Arrivati al terzo episodio di Fosse/Verdon, la storia inizia ad appartenere egualmente ad entrambi i personaggi. Questo è soprattutto l’episodio che vede il personaggio interpretato da Michelle Williams andare finalmente sotto i riflettori, in qualunque senso possibile. Ne guadagna la scrittura e l’empatia nei confronti almeno di una metà della coppia. Per il resto Me and My Baby conferma l’approccio particolare nel racconto della serie di FX, che prende un momento saliente nella vita dei due artisti e lo incrocia con flashback molto importanti. In questo caso si tratta di un momento drammatico legato alla vita di Gwen e anticipato dal titolo stesso della puntata.

L’episodio riparte dopo gli eventi che hanno visto Bob Fosse e Gwen Verdon lavorare insieme all’approccio su Cabaret. Ci spostiamo avanti, oltre la scoperta del tradimento da parte di Fosse, e quindi con la coppia in aperta crisi. Per due figure così particolari, la crisi personale ha un immediato risvolto anche sul lavoro. Quantomeno è così per Fosse, che proprio non riesce a venire a capo del montaggio preliminare di Cabaret, insoddisfacente per tutti, e che al tempo stesso non ha l’ispirazione giusta per poter impostare un nuovo lavoro che gli si è presentato.

Gwen allora rappresenterebbe per lui l’ancora di salvezza, la persona seria, responsabile alla quale rivolgersi. Bob porta con sé una presunzione di fondo che è lo specchio dell’ambiente lavorativo in cui Gwen deve farsi in quattro per emergere. Come ci rivela un flashback, questo è l’ambiente delle molestie sul lavoro, delle sale abitate da uomini sui quali è necessario fare una buona impressione, l’ambiente dei compromessi ad ogni costo. La Gwen del passato affronta una gravidanza indesiderata, di fatto lascia poi alle spalle suo figlio per andare a cercare una fortuna che, infine, arriverà.

Eppure quel passato è sempre lì, e con esso i sensi di colpa che ad un certo punto Bob Fosse riporta alla luce, seppure inavvertitamente. Nel presente, Gwen trova un nuovo lavoro. Non è la prima scelta, l’ambiente è ostile, eppure lei è sempre lì, madre, moglie, artista, a tenersi su in equilibrio tra l’orgoglio di chi sa di valere moltissimo, eppure è costretto ad accettare di essere considerata sempre una figura secondaria. Esistono molte Gwen allora, non solo quella del passato e del presente, ma anche l’artista che soffoca le proprie lamentele e la madre che, al contrario, aggredisce il marito una volta che questo la delude per l’ennesima volta. Michelle Williams riesce a incarnarle tutte con grande forza, sostenendo il peso della storia.