A volte, quello di cui si ha bisogno, è semplicemente un penultimo episodio di stagione di quelli vecchio stile, in cui tutto sembra andare per il verso giusto per poi precipitare inesorabilmente in un vortice, aumentando la tensione a livelli quasi intollerabili ed introducendo ad un finale che, non lo dubitiamo, sarà piena di colpi di scena. Grey’s Anatomy ha sempre fatto scuola in questo senso e dopo una quattordicesima stagione che si era conclusa all’insegna dell’ottimismo, quest’anno torna a fare ciò che sa far meglio: colpire i fan dritti al cuore.

Drawn to the Blood inizia con un sogno piuttosto inquietante di Meredith che solo a posteriori sarà percepito come rivelatore o quantomeno foriero di cattivi presagi, ma ciò a cui introduce è un’atmosfera tutt’altro che fosca: Jackson e Maggie si stanno infatti godendo la loro prima esperienza di campeggiatori come coppia, Meredith, d’accordo con Alex, si è trasferita al suo posto a casa di lui ed è decisa a rimanervi fino a che Jo non le racconterà cosa sia successo a Pittsburgh con sua madre, Amelia si risveglia con accanto Link che, per la prima volta, non è stato cacciato dal suo letto prima del sorgere del sole, anche se l’evento è del tutto casuale, Teddy e Tom continuano ad andare d’amore e d’accordo e persino il piccolo paziente di Karev, Gus, il bambino dal gruppo sanguigno rarissimo, ha trovato un donatore in una donna inglese affetta da una gravissima forma di agorafobia.
Cosa potrebbe mai rovinare in un’atmosfera tanto idilliaca?

Avete presente la famigerata legge di Murphy: “Se qualcosa può andar malelo farà“?
Ecco, Drawn to the Blood è un po’ la concretizzazione in forma di serie televisiva di questo detto. I primi cenni di cedimento si cominceranno a notare quando l’accompagnatore e psicologo della donatrice di Gus, verrà portato via dagli agenti dell’immigrazione per un problema con il suo visto, lasciando la sua terrorizzata paziente in compagnia di un Levi completamente impreparato a gestire il suo disturbo e tantomeno a convincerla a salire in macchina per portarla in ospedale, rimandando così la trasfusione di sangue che sta diventando sempre più necessaria. Quando la madre di Gus finirà per perdere la pazienza, buttando accidentalmente sul pavimento i Lego del figlio, il marito ci scivolerà sopra rompendosi il coccige e provocandosi una lesione al retto poco prima che Gus abbia un attacco cardiaco ed Alex e Meredith siano costretti a rinchiudersi con lui nella camera iperbarica per dargli una chance di vita in attesa della donatrice che Owen è andato a recuperare, riuscendo a convincerla con grandi difficoltà a seguirlo.

Nel frattempo Catherine arriva di gran carriera in ospedale e con un’espressione fosca sul volto e si rinchiude con la Bailey ed altre persone in una stanza per una riunione apparentemente molto importante, di cui nessuno conosce il contenuto, mentre nella rigogliosa natura dei dintorni di Seattle, l’esperienza di Maggie passa da paradisiaca ad orrenda quando viene punta da un insetto a cui è chiaramente allergica, cade per terra come un sacco di patate e si ritrova bloccata con Jackson da un diluvio inaspettato che impedisce ad entrambi di muoversi proprio quando la sua presenza è richiesta con urgenza in ospedale e Teddy non può sostituirla.

Quest’ultima, infatti, nonostante il rapporto idilliaco con Tom, ha una folgorazione sulla via di Damasco e si precipita a casa di Owen, in cui trova Amelia che fa da babysitter al piccolo Leo, ed alla quale rivela – un attimo prima che le si rompano le acque – di essere innamorata di Owen e di voler tirare su con lui il loro bambino, il tutto mentre il suddetto viene coinvolto insieme a Levi ed alla donatrice di Gus in un micidiale incidente in autostrada causato dalla nebbia le cui conseguenze sono ignote.

Il posto d’onore in questo episodio, come è giusto che sia, va però a Meredith e, suo malgrado, ad Andrew DeLuca.

Quando è ancora a casa di Alex, Meredith riesce finalmente a rompere il muro del silenzio di Jo che le confessa di essere frutto di una violenza carnale, di “avere il volto di uno stupratore” e di essere qualcuno che non sarebbe mai dovuto nascere. Sentire ad alta voce cosa la scioccante scoperta sulla sua venuta al mondo ha davvero provocato in Jo è piuttosto penoso e fa chiaramente capire fino a che punto l’abbia segnata, ma solo una persona che ha sofferto tanto come Meredith può riuscire a trovare le parole giuste per farle comprendere che lei non può e non deve essere definita da qualcosa su cui non ha mai avuto e mai avrà un controllo e così alla dottoressa Grey spetterà in questo frangente il ruolo dell’eroina della storia, perché non solo riuscirà a fare uscire Jo dal suo guscio, ma la convincerà anche a parlare sia con Alex che con la Bailey per prendersi del tempo per affrontare i suoi problemi e tornare poi sul campo ad esercitare. Ma per questa vittoria, ci sarà un altro campo in cui le cose non andranno altrettanto bene.

La trama della settimana scorsa in cui Meredith aveva piuttosto irresponsabilmente usato il nome della figlia per operare una piccola paziente senza assicurazione commettendo una frode assicurativa, ci aveva lasciati non poco perplessi, non solo per il rischio da lei corso di buttare al vento la propria carriera o finire persino in prigione con 3 figli a carico, ma anche per l’arroganza che aveva dimostrato, sottolineando come sarebbe stata disposta a correre lo stesso rischio posta di fronte al medesimo problema e rifiutando di chiedere il consiglio dei colleghi.
A quanto pare, però, ogni azione ha delle conseguenze e la vicenda finirà per avere delle ripercussioni piuttosto gravi quando Andrew sarà chiamato a raccontare quanto successo davanti a quelli che verrà rivelato essere degli ispettori assicurativi che hanno scoperto la frode commessa da Meredith.

Con Meredith bloccata nella camera iperbarica assieme ad Alex e Gus, l’episodio si concluderà con un Andrew con a disposizione solo pochi secondi per dirle cosa abbia fatto, attraverso uno spesso oblò e senza che Catherine – che lo ha accompagnato – mangi la foglia. Impotenti assistiamo così alla “confessione” di DeLuca, il quale dirà a Meredith di averle mentito, omettendo che la piccola Gabby Rivera era senza assicurazione, e di aver usato il nome di sua figlia Ellis sulla cartella clinica perché la bambina venisse operata. DeLuca, prima di andare dalla Polizia per autodenunciarsi, continuerà scusandosi per il comportamento scorretto nei suoi e nei confronti dei suoi figli “che hanno bisogno di lei“, concluderà prima di allontanarsi mentre Meredith continuerà a ripetergli inutilmente di non farlo.

E’ difficile, al momento, immaginare come gli autori ripareranno ad una simile situazione, se questa sia la fine del rapporto tra Meredith e Alex, se DeLuca dovrà veramente dire addio alla sua carriera e finire addirittura in prigione o se Meredith si prenderà le proprie responsabilità, rischiando di perdere tutto quello che ha costruito, assieme alla libertà ed ai figli, o se magari gli autori cavalcheranno l’onda di una vicenda di un reato scottante commesso da una personalità così in vista nella comunità medica, da mettere seriamente sotto accusa, almeno nella serie, il sistema sanitario americano. Quel che è certo, è che al livello umano questa sarà una grande lezione di umiltà per Meredith, forse la più grande che abbia mai appreso in 15 anni di show, come è evidente che ciò che la attende sarà una dura strada in salita. Già così, sarebbe potuto essere un notevole season finale ed invece ci aspetta ancora un episodio alla conclusione della stagione: riusciranno gli autori a rivaleggiare con un simile cliffhanger?

La quindicesima stagione di Grey’s Anatomy va in onda negli Stati Uniti ogni giovedì sulla ABC ed in Italia ogni lunedì su Fox Life.