La seconda stagione di She-Ra e le principesse guerriere è composta da appena sette episodi. Il minimo indispensabile probabilmente, quasi la metà rispetto alle puntate della prima stagione. Davvero breve, anche più breve di Carmen Sandiego, che di puntate ne proponeva nove. Bastano questi sette episodi da venti minuti a costruire un senso per il ritorno della serie animata curata da Noelle Stevenson? Probabilmente no. I momenti interessanti arrivano con le ultime due puntate, e il resto è un mero riempitivo che serve a rinsaldare i rapporti tra i personaggi, sia principesse che villain. Ma la serie animata di Netflix, anche se non compie il salto di qualità decisivo, si mantiene comunque un prodotto valido per il target di riferimento.

Continuiamo a trovarci sul pianeta Etheria, e a seguire la lotta delle principesse guidate da Adora/She-Ra contro la terribile orda di Hordak. Nel corso delle avventure seguiamo le vicende della protagonista e delle altre principesse, quindi l’affermazione del legame di amicizia con Glimmer e Bow. Tutto questo sullo sfondo di piccole avventure autoconclusive contro dei cattivi che in fondo – tranne Hordak – non lo sono davvero.

La storia dedica molto tempo a raccontarci l’altra parte della barricata, e in particolare il personaggio di Catra, che rimane il più interessante e stratificato della serie. Seguiamo quindi il percorso dell’amica/nemica di Adora, anche lei alle prese con le proprie alleate/amiche, Scorpia e Entrapta. Catra è il personaggio sospeso tra bene e male, ma intimamente ferito, in cerca di approvazione da parte delle figure di potere a cui fa riferimento. Coltiva ancora il proprio risentimento nei confronti di Adora, perché trova più facile lasciarsi andare alla rabbia piuttosto che all’elaborazione di ciò che la circonda. Ma spesso torna il tratto più interessante del personaggio, quella paura di aprirsi con il prossimo per timore di rimanere ferita, così come accaduto – secondo lei – con Adora.

C’è un episodio simpatico in stile D&D, un altro in cui viene raccontato il retroscena interessante di un personaggio secondario, un altro ancora in cui viene esplorata parte della mitologia del mondo di Etheria. Qui si lanciano alcuni indizi sul probabile futuro della serie, al momento non ancora confermata per una terza stagione. La visione degli episodi inediti è veloce, semplice, ma non del tutto soddisfacente, e rimane la sensazione che tutto si blocchi proprio al momento decisivo.

Rimane quella patina LGBTQ a definire i rapporti tra i molti personaggi, con un ultimo episodio che addirittura confermerà palesemente una situazione familiare inedita per prodotti di questo genere. In queste affermazioni, così come nel design tutt’altro che scontato delle protagoniste, She-Ra e le principesse guerriere trova un suo senso, anche quando l’intreccio non lo sostiene del tutto.