I due episodi di Gomorra diretti da Marco D’Amore sono anche quelli più intrecciati, finora, nella quarta stagione. Protagonista assoluta ne è Patrizia, sempre più lanciata come personaggio anche grazie all’interpretazione di Cristiana Dell’Anna. Si tratta di una storia nella storia, che mette a dura prova l’alleanza, e sembra solo posticipare il momento in cui l’equilibrio tra le parti cederà per lasciare il posto alla solita violenza aperta tra le fazioni.

L’episodio sfrutta come premessa gli eventi che abbiamo visto nella terza puntata della serie. La storia segreta tra Michelangelo e Patrizia, confermata nella breve trasferta a Bologna, potrebbe diventare qualcosa di più, con il primo che vorrebbe rivelare la relazione alla propria famiglia. Ma i Levante sanno già tutto, e impongono a Patrizia di mantenere i suoi rapporti su un piano professionale. A peggiorare le cose, ci si mette il sequestro di un carico di cocaina sotto la responsabilità della “regina di Secondigliano“. Gli alleati fanno pressione, la pazienza viene messa a dura prova, e Patrizia affronta la sua ora più difficile.

Si tratta di un intreccio sviluppato nell’arco di due puntate. Nella prima viene posto un problema grave con una scadenza, mentre nella seconda si scava a fondo sulle motivazioni dietro il sequestro. La risposta sarà abbastanza prevedibile, con i Levante che hanno provato a colpire il ruolo di potere ricoperto da Patrizia. Ma, ancora una volta come accaduto nelle scorse puntate, non è tanto quel che accade, quanto ciò che ci dice sui personaggi. Il quinto e sesto episodio della stagione raccontano l’ennesima morte e rinascita di Patrizia. Eppure sembrava così forte, così a suo agio nel ruolo di capo, così implacabile e pronta a uccidere (come le avevamo visto fare).

Ma Patrizia è anche un personaggio interamente definito dai limiti che deve continuamente superare, dalle prove di forza che deve offrire, una dopo l’altra, senza sosta. Lo deve fare per chi non le concederebbe nessuno sbaglio (i fratelli Capaccio), per chi l’ha messa lì (Gennaro), ma soprattutto per se stessa. Ci sono un paio di momenti significativi in cui Patrizia torna idealmente al proprio passato, di commessa, in una scena in cui la vediamo a discutere con Azzurra, ma anche di sorella maggiore, in un’altra scena in cui cerca il confronto con il fratello. Qui c’è tutto ciò che si è lasciata alle spalle, a cui ha rinunciato, e Patrizia cerca continuamente una conferma della propria scelta, deve sapere che tutto ciò è servito a qualcosa.

Anche per questo decide di non voler rinunciare a Michelangelo, sfidando la famiglia di lui. A restare sul campo, morti, sono le solite vittime, volti tutti uguali di giovani schiacciati in dinamiche di potere. Questa settimana portano i nomi di Nicola e Lino, e particolarmente nel caso del primo la storia ci arriva con più forza, anche perché suo è il punto di vista sulla maggior parte degli episodi. Sarà lui ad essere incolpato ingiustamente per il sequestro, mentre Michelangelo si allontana dalla propria famiglia e rinsalda il legame con Patrizia, anche se questo si fonda su una bugia e sul sangue.

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