Omega” è un episodio molto ambiguo, più che sufficiente dal punto di vista qualitativo ma al contempo destabilizzante per via della sua frettolosità. La cosa interessante e preoccupante è che questa volta non si capisce affatto dove gli autori vogliano andare a parare con la storia. Non c’è aria di scontro tra le due coalizioni e non si teme affatto per l’incolumità di qualche personaggio importante per cui valga la pena tifare. Già nello scorso episodio, tutta la tensione che si era costruita attorno ai Sussurratori si era spezzata in un istante. Ora tutto ciò che c’era di magico a livello narrativo e di tenebroso sotto l’aspetto estetico è completamente scomparso per via di alcune scelte troppo concrete e premature. Il mistero si è sbiadito perché allo spettatore è già stato contestualizzato tutto attraverso i flashback e il racconto di Lydia. Sebbene l’interpretazione di Samantha Morton (Alpha) sia straordinaria e il suo sguardo freddo e penetrante sfondi lo schermo senza troppa fatica, questo non basta a giustificare la rapidità degli eventi. La cosa più originale è stata quella di seguire le emozioni e i cambiamenti di Lydia mostrando prima i ricordi confusi e mascherati e poi quelli reali e che da tempo non riaffioravano perché ormai sopraffatti. Nonostante sia chiaro sin dall’inizio che la morte del padre di Lydia sia da attribuire alla madre, questo non toglie la curiosità di scoprire cosa è accaduto realmente in quell’edificio. Lydia è una figura che può ancora redimersi, oppure per lei è già troppo tardi? The Walking Dead ha sempre giocato su questo aspetto, infatti nel corso delle nove stagioni la serie si è sempre concentrata, ovviamente seguendo le tracce del fumetto, su un un unico aspetto: si può tornare a una parvenza di civiltà oppure credere a ciò è solo da ingenui? I Sussurratori si trovano in una sorta di limbo: Alpha sin dal primo istante si è arresa all’epidemia e il suo cinismo spaventoso ed estremo l’ha portata a credere di essere una minoranza. Questo aspetto ha fatto sì che lei si inchinasse ai morti – alla maggioranza quindi – e iniziasse a vivere in mezzo a loro così da togliersi di dosso tutta la sua umanità. Privandosi della sua anima, Alpha ha dato inizio a una nuova specie post-apocalittica.

Lydia (Omega) ha vissuto la maggior parte della sua vita credendo alle parole inculcatele da sua madre e proprio per questo motivo racconta con certezza a Daryl e Henry che mai nessuno sarebbe tornato a riprendersela. Questa sfumatura è un po’ la sintesi di tutto: che effetto farà a Lydia scoprire che fuori dai cancelli di Hilltop sua madre si è esposta e denudata di fronte al nemico solo per riaverla al suo fianco? Ed è proprio al termine dell’episodio che quel tratto caratteristico di The Walking Dead riaffiora: lo scontro continuo tra cinismo e amore, debolezza e forza. Il processo di realizzazione di Lydia avviene in un episodio e mezzo, attraverso le lunghe conversazioni con Daryl e Henry. Il legame tra i due ragazzi è frutto di un escamotage narrativo ben riuscito: solo un tipo positivo come Henry poteva vedere del buono in una ragazza che passa il suo tempo a mangiare vermi e a mettersi addosso la faccia di un errante per sopravvivere (neanche uno come Daryl si sarebbe più fatto fregare). E infatti, se non fosse stato per l’atteggiamento speranzoso del giovane figlioccio di Carol ed Ezekiel, le cose non sarebbero mai andate in questo modo. In definitiva, Channing Powell (sceneggiatore di questo episodio) sembra aver trovato il modo più giusto e interessante, e anche il meno macchinoso possibile, per rendere utile un personaggio spesso insopportabile come Henry.

Tutto ciò che riguarda gli altri personaggi in “Omega” è superfluo e poco interessante. La spedizione di Magna, Yumiko, e delle sorelle Connie e Kelly ha il solo scopo di spezzare la narrazione principale. Il loro desiderio di ritrovare Luke sfuma rapidamente per via dell’impossibilità a proseguire da sole e di notte in un bosco popolato da erranti e Sussurratori. L’unico punto a favore di questa storia è da correlare alle scelte di Tara: una leader ormai pronta per gestire Hilltop. Finalmente sembra che i personaggi di The Walking Dead abbiano imparato a non dividersi e a non lasciare che l’impulsività prenda il sopravvento.

Chiudiamo la recensione chiedendoci e chiedendovi una cosa: quando Henry porta Lydia a visitare il campo sta seguendo un piano stabilito precedentemente con Daryl oppure sta facendo di testa sua spinto dalla sua totale ingenuità? Questo è stato un altro aspetto ambiguo dell’episodio, anche se in questo caso sappiamo con certezza che Daryl era lì a spiare pronto a scattare se mai lei avesse deciso di attaccarlo.

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