L’episodio pilota di Proven Innocent, la nuova serie della Fox con Kelsey Grammer nel ruolo del corrotto procuratore Gore Bellows e Rachelle Lefevre in quello dell’avvocato Madeline Scott, ex vittima del sistema legale per essere stata condannata proprio per mano di Bellows, assieme al fratello Levi, per un omicidio che non hanno commesso e divenuta avvocato che, con i membri dello studio legale Injustice Defense Group, difende proprio i casi di persone ingiustamente condannate, non perde tempo nel far immergere lo spettatore nel ritmo serrato dello show e nel presentarne i protagonisti. Ma, per una serie che debutta a metà stagione, ponendosi già in una posizione di svantaggio, sarà abbastanza?

Kelsey Grammer interpreta un ruolo tagliato come un abito sartoriale su di lui, non dissimile peraltro da quello del 2014 in Boss, come corrotto sindaco della città di Chicago, riuscendo – grazie anche ad una scrittura convincente – a creare un personaggio non caricaturale, ma che rappresenta comunque uno standard televisivo non particolarmente innovativo del freddo e calcolatore antagonista, più interessato al proprio tornaconto personale (in questo caso la sua annunciata candidatura a Procuratore Generale dell’Illinois) che alla giustizia.

Rachelle Lefevre è invece una donna in cerca di riscatto e che ha un conto in sospeso con il procuratore Bellows, responsabile della sua e della condanna del fratello per l’omicidio della migliore amica di lei, Rosemary Lynch quando i due erano solo degli adolescenti. Dichiarata innocenti dopo anni trascorsi in carcere, Madeline ha studiato per diventare avvocato grazie al supporto dell’uomo che ha ottenuto il ribaltamento della sua sentenza e dedica ora la sua vita ad aiutare le innocenti vittime del sistema giudiziario.
L’aspetto forse più interessante della protagonista è che non è rappresentata in maniera monodimensionale, come un cavaliere dalla bianca armatura che si batte in difesa dei più deboli, ma piuttosto come una persona con un piano ben preciso in mente: quello di distruggere la carriera e la reputazione dell’uomo che l’ha fatta condannare, una missione che finisce a volte per interferire con il suo lavoro.
Nel caso di cui si occupa assieme al suo socio “Easy” Boudreau (Russell Hornsby), quello di una madre accusata di aver ucciso il figlio e trasformata dai media in un mostro, Madeline non esita infatti ad usare la sua stessa esperienza per spingere la sua cliente a rifiutare un accordo extragiudiziale ed affrontare invece in tribunale il suo accusatore per ottenere la piena innocenza, rischiando comunque di non fare davvero l’interesse della donna, una scelta che rende la sua posizione piacevolmente ambigua.

A differenza di Madeline, il fratello Levi, ex tossico divenuto coach di in una scuola dalla quale sarà però licenziato per la fine dell’episodio, non è mai riuscito a ricostruirsi una vita dopo essere uscito di prigione e, come accade per la sorella, la sua esperienza e l’incontro con Bellows faranno scattare una serie di flashback che riportano i fratelli Scott al giorno dell’omicidio di Rosemary, il cui vero assassino non è mai stato arrestato.
Altrettanto interessante è il fatto che gli autori giochino con la possibilità che, nonostante il ribaltamento della sentenza, Levi possa effettivamente essere colpevole del crimine quando fanno in modo che l’uomo riveli un particolare di quel terribile giorno di cui nemmeno Madeline era a conoscenza, un particolare che potrebbe mettere entrambi nei guai.

Il punto focale dell’episodio sembra infatti essere che, nonostante la sua condanna sia stata annullata, proprio come il caso di Lucia di cui si occupa nell’episodio, Madeline potrebbe essere riprocessata per l’omicidio della loro amica.
A Lucia viene offerto da Bellows un patteggiamento chiamato “Alford plea“, in base al quale un imputato ha la possibilità di non ammettere la colpevolezza pur riconoscendo che la pubblica accusa è in grado di fornire al giudice un quantitativo di prove sufficiente a ottenere un verdetto di colpevolezza. Grazie a questo accordo Lucia verrebbe liberata tenendo conto del tempo già trascorso in carcere, ma quando la donna chiede l’opinione di Madeline, quest’ultima le sconsiglia di accettare, nonostante andare di fronte ad un giudice ed avere la condanna annullata significhi rischiare comunque di essere eventualmente riprocessata per lo stesso crimine, un particolare che non sembra affatto casuale e potrebbe essere una sorta di presagio di ciò che accadrà a Madeline ed al fratello Levi nel futuro. Quale modo migliore per il calcolatore e arrivista candidato alla procura generale dello Stato, di liberarsi di un’avversaria decisa a macchiarne la reputazione, che rispedirla in prigione?

Nel complesso Proven Innocent è un pilot ben presentato e con un cast eccellente, ma – nonostante tratti un argomento delicato ed attuale – non si distingue nemmeno particolarmente dai tanti procedurali che vanno in onda nella TV generalista o che sono già stati vittima nel passato dei rating, pur portando un concept molto simile a quello di questa serie: un esempio per tutti lo show Conviction, con protagonista Hayley Atwell, andato in onda ad ottobre del 2016 sulla ABC e cancellato dopo una sola stagione.

Proven Innocent va in onda negli Stati Uniti ogni venerdì su Fox.

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