Dopo gli eventi del cimitero Daryl e Michonne, insieme agli altri membri del gruppo, decidono di ritornare a Hilltop per riportare la salma di Jesus. Di ritorno verso casa, il gruppo di sopravvissuti si imbatte nuovamente nei Sussurratori, i villain di questa nona stagione di The Walking Dead che tuttavia in questa midseason première hanno già smesso di incutere terrore. Non che prima fossero spaventosi, ma averli già sentiti parlare ad alta voce ha spezzato un po’ l’atmosfera. La tensione che si era costruita negli ultimi minuti del midseason finale sparisce in “Adaptation”: l’obiettivo di questo capitolo è un altro. Daryl e Michonne hanno già capito come comportarsi di fronte a un gruppo misto di erranti ed esseri umani e sarà grazie alla loro scaltrezza (sempre che non si trasformi in un errore) che i due riusciranno a catturare una donna del gruppo nemico. La Sussurratrice, se così vogliamo chiamarla, non ha nessuna intenzione di rispondere alle loro domande e questo spazientisce Michonne, che dalla sua è molto preoccupata che il gruppo dei Sussurratori possa conoscere la posizione di Hilltop e, perché no, anche quella di Alexandria.

Proprio per questo motivo, la donna decide di ritornare dalla sua comunità, ma prima andarsene consiglia a Daryl di aiutare Tara, ora costretta a occuparsi di tutto, a gestire la situazione. Le solite dinamiche continuano a ripetersi all’infinito: c’è chi pensa che le regole e le mura siano la cura all’apocalisse e chi invece dopo averne passate troppe preferisce vagabondare senza affezionarsi (cosa che ormai abbiamo capito essere abbastanza impossibile, ne è la prova Negan). Aaron, dopo aver perso il suo amico Jesus, ha capito che la protezione che può dare un luogo ben organizzato come Hilltop può salvare delle vite allontanando il rischio di diventare delle vittime. La donna smascherata, ora prigioniera di un sistema, racconta a Daryl i suoi principi e i motivi che l’hanno spinta a vivere la sua vita in questo modo. Questo nuovo gruppo di persone non è più interessato alla sopravvivenza e al benessere e, a causa delle conseguenze che ha portato con sé l’epidemia, ognuno di loro ha dimenticato che alla vita si può forse chiedere qualcosa di più. Come Rosita, ad esempio, che al momento ha una relazione con Padre Gabriel, un figlio in arrivo fatto con un dottore e uno spasimante nerd che finalmente ha trovato il coraggio di dichiararsi. Un momento telenovela piuttosto imbarazzante che stona con tutto il resto. Nel mentre, Daryl approfitta di Henry in prigione per far vedere al pubblico di essere già al lavoro sulla sua nuova posizione gerarchica consigliatagli da Michonne. Con scaltrezza, l’uomo approfitta della situazione per far legare Henry e Lydia, la donna che fino a qualche minuto prima non aveva il coraggio di rivelare il suo nome perché terrorizzata (o forse troppo furba per farlo). Sebbene faccia fatica a rubare la scena quando non si trova su una moto, Daryl è comunque un personaggio interessante soprattutto per la sua capacità di studiare appieno le situazioni così da poter sfruttare le abilità di tutti.

Nel frattempo, Luke e Alden sono andati alla ricerca dei propri compagni mentre questi ultimi erano ormai vicini a casa. La convinzione di avere tutto sotto controllo attira Luke in una trappola ben congegnata dai Sussurratori (anche se l’idea delle frecce non è delle migliori), i quali si mostrano armati e con una consapevolezza ben diversa da quella espressa da Lydia a Daryl poco prima. Il gruppo sembra avere un’idea ben precisa e quella delle maschere “morte” sembra essere solo un’arma per confondere e confondersi. Chissà che la donna rinchiusa in prigione non sia in realtà la chiave di un piano ben strutturato.

L’altra porzione di episodio è sicuramente quella più interessante e vede al centro Negan, che dopo essere riuscito a fuggire dalla cella riesce a farsi un bel giro nelle stanze della villa principale di Alexandria e a rubare un oggetto appartenente a Judith. L’uomo, chiaramente affezionatosi alla ragazzina, viene fermato dalla stessa proprio mentre sta per scavalcare il muro che lo dovrebbe portare lontano dalla prigionia. Ma la giovane Judith lo avverte che forse al di fuori di quelle quattro mura potrebbe rischiare di non trovare nulla. A quel punto lo lascia andare via minacciandolo però che se mai lo rivedrà in giro non esiterà a premere il grilletto. Il viaggio interiore di Negan si trasforma in una sorta di incubo. L’ex villain di The Walking Dead cerca di ritrovare la sua identità tornando nel suo vecchio Santuario, ma nulla è più come prima. Quella realtà dove era a capo di tutto è stata distrutta e con essa anche la sua ira e malvagità. L’uomo, dopo aver maturato una certa consapevolezza in prigione, cerca di accettare il fatto che qualcosa in lui sia effettivamente cambiato e proprio per questo motivo decide di ritornare dove in principio credeva di stare peggio. Negan è, a conti fatti, uno dei personaggi più intriganti della serie e aver seguito passo dopo passo la sua trasformazione (e di conseguenza la riacquisizione del suo lato umano abbandonato quando l’anima della sua dolce metà si era trasferita all’interno di una mazza chiodata) ha portato i suoi frutti. Sarebbe stato bello vedere Negan diventare una valida risorsa e un ottimo consigliere per Rick, ma quello che la serie sta cercando di fare tra Judith e lui è forse l’ottimo compromesso che non ci saremmo aspettati di desiderare.

Adaptation” ha impostato le basi per ciò che verrà e si aggiunge al consistente blocco di episodi andati già in onda che hanno avuto questa stessa funzione. La speranza è che gli autori riescano comunque a costruire qualcosa di più misterioso e intrigante intorno ai Sussurratori. Per il momento sembra essere stato fatto un passo indietro: sembrano infatti essere l’ennesimo gruppo di nemici portatori, stavolta, di una maschera che ha tutta l’aria di non essere poi così incollata al volto.

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