In un buon episodio di Supergirl diretto da David Harewood il cui tema centrale è la paura legata alla mancanza di speranza e la necessaria ribellione a questi sentimenti, l’unico elemento a sfavore è la trama dedicata a James Olsen, non tanto per quello che rappresenta in sé, ma più che altro perché risulta fuori posto in un momento della storia che necessita di un’inevitabile accelerata considerate quante storyline sono ancora in sospeso e quanto deve succedere nei prossimi due episodi della serie.

Non che non sia interessante scoprire che il trauma di James non è legato solo alla sua crisi post traumatica da stress o ai suoi burrascosi trascorsi con Lex Luthor, ma piuttosto alla scoperta di avere acquisito dei super poteri e di aver soppresso un trauma infantile legato al giorno del funerale di suo padre, che solo grazie alla sorella riuscirà ad affrontare, ma questa parte dell’episodio, con tutto ciò che sta accadendo a National City e nel paese, sembra un superfluo furto di tempo per ciò che davvero conta, come il fatto per esempio che la serie abbia preso la brutale direzione della vera e propria pulizia etnica contro gli alieni e non cerchi nemmeno più di mascherare il riferimento al nazifascismo di Ben Lockwood al comando del suo esercito di simil-SS, con tanto di fascia al braccio delle loro divise.

Questa serie non ha mai usato argomentazioni particolarmente sofisticate o complesse metafore per introdurre un concetto ed in questo senso American Dreamer è l’epitome di questo stile narrativo che, in questa quarta stagione, oltre a prendere posizioni politico-sociali piuttosto evidenti, sta usando anche la sua protagonista in uno dei modi migliori che ricordiamo dal debutto dello show, quando era ancora trasmesso sulla CBS.
Se c’è infatti un rimprovero da fare al passato della serie è che troppo a lungo gli autori sembrano aver dimenticato che Supergirl non è solo la ragazza d’acciaio, ma anche Kara Danvers la giornalista, la ragazza con in mano poteri non meno micidiali di quelli che gli sono stati concessi per nascita.
Non per nulla la parte più riuscita dell’episodio è proprio quella in cui Kara riprende in mano la sua professione ed usa le sue capacità non solo per rintracciare Lex, cosa che riuscirà a fare alla fine della puntata grazie alla collaborazione con Lena, ma anche e soprattutto per organizzare una parvenza di resistenza dando speranza al mondo e passando simbolicamente lo scettro di protettrice da Supergirl a Nia. Dreamer (Nicole Maines), dimenticate tutte le sue iniziali paure, è infatti sbocciata in un’eroina coraggiosa in grado di difendere i cittadini di National City soggetti alle persecuzioni di Lockwood, tanto forte da esporre se stessa in quanto persona nata dall’unione di un’aliena con un umano e come trans, questa eroina, forse persino più di Supergirl, rappresenta dopotutto la coesistenza di due realtà in una sola persona ed è per questo che le sue parole risultano tanto pericolose agli occhi del leader dei Children of Liberty e riescono a toccare tante coscienze.
Ciò che sta accadendo nel mondo di Supergirl è d’altronde così grande da creare dubbi anche nelle persone più insospettate come il figlio di Lockwood, George, che dopo aver scoperto che il suo miglior amico è in realtà un alieno, gli fornisce il suo appoggio andando contro il credo del padre la cui furia, come presto scopriremo, è invece solo destinata a crescere esponenzialmente quando la moglie verrà uccisa da un alieno negli ultimi minuti di American Dreamer.

La dualità Kara/Supergirl sarà anche usata in questo episodio per avvicinare ulteriormente Kara e Lena:  avendo quest’ultima dato la caccia al fratello con Supergirl e senza ovviamente conoscerne la vera identità, Lena finirà per sfogarsi con Kara, accusandola di averla in un certo abbandonata, inconsapevole del fatto che la sua amica le è stata in realtà sempre accanto e questo momento tra le due culminerà nella confessione di Lena a Kara di aver segretamente e per quattro mesi aiutato il fratello malato di cancro, pur essendo sempre convinta nel suo cuore che Lex avrebbe finito per approfittare di lei e tradirla. Kara, che meglio di ogni altro conosce il peso di nascondere alle persone che ama un segreto, non esiterà naturalmente a perdonarla, dicendole di apprezzarla se possibile anche di più per il valore che Lena attribuisce alla famiglia.
E così, dove una Luthor ed una supereroina avevano fallito, Lena e Kara trionferanno riuscendo a scovare finalmente Lex in Kaznia, pronte a partire per dargli la caccia e rivelare al mondo il suo diabolico piano.

La quarta stagione di Supergirl va in onda negli Stati Uniti domenica su The CW, mentre in Italia è possibile seguirla ogni mercoledì su Premium Action.