Supergirl continua ad essere lo show dell’Arrowverse che prende maggiori rischi al livello di storyline, trasformando quasi ogni episodio in una denuncia sociale e nel caso di Crime and Punishment questa caratteristiche, che piaccia o meno, è elevata alla massima potenza, arrivando persino a mettere in discussione le azioni stesse della supereroina e protagonista della serie.

Certo, a volte ammettiamo di sentire la mancanza di episodi genuinamente divertenti come quello della rivelazione del piano di Lex, che non debbano per forza imporre al pubblico un interrogativo morale, ma personaggi come Supergirl e Superman, anche sulla carta stampata, sono spesso stati usati proprio alla scopo di descrivere un concetto di superiorità morale, che trascende l’idea di giusto e sbagliato, motivo per cui la parte più interessante di questo episodio è proprio il fatto che vengano direttamente e senza mezzi termini messe in discussione alcune delle scelte di Supergirl, che verrà chiamata da Steve Lomeli (Willie Garson) uno degli ospiti del carcere di Stryker’s Island – una “bellicosa narcisista“.

In missione assieme a Lena nel carcere che ha ospitato Lex e dopo aver scoperto come il direttore si sia fatto corrompere permettendo al suo più illustre prigioniero di uscire ed entrare dalla prigione di massima sicurezza a suo piacimento, Supergirl e la sua alleata ottengono di poter visitare la cella di Lex, alla ricerca di importanti indizi che le aiutino a capire dove si nasconda. Mentre questa parte della storyline non vedrà alcun progresso nell’episodio, come accennavamo, l’incontro di Supergirl con Lomeli sarà invece molto importante come gli stessi fatto dimostreranno.
L’uomo, un informatore che ha denunciato il Dipartimento della Difesa in merito ad uno scottante caso di corruzione che riguardava l’uso di alcuni droni ed ha perso la libertà per questa scelta, quando incontra Supergirl la accusa infatti di non essere l’eroina che crede di essere e di non preoccuparsi affatto delle conseguenze delle sue azioni, in una sorta di onnipotenza data dai suoi poteri.
Una realtà che diventerà fastidiosamente evidente anche alla ragazza d’acciaio stessa quando si troverà a dover correre in difesa dei prigionieri del carcere che fino a qualche attimo prima aveva affrontato, perché vittime della Guardia Nazionale, giunta sul posto per arrestarla e fermarla senza preoccuparsi di nuocere alla popolazione carceraria.
La cosa ancora più interessante è che Supergirl si renderà anche conto di quanto Kara Danvers possa essere più utile in queste circostanze, non solo perché costretta a non usare nelle sue vesti i propri poteri, dai quale a volte viene eticamente sopraffatta, ma anche e soprattutto perché possiede un’arma ancora più micidiale, la sua professione e, come dirà lei stessa alla fine dell’episodio, è noto che “ne uccide più la penna che spada“.

Nel frattempo la situazione generale nel paese e a Nationl City sta chiaramente precipitando a causa anche delle irresponsabili decisioni del Presidente Baker che non solo imporrà la legge marziale, ma – per la fine della puntata ed in aiuto a Ben Lockwood – finirà persino per legalizzare definitivamente i Children of Liberty, autorizzandoli ad agire in nome e per conto del Governo perché fermino ad ogni costo Supergirl.

In tutto ciò Brainy, Alex e sorprendentemente persino il colonnello Haley, che comincerà a mettere in discussione le azioni del suo Governo (ed indirettamente anche se stessa) cercano intanto di impedire che il DEO diventi il terreno di caccia di Lockwood quando viene depredato di tutta una serie di armi da poter usare contro Supergirl, mentre Brainy prenderà una decisione che potrebbe mettere a repentaglio non solo il suo ruolo all’interno dell’organizzazione governativa, ma persino la sua vita, quando cancellerà il registro degli alieni ospiti sulla terra conservato dal DEO per impedire che finisca nella mani sbagliate.

La quarta stagione di Supergirl va in onda negli Stati Uniti domenica su The CW, mentre in Italia è possibile seguirla ogni mercoledì su Premium Action.