Risk and Reward, quindicesimo episodio della seconda stagione di The Good Doctor, è uno dei migliori che la serie abbia avuto da un po’ di tempo a questa parte e non è ovviamente un caso che questo cambiamento di passo coincida con due cose in particolare: l’ingresso nel cast di Daniel Dae Kim (Hawaii Five-0) nel ruolo del nuovo primario di chirurgia dottor Haan, nonché produttore esecutivo della serie che, come ci aveva già rivelato lo scorso anno in un’intervista esclusiva fatta durante il MIA, era entusiasta all’idea di lavorare nello show, ed il fatto che il protagonista Freddie Highmore fosse dietro la telecamera come regista.

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Sebbene questo show abbia da sempre affrontato con coraggio la sfida di rappresentare un personaggio così complesso come quello del dottor Shaun Murphy, come accade con ogni serie della TV generalista, l’attenzione degli autori si era nel tempo leggermente spostata dal tema principale e cioè le difficoltà concrete e quotidiane che la scelta professionale del protagonista comportano.
Un focus che viene appunto ritrovato con l’arrivo del nuovo primario, un elemento di disturbo all’interno del San Jose St. Bonaventure, non abituato al peculiare approccio al lavoro di Shaun e che, a differenza dei suoi colleghi, non ha avuto l’opportunità di conoscerlo attraverso le parole e la presentazione del suo mentore Aaron Glassman, ex presidente della struttura ospedaliera.

E’ indubbio che l’atteggiamento di Haan verso Shaun possa apparire prematuro e che lo abbia giudicato con una rapidità che potrebbe sfociare nella superficialità, ma il quesito che il chirurgo si pone è inevitabile: come può una persona che non riesce ad approcciare le altre persone con l’empatia e la sensibilità richieste in certe circostanze, relazionarsi con pazienti e loro parenti se non comprende la delicatezza umana di certe situazioni? E un bravo chirurgo, per essere tale, ha bisogno di essere anche sensibile o può farne a meno?

Un altro aspetto che gli autori riprendono e sembravano in parte aver accantonato è quello delle superiori capacità diagnostiche di Shaun, superiori non solo a quelle dei suoi parigrado e colleghi, ma persino a quelle dei suoi superiori. Nonostante Shaun abbia dimostrato una totale mancanza di empatia nei confronti della madre della sua paziente, accusandola indirettamente di aver possibilmente causato le malformazioni neonatali della figlia a causa dei medicinali di cui faceva uso e non abbia nemmeno compreso le ripercussioni emotive delle sue parole, per ben due volte è stato l’unico a trovare una soluzione a quello che sembrava un insormontabile problema medico salvando la vita della piccola. Senza di lui il caso avrebbe preso tutt’altra piega eppure questa certezza non sembra aver smosso il dottor Haan che, dopo solo un giorno di lavoro con Shaun ha deciso di spingerlo a rinunciare al suo internato in chirurgia facendo in modo che si occupi di solo di diagnostica, senza entrare più in una sala operatoria ed avere contatti con i pazienti.
Ma davvero il punto di forza Shaun è la mera diagnosi attraverso l’uso di un microscopio? Non è forse vero, piuttosto, che la sua presenza in sala operatoria è necessaria perché ha più volte dimostrato di saper approcciare un problema come altri non sanno fare? E da pazienti, è meglio trovarsi di fronte un medico che sappia come parlare loro o conta invece che gli salvi la vita?

Qualunque siano le risposte a questi interrogativi, il fatto che siano tornati ad essere al centro della serie è qualcosa – da spettatori – di cui essere contenti, soprattutto quando si ha modo di vedere come Shaun si relazioni con tutto ciò. Il giovane e talentuoso medico è infatti più che consapevole della sua patologia, come dirà a Glassman, l’autismo è parte di lui e per quanto si sforzi di migliorare ci saranno sempre delle cose che non potrà fare come gli altri, il nodo della questione resta quindi quello che è sempre stato: può una persona affetta da autismo essere anche un buon chirurgo?

La seconda stagione di The Good Doctor va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì sulla ABC ed in Italia ogni venerdì su Rai 2.