Il settimo e ottavo episodio di Gomorra proseguono nel solco degli eventi raccontati nelle puntate della settimana scorsa. A tenere banco c’è ancora il carico scomparso sotto la responsabilità di Patrizia, il fragile equilibrio che tiene insieme i clan, ma che molti spingono verso la fine. Le due puntate della scorsa settimana erano ben più intrecciate, mentre qui, dopo una parentesi che si concentra sul gruppo di Sangue Blu, torneremo a seguire Gennaro. In ogni caso tutto tende a spingere la tensione drammatica verso un nuovo equilibrio, in cui Patrizia è sempre più “regina”, ma al tempo stesso sempre più esposta ai pericoli che la circondano.

Ma, appunto, il settimo episodio gioca sulla prospettiva del gruppo di Sangue Blu sugli eventi. C’è una premessa violenta che destabilizza il rapporto tra Enzo e Valerio, e sulla quale c’è chi marcerà per tentare la scalata al potere. Una rapina finisce nel sangue, e Topmodel viene ucciso. Un fratello lasciato sulla strada, molti dubbi da parte dei suoi sottoposti – soprattutto ’a Golia – e Enzo si chiude a riccio, lasciando indirettamente esposto Valerio a ciò che accadrà. Da parte sua Valerio si fa sotto, per il bene del gruppo, e di Enzo stesso. Tenta di arginare la crisi in corso cercando un incontro con i Capaccio per cercare di capire da chi proviene il carico sequestrato.

Capire ciò, per lui significa risalire alla parte nascosta che vuole destabilizzare Patrizia. Sappiamo che sono i Levante (anche se nel secondo episodio il loro atteggiamento sembra mutare), e così lo scopre anche Valerio. La sovraesposizione del personaggio, che mai fino ad ora era apparso così protagonista, carica di una grande forza drammatica la sua morte violenta e inattesa. È ‘a Golia che si inserisce nel gioco delle parti, consapevole che Valerio avrebbe informato Patrizia e Enzo dei fatti. Ennesimo personaggio che cerca il “grande salto”, stavolta nel gruppo di Forcella, anche ‘a Golia viene rimesso al suo posto, ennesima spia, ennesimo “pilastro vuoto” della fragile tregua.

In questi due episodi di Gomorra, entrambi diretti da Enrico Rosati, si gioca tutto sul doppio livello cercato dall’inizio della stagione. Da un lato la strada, la violenza selvaggia, inattesa, dall’altro l’escalation criminale in giacca e cravatta, più sottile, ma non per questo meno pesante. Ne farà le spese – ma ce lo aspettavamo da un po’ – Alberto. Troppe volte si era dimostrato inferiore alle aspettative di Gennaro, troppe volte aveva cercato di tirare la corda, scavalcandolo o celandogli fatti importanti. Qui viene convocato da un magistrato che indaga su una serie di crediti maturati improvvisamente, non viene fatto il nome di Gennaro, ma la pressione è nell’aria.

Tiziana Palumbo, assistente di Alberto, ha capito meglio il tipo di atteggiamento da adottare. Informa così Gennaro, che già durante l’episodio aveva accolto una sua idea su come trattare il ritrovamento di due cadaveri nelle proprietà acquistate. Il resto viene da sé, anche se gli ultimi minuti della puntata lavorano molto bene sulla costruzione della tensione prima dell’inevitabile omicidio di Alberto (ci chiediamo in continuazione come accadrà, cercando di anticipare gli eventi).

Bruciate un po’ le tappe, Patrizia sposa Michelangelo, con il benestare di Gennaro che le consegna le chiavi – e tutti i profitti – di Secondigliano. Un regalo che nasconde anche una grave responsabilità, e la riconferma che al prossimo problema Patrizia dovrà cavarsela da sola. La famiglia Levante infine sembra aver accettato la nuova entrata nella famiglia, anche se gli eventi di contorno mostrati nel primo episodio ci raccontano un’altra storia.

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