Come in molti sapranno, di recente ha tenuto banco la notizia che David James ElliotCatherine Bell, rispettivamente Harmon Rabb Jr. e Sarah MacKenzie in JAG, la serie creata da Donald Bellisario che andò in onda per 10 stagioni dal 1995 al 2005 sulla CBS e dal quale nacque NCIS, un franchise che conta oggi ben 3 show, saranno ospiti di un arco narrativo in NCIS: Los Angeles riprendendo i loro vecchi ruoli. Molte persone si sono chieste se questa decisione non fosse altro che un modo per il network di esplorare la possibilità di un revival della serie a stampo militare, ma la risposta a questa legittima domanda è tuttavia un “no” puro e semplice ed il motivo è ovviamente The Code.

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Rispetto a JAG, che per lo più aveva come protagonisti membri della Marina, The Code ha uno staff composto maggiormente di Marines, con avvocati che possono ritrovarsi, a seconda delle circostanze, a sedere nel banco dell’accusa o in quello della difesa costituendo un costante conflitto tra colleghi/amici che si ritrovano ad affrontarsi in un tribunale per far prevalere la verità. Ciò che si evince dall’episodio pilota è infatti che più che essere avversai, questi personaggi si ritrovano a collaborare assieme per far prevalere un più alto concetto di giustizia, piuttosto che per difendere a tutti costi il proprio cliente, in una visione del sistema giuridico militare che ha – proprio come lo aveva in JAG – più il sapore di qualcosa di falsamente idilliaco che realistico. Come in ogni ambiente militare che si rispetti, gli ordini sono fatti per essere obbediti, non per essere messi in discussione, così come il fine della serie non è quello di creare un conflitto o mettere in discussione il sistema militare nel suo insieme, ma elevarlo ad irrealistico ideale di perfetta giustizia, senza lasciare troppo spazio al senso critico o al dubbio.

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Che gli show a stampo militare e sotto la presidenza di Trump stiano vivendo un periodo fortunato è ormai sotto gli occhi di tutti, non sorprende quindi che in questa realtà sia stata concepita questa versione riveduta e corretta, ma nemmeno troppo, di JAG. Protagonisti del pilot sono il colonnello Glenn Turnbull (Dana Delany), a capo dell’Avvocatura Generale, il capitano John “Abe” Abraham (Luke Mitchell) che nel caso di debutto deve mettere alla sbarra il responsabile dell’omicidio del suo migliore amico, il maggiore Trey Ferry (Ato Essandoh) suo superiore, ma soprattutto amico ed il capitano Maya Dobbins (Anna Wood), la sua avversaria nel caso che, seppure non è ancora indicata come il possibile interesse sentimentale di Abe, immaginiamo che prima o poi lo diventerà.

Non vi è nulla di necessariamente sbagliato nello show e soprattutto nell’episodio pilota, che a tratti ricorda la trama di Codice d’onore (1992) con protagonisti Tom Cruise, Jack Nicholson e Demi Moore, nel suo mettere alla sbarra un generale pluridecorato per cercare di provare l’impossibile, cioè la sua implicazione nell’aver dato un ordine illegale che ha portato indirettamente all’omicidio dell’amico di Abe, in un complesso caso che potrebbe essere definito potenzialmente un “rovina carriera”, ma il vero problema è che non vi è nemmeno nulla di particolarmente brillante e che spicchi per originalità. Il copione è scritto con una tale linearità da essere fin troppo prevedibile ed è troppo spesso infarcito di frasi fatte, ripetute a volte più di una volta come: “Siamo avvocati, non perseguiamo le idee, perseguiamo i risultati” che risultano poco credibili, soprattutto quando si evince dalla storia che, in realtà, quello che fanno i protagonisti è esattamente il contrario nel loro tentativo di perseguire la verità a tutti i costi.

Magari la presenza di Craig Turk, co-creatore dello show ed uno dei produttori ed autori di The Good Wife, darà la sua impronta a The Code, rendendolo più umano e profondo nello sviluppo dei personaggi e meno militare centrico, nonostante il target della CBS, ma al momento appare piuttosto evidente che la serie, che fa comunque un buon lavoro nell’intrattenere con leggerezza, senza porsi o porre troppi quesiti agli spettatori che apprezzano i drammi legali, non riservi grandissime sorprese e sia senza ombra di dubbio ciò che mostra di essere: un tentativo di far rivere il successo di JAG senza creare un revival, con una versione riveduta e nemmeno troppo corretta di quello che la serie avrebbe rappresentato se fosse stata creata oggi.

Il secondo episodio della prima stagione di The Code, intitolato P.O.G., andrà in onda negli Stati Uniti e nel suo time slot definitivo, lunedì 15 aprile sulla CBS.