Magari si scoprirà che nel quartier generale dell’Arrowverse, all’inizio di queste stagioni di Arrow e Supergirl, i due showrunner hanno deciso di comune accordo di stupire i fan delle rispettive serie arrivati al 17° episodio, rivelando al pubblico come un personaggio che aveva agito fino ad ora nell’ombra, fosse in realtà una sorta di burattinaio che avrebbe poi contrastato i suoi nemici dimostrandosi un validissimo opponente. E se nel caso di Supergirl questo personaggio è Lex Luthor, che a soli due episodi dal debutto possiamo dire aver già influito qualitativamente sulla stagione di Supergirl, in quello di Arrow – un po’ a sorpresa un po’ no – si scopre essere Emiko, la sorella perduta di Oliver Queen.

Inheritance è un vero e proprio crescendo di colpi di scena, alcuni più ovvi, alcuni decisamente inattesi, che hanno dato una nuova spinta alla stagione rivelando segreti seppelliti per be 7 anni. Messo in guardia da non-Lurel, Oliver apprende infatti all’inizio dell’episodio che ad uccidere Diaz è stata proprio la sorella nella quale aveva già trovato una valida partner per allenarsi e con la quale condividere i ricordi del passato, paragonando amorevolmente la loro esperienza ai tempi in cui aveva allenato anche Thea.
L’aspetto forse più fastidioso della reazione di Oliver alla verità sulla sorella è che, come suo solito, finisca per confondere la necessità di dare Emiko (Sea Shimooka) il beneficio del dubbio, con una certa innata accondiscendenza, dando quasi per scontato che vi sia una spiegazione che non implichi l’essere stato apertamente tradito da qualcuno di cui, di fatto, non sa praticamente nulla.

Da qui in avanti l’episodio sarà infatti il resoconto di quanto facile sia stato per Emiko manipolare Oliver, oltre a fornirci uno scorcio sul suo passato con alcuni flashback che spiegheranno meglio il motivo dell’odio della donna per la sua famiglia di origine. Uno degli aspetti più inquietanti che scaturiscono dai flashback, oltre all’orribile comportamento di Robert Queen, è anche quello non meno deprecabile di Moira che, ben lungi ad dall’essere la donna interpretata da Susanna Thompson che ricordavamo dalle prime stagioni dello show, ha avuto la propria memoria irrimediabilmente macchiata dalle scelte che ha fatto e di cui siamo stati resi edotti solo dopo la sua morte. Non solo infatti Moira è responsabile del fatto che Oliver non abbia potuto crescere William, avendo pagato la madre perché sparisse da Star City, ma scopriamo in aggiunta con l’episodio di oggi che è responsabile anche di aver ricattato il marito perché si allontanasse per sempre dalla sua seconda famiglia. Nonostante il deprecabile intervento di Moira, il comportamento di Robert, che era comunque un adulto e avrebbe quanto meno potuto continuare a provvedere alla figlia, è altrettanto esecrabile, ma tutta la situazione – come se ce ne fosse bisogno – contribuisce a sporcare ulteriormente la memoria di due personaggi per i quali non c’è ormai possibilità di redenzione.

Man mano che gli eventi progrediscono e ci vengono rivelati tutti gli inutili tentativi di Emiko di cercare un contatto con il padre nel passato irrimediabilmente rispediti al mittente, la sua posizione nel presente è sempre più compromessa, fino alla rivelazione che, ben lungi dall’avere un rapporto pupilla/insegnante, Emiko sembra essere persino superiore al Dante di Adrian Paul nei ranghi del Ninth Circle, l’organizzazione criminale di cui entrambi fanno parte.
L’unico punto debole della giovane Queen sembra essere al momento Rene, che decide deliberatamente di risparmiare in uno scontro, aprendo forse la strada ad una sua possibile redenzione tramite questo personaggio.
Nonostante questo episodio, che avrebbe dovuto essere Dante-centrico prenda una piega Emiko-centrica, alcuni elementi restano un mistero e non verranno spiegati, uno su tutti il motivo per cui la donna abbia deciso di palesarsi all’inizio della stagione indossando i panni di Green Arrow. Che bisogno c’era di prenderne il posto quando avrebbe potuto attrarre comunque l’attenzione del Team con il suo minacciosissimo costume nero e le frecce dalla punta rossa scarlatta?

Ciò che apprendiamo da questo episodio, è che Emiko ha puntato Archer: l’invenzione di Felicity – che nel frattempo si è trasformata da un sistema di sicurezza, in un programma in grado di rintracciare chiunque basandosi sul suo DNA – ci porta inevitabilmente a parlare della compromessa moralità di questo personaggio, la cui evoluzione è in aperto contrasto con quella di suo marito, come se i due stessero seguendo un cammino simile, ma opposto. Il fatto che Felicity, che ha coinvolto nella sua ricerca anche Alena Whitlock, non si ponga nessuna domanda sui disastrosi danni che il suo programma potrebbe causare se finisse nelle mani sbagliate è decisamente preoccupante, come lo è il fatto che abbia evidentemente hackerato diversi database per procurarsi il DNA di Alena e rintracciarla e pianifichi di farlo per ogni persona che attragga la sua attenzione.
Come se ciò non bastasse, il suo piano è di implementare i già considerevoli rischi che il suo programma costituisce facendo in modo di individuare eventuali target anche senza l’uso del DNA, trasformando Archer in una potenziale e micidiale arma con una noncuranza davvero allarmante, non solo da parte sua, ma anche di chi la circonda e che sottovaluta le azioni di Felicity.

L’episodio, infine, si conclude con la rivelazione più scioccante di questa puntata, una che riscrive addirittura la storia del pilot della serie: a far saltare in aria la Queen’s Gambit ed uccidere di indirettamente Robert Queen non è stato, come ci è sempre stato detto, Malcolm Merlyn, ma Emiko stessa, grazie all’aiuto ed al supporto di Dante e del Ninth Circle.

La settima stagione di Arrow, con l’episodio Lost Canary, tornerà in onda negli Stati Uniti lunedì 15 aprile su The CW, mentre in Italia va in onda ogni martedì su Premium Action.