Confessions è chiaramente destinato ad essere uno di quegli episodi di Arrow che si odiano o si amano, senza vie di mezzo, ed è chiaramente stato scritto con l’intento di lasciare lo spettatore a vedersela con sentimenti contrastanti, in gran parte perché la trama coinvolge uno dei personaggi più amati della serie che dopo lungo tempo fa il suo ritorno a Star City per aiutare il Team Arrow, Roy Harper, le cui azioni tuttavia porteranno il gruppo di eroi a fare delle scelte quanto meno discutibili, destinate a segnare per sempre il loro status di vigilanti riconosciuti dalla polizia.

La formula narrativa usata nell’episodio non è di per sé una novità per una serie TV: i protagonisti, uno ad uno, vengono infatti chiamati a rivivere ciascuno la propria versione di un evento di cui sono stati testimoni in cerca della verità. In questo caso il setting è il distretto di polizia, la persona che interroga i membri del Team Arrow è Dinah e le circostanze sono la morte di due agenti di polizia avvenuta in seguito ad un’operazione che ha impedito un attacco terroristico ai danni della città.
Per buona parte dell’episodio, fino a che cioè non viene rivelato che Oliver ed i suoi, d’accordo con Dinah, stanno mentendo per coprire le azioni di Roy, il vero responsabile dell’omicidio, Juliana Harkavy fa un attimo lavoro nell’apparire una sorta di mastino degli interrogatori che se la prende con i membri del suo stesso Team per qualche segreto di cui non era stata messa a parte, ma se da una parte la verità è che anche lei sta cospirando contro lo stesso Dipartimento di Polizia che dirige, dall’altra è evidente che tra lei ed i suoi compagni c’è ancora della ruggine per quanto avvenuto in passato, un fatto che si evidenzia nelle frecciate più o meno dirette che lancia a questo o quel membro del Team.

Assodato che l’espediente narrativo funziona, perché non ci si aspetta assolutamente che il Team Arrow stia cospirando per proteggere Roy fino a che non verrà apertamente rivelato, ci sono tutta una serie di considerazioni che possono e devono essere fatte in merito a questa puntata e che non possono essere ignorate. Considerato il suo ruolo nella vicenda, per esempio, è impossibile non sottolineare come Dinah accetti ipocritamente di coprire l’omicidio di due innocenti agenti di polizia quando fino al giorno prima ha continuato a fare la morale al resto del Team, né si preoccupi minimamente di incastrare Emiko per un omicidio che non ha commesso con la scusa che è comunque un’assassina, quindi un’uccisione vale l’altra e, nella stessa misura, è impossibile ignorare il ruolo di Oliver nella vicenda.
Questa stagione è iniziata con il protagonista della serie che decide di  andare in prigione per il bene della comunità e del suo Team, accettando questa punizione come una sorta di espiazione per quanto fatto nella sua lunga carriera di vigilante e sembra concludersi con un Oliver che fa davvero l’impensabile, mente per Roy (che sia esso responsabile o meno delle sue azioni è una questione che affronteremo a breve), mettendo a repentaglio tutto quello che ha costruito in questi anni e dimostrando – di fatto – come giustizia e vigilantismo siano due scelte che non possono camminare a braccetto e mai hanno potuto farlo. Il fatto che gli autori affrontino finalmente il problema non è assolutamente qualcosa di negativo, quello che è discutibile è l’illusione che viene data che il Team Arrow avesse solo un’alternativa, mentire per Roy al fine di evitare un attacco terroristico, scegliendo quindi il “male minore” in un’azione non meno deprecabile di quella di un poliziotto che copre un collega che uccide un innocente in un’operazione di polizia.

Veniamo quindi a Roy ed al suo “conveniente” ritorno proprio al fine di far scatenare l’inferno.
Intanto, per i curiosi, sì, Oliver farà riferimento a Thea spiegando a Roy perché abbia coinvolto lui invece della sorella e dimostrando come le vecchie abitudini siano dure a morire, quando confesserà di non averla chiamata per non dirle di Emiko e brevemente verrà anche rivelato quale sia stata fino ad ora la missione di Roy, Thea e Nissa i quali starebbero girando il mondo per distruggere qualsiasi Pozzo di Lazzaro esistente, omettendo convenientemente però che lui ne abbia beneficiato dopo essere stato ucciso in uno scontro da una freccia.
La grande rivelazione, oltre al fatto che Roy è il vero responsabile del massacro dei due poliziotti, è infatti che la sua reazione non è dovuta al Mirakuru, ma al fatto che sia stato colto dalla stessa furiosa rabbia di chi ha beneficiato del Pozzo di Lazzaro in passato, una fatto piuttosto importate, che Roy decide di non rivelare ad Oliver se non quando il danno è ormai compiuto, giustificando la sua omissione con il fatto che non sapeva, avendo preso i Lotus, l’elisir in grado di controllare la sete di sangue di chi torna alla vita grazie al pozzo, di avere questo problema, dovuto probabilmente agli effetti collaterali dati dal Mirakuru.
Se quindi Roy non è necessariamente responsabile di quelle morti, né sapeva di essere una bomba ad orologeria vivente, questo giustifica l’insabbiamento del Team Arrow?
E’ accettabile che ogni membro del gruppo non solo menta apertamente, ma accusi Emiko di un crimine che non ha commesso alimentando il suo odio per la propria famiglia? E’ impossibile non rendersi conto di quanto la piega presa dal Team in questo episodio sia moralmente preoccupante, soprattutto quando associata con superflui e banali riferimenti ad una Felicity che mangia durante l’interrogatorio con l’atteggiamento della persona più preoccupata di soddisfare sue voglie di donna incinta, che del fatto che due persone innocenti siano appena state massacrate e che lei ed il resto del Team stiano mentendo al riguardo senza apparentemente nessun senso di colpa.

Come se questo non bastasse, la confessione di Roy non sarà l’unica che andrà a spezzare l’armonia (si fa per dire) di questa stagione, Emiko farà infatti una serie di rivelazioni che rimetteranno ancora una volta tutto in discussione: a Rene dirà di essere lei la vera leader del Ninth Circle, confermando definitivamente qualcosa che aleggiava nell’aria già da tempo, e ad Oliver confesserà di aver fatto in modo di far pervenire alla polizia il video di una telecamera di sicurezza che ha ripreso la scena dell’omicidio, video che Felicity e Dinah pensavano reciprocamente che l’altra avesse distrutto, in modo da essere scagionata ed esporre la loro menzogna. Oltre a ciò gli confesserà di aver saputo, al tempo, che la Queen’s Gambit sarebbe saltata in aria con lui e suo padre a bordo e di non aver fatto nulla per impedirlo per vedetta, mettendo così a tacere chi tra i fan si era giustamente lamentato come non fosse possibile che fosse stata lei a far saltare in aria lo yacht e non Malcolm Merlyn, come avevamo sempre saputo. Lo scontro finale tra i fratelli Queen, che di fatto viene rimandato, si chiuderà poi con Emiko che fa saltare in aria la sala dove ha rinchiuso Oliver mettendolo in pericolo di vita.

La settima stagione di Arrow va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su The CW e in Italia ogni martedì su Premium Action.