a certi elementi piuttosto che ad altri. Eppure non si tratta mai di una lente deformante che ci allontana dal caso in sé, proprio perché sia il mistero che la mente che lo deve risolvere hanno delle affinità. The Hour and the Day, ad esempio, declina questo ragionamento dal punto di vista della discriminazione. Si tratta di un modello di pensiero che diventa la chiave per ragionare sulle cause e le conseguenze. Tutto ne viene attratto e sconvolto, fino ad un’esplosione finale.

Abbiamo già visto come per Hays la discriminazione rappresenta un peso del quale non riesce a liberarsi. La scrittura saggiamente rende il personaggio ben più di un semplice veicolo per considerazioni di tale genere. E basterebbero le sottili, ma straordinarie differenze nell’interpretazione di Ali nel corso del tempo per notare le sfumature del personaggio. Eppure proprio da qui si riparte, fin dai primi minuti della puntata, con un confronto con una pacata signora che realizza delle bambole familiari. Wayne e Roland si recano a casa della donna. Non c’è nulla di violento, rabbioso, maleducato in lei, ma proprio per questo le considerazioni razziste che enuncia inconsapevolmente trasmettono con più forza il messaggio.

Per la donna una persona di colore è caratterizzata solo dal colore della sua pelle, non possiede reali differenze rispetto ad un’altra che appartiene alla stessa etnia. Quell’aggettivo basta a qualificarla e a dirle tutto ciò che c’è da sapere. Piccole sfumature: Hays le fa delle domande, ma la donna istintivamente risponde guardando il collega bianco. Questo ci dice tanto, anche alla luce dei vari esempi che vedremo nel resto della puntata. Ci dice tra le altre cose qualcosa che già sapevamo. Che il caso della scomparsa di Julie non vale solo di per sé, ma è sempre veicolo per raccontare altro. Rimane il fatto che vorremo procedere nell’indagine, e la serie si porta avanti tra false piste e fragili accelerazioni.

Le parole della donna conducono i due a casa di un altro uomo di colore, che immediatamente si schermisce di fronte all’apparizione degli agenti. È convinto che vogliano trasformarlo in un capro espiatorio, chiama i vicini a raccolta, provoca uno scatto di violenza. Ed è tagliente e perfetta la risposta di Hays quando l’uomo gli chiede come faccia a indossare il distintivo (utilizza una clip). Viene quindi interrogato il bulletto che aveva rubato la bici di Will. Pizzolatto ha già rigettato i confronti con il caso dei tre di West Memphis, e quindi anche questa sottotrama sembra tutto sommato un vicolo cieco. Chiusura molto tesa, con il nativo americano e veterano del Vietnam (come Hays) Brett Woodard che si vede inseguito e costretto dentro casa da una folla inferocita. Ancora il pregiudizio che precede e detta le azioni.

Negli anni ’90 e nel 2015 si torna a parlare di legami in disfacimento, con l’inizio della crisi tra il protagonista e Amelia, e con un Hays anziano e preda di allucinazioni che fatica a riconnettersi con il passato. Forse l’apparizione sullo sfondo dei soldati morti è eccessiva, ma Mahershala Ali riesce a trarre il meglio da ogni momento, o come in questi casi a non caricare troppo l’interpretazione. Ed è ammirevole il lavoro graduale sulla costruzione del rapporto tra lui e Amelia negli anni ’80, con un piccolo dialogo a cena che offre uno spaccato sull’animo più fragile del personaggio.

Intanto, rivelazioni da un futuro passato: Julie è viva e appare in un filmato di sorveglianza, il cugino Dan O’Brien è morto. Nic Pizzolatto, qui alla regia dell’episodio, è coadiuvato in sceneggiatura da David Milch, veterano della HBO (Deadwood, Luck) e del drama poliziesco più dark and gritty (Hill Street Blues, NYPD Blue).

True Detective va in onda ogni lunedì su Sky Atlantic in lingua originale con sottotitoli alle 21.15 (e alle tre di notte fra domenica e lunedì, in contemporanea con gli USA) e il lunedì successivo nella versione doppiata in italiano.

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