Quando, alla fine della prima stagione di Star Trek: Discovery, il dottor Hugh Culber (Wilson Cruz) morì per mano di Voq/Ash Tyler (Shazad Latif), una parte del pubblico polemizzò sulla scelta di distruggere prematuramente la prima coppia dichiaratamente gay del franchise. Ora, Santi dell’Imperfezione – quinto episodio del nuovo arco stagionale – interviene a quietare definitivamente la discussione, facendo risorgere Culber dalle proprie ceneri. O, per meglio dire, da un involucro miceliale.

Sebbene la spiegazione scientifica del ritorno alla vita di Hugh tramite la rete miceliale risulti un po’ nebulosa e forzata, bisogna riconoscere a questa puntata il pregio di essere il perfetto contraltare tematico a quanto visto la scorsa settimana con Un Obolo per la Charon. Se l’episodio precedente era tutto incentrato sulla morte e sull’accettazione di essa, Santi dell’Imperfezione è invece un monumento televisivo alla vita e al suo inaspettato rinnovamento.

Ne è protagonista non solo Culber, ma anche Tilly (Mary Wiseman), finalmente salvata dalla trappola in cui era caduta la scorsa settimana. Le sue interazioni con la personificazione di May possono destare qualche perplessità, poiché il loro legame passa nel giro di un attimo dall’abusiva tossicità di un parassita nei confronti dell’ospite a una sorta di calorosa fiducia reciproca; l’intento è probabilmente quello di far elaborare a Tilly una parte del proprio passato – la relazione con la vera May – mai realmente affrontato, ma le modalità secondo le quali questo proposito diviene narrazione lasciano a desiderare.

Tuttavia, Santi dell’Imperfezione ci offre qualche momento particolarmente suggestivo, a partire dall’espediente del “mezzo salto” che blocca la Discovery a metà tra il piano contingente e quello della rete miceliale, in cui Culber ha vagato per mesi. La ricerca di Tilly in questa dimensione ombrosa e deserta è indubbiamente d’impatto, così come lo è il rientro di Tyler nell’equipaggio della sua vecchia nave, accompagnato da Philippa Georgiou (Michelle Yeoh). La presentazione della cosiddetta “Sezione 31” è stata piuttosto rapida, ma ha gettato le basi per un’interazione sicuramente interessante tra l’equipaggio della Discovery e i nuovi arrivati.

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