What I Did for Love,  ventitreesima puntata di Grey’s Anatomy, è anche la prima parte di un nuovo crossover con Station 19, il suo spinoff giunto alla seconda stagione, che riprende immediatamente dopo gli eventi dell’ultimo episodio della serie sui pompieri e che aveva lasciato la coppia composta dal capo Lucas Ripley (Brett Tucker) e da Vic (Barrett Doss) in acque non meno agitate di quelle in cui navigano Maggie e Jackson, che ha assistito alla repentina fuga della cardiologa dopo averle chiesto di andare a vivere insieme.

La situazione di Lucas e Vic è tuttavia persino più complessa di quella di Maggie e Jackson (in questo episodio Jesse Williams sedeva anche sulla sedia della regia), Vic, infatti, dopo aver atteso invano l’arrivo di Lucas nel diner dove si incontrano in segreto considerata l’illegittimità della loro relazione, è convinta di aver incassato un rifiuto e non ha idea che il capo è in realtà svenuto a causa delle complicazioni di un intervento in una fabbrica di caffè in fiamme, a cui ha preso parte e durante il quale ha respirato delle sostanze chimiche che stanno mettendo a repentaglio la sua vita. Inconsapevole del rischio che corre, per gran parte dell’episodio e nonostante i tentativi di Maggie di frenare il suo recalcitrante paziente che non vuole altro che l’opportunità di chiarire con la sua compagna e dirle che vuole sposarla, Lucas finirà per uscire dall’ospedale con conseguenze che potrebbero essergli fatali, ma non senza aver prima convinto il suo medico curante a dire a Jackson cosa davvero sente e teme.
Lungi dall’essere offeso per la sua fuga, Jackson si dimostrerà molto comprensivo quando finalmente Maggie gli parlerà, dicendogli di amarlo e di voler andare a vivere con lui, ma di essere una persona razionale ha bisogno di riflettere su decisioni tanto importanti per la sua vita. Se lui riuscirà ad amarla per ciò che è, e Jackson sembra non avere problemi ad accettare le sue peculiarità, i due sembrano destinati ad un futuro felice, nei limiti ovviamente della volontà spesso un po’ sadica degli autori della serie.

Per quanto concerne gli altri medici del Grey Sloan, in questo episodio Meredith prenderà una decisione controversa che porterà indirettamente ad una situazione difficile con DeLuca.
Al pronto soccorso dell’ospedale si presenterà un padre con la figlia, con la quale l’uomo si è da poco riunito dopo che la bambina è stata trattenuta per mesi in uno dei centri di detenzione per immigrati. Dopo aver scoperto che la piccola ha una massa che le ostruisce il colon, Meredith e Alex devono operarla di urgenza, ma il padre – con un lavoro e senza assicurazione – non può permettersi di chiedere il sussidio statale, perché guadagna troppo rispetto agli standard richiesti per il sussidio, rischiando così che la figlia venga mandata in qualche centro non abbastanza specializzato per trattare quello che più avanti si scoprirà peraltro essere un tumore.
Sfidando qualsiasi logica e regola e decisa ad aiutare la sua paziente, Meredith deciderà di operare comunque la bambina registrandola sotto nome di sua figlia Ellis e commettendo così di fatto una frode assicurativa ed usando un espediente che verrà immediatamente scoperto da Richard.
Sebbene l’intento degli autori sia chiaro. mostrare cioè qualcuno non indifferente alle condizioni in cui alcuni immigrati si trovano proprio in questo momento storico negli Stati Uniti e disposto a rischiare la propria carriera per proteggere un’innocente, la cosa che lascia forse più perplessi di questa storyline è che Meredith sembra non preoccuparsi affatto non tanto delle conseguenze della sua decisione su se stessa, ma nemmeno sui suoi figli. Cosa accadere infatti se qualcuno scoprisse la sua truffa e lei venisse arrestata? Chi si prenderebbe cura dei suoi figli?
Il fatto che la sua decisione sia stata troppo affrettata è dimostrato dal modo in cui Richard riuscirà a risolvere il problema, spiegandole che se una persona rimane ricoverata per più di 30 giorni in una struttura ospedaliera, automaticamente diventa idonea per i sussidi statali, a prescindere da quanto guadagni lui o la sua famiglia nel caso di un minore. Sebbene anche questo sia certamente un modo per piegare un sistema imperfetto, poiché la piccola tecnicamente non sarebbe costretta ad essere ricoverata tanto a lungo, un conto è aggirarlo per il bene di un paziente, un altro è commettere una palese truffa.

Se Meredith, invece di agire senza riflettere si fosse confrontata con Richard ed i suoi colleghi, probabilmente non sarebbe nemmeno arrivata al punto di rischiare la propria carriera, il che mette in discussione di per sé la logica su cui è basata questa storyline. Come se ciò tra l’altro non bastasse, Meredith, dalla reazione di Andrew, è convinta che anche quest’ultimo ce l’abbia con lei per la decisione presa, quando in realtà Andrew la sorprenderà dicendole non solo di ammirarla, ma di amarla, una dichiarazione di fronte alla quale Meredith resterà letteralmente senza parole, non trovando la forza di rispondere né ricambiare e lasciando così uno sconsolato DeLuca a guardarla allontanarsi.

Chi sembra destinato ad andare incontro ad acque altrettanto agitate dal punto vista sentimentale, nonostante la decisione di proseguire la terapia lo stia aiutando molto, al punto tale che chiederà scusa ad Amelia per averle detto di essere incapace di amare, è Owen. Sebbene lui sembri vivere una sorta di epifania grazie agli strumenti che il suo terapista gli ha dato per far fronte ai suoi problemi, non appare altrettanto cosciente della possibilità che sia Amelia (con Link) che Teddy (con Tom) possano essere ormai andate avanti, a prescindere dal fatto che, come Owen dichiarerà entusiasta alla fine dell’episodio, lui sia o meno pronto a rivelare finalmente i propri sentimenti: a chi delle due non ci è dato saperlo.

Jo, nel frattempo, raggiungerà il punto di non ritorno non riuscendo più a mascherare il suo stato psicologico quando commetterà un errore con il giovane paziente di Alex: Gus.
Il bambino, con un gruppo sanguigno rh null, il più raro al mondo (si conoscono solo una quarantina di casi), è in attesa di un donatore e quando Jo riceve una telefonata da un ospedale in Canada che ha ricoverato un paziente con lo stesso gruppo, è convinta che l’attesa sia finita e che Gus possa essere salvato e senza confermare con l’ospedale canadese, comincia a mettere in moto la macchina per preparare il bambino all’intervento e avvisando la madre che grida al miracolo. Solo più tardi, tuttavia, si accorgerà di aver dato a tutti un’inutile speranza, poiché il paziente canadese, proprio come Gus non era un donatore, ma aveva bisogno come lui di una trasfusione. Quando poi Jo cercherà di prendersi la responsabilità del suo errore parlando con la madre del piccolo, finirà per sciogliersi in lacrime tra le sue braccia in un atteggiamento assolutamente non professionale che porterà finalmente alla luce con tutti i suoi colleghi il suo vero stato di salute.

La quindicesima stagione di Grey’s Anatomy va in onda negli Stati Uniti ogni giovedì sulla ABC ed in Italia ogni lunedì su Fox Life.