Diciamo la verità: fino a poche settimane fa, ci sarebbe sembrato abbastanza improbabile lo schieramento dei protagonisti attualmente presentato da Killing Eve. Tutti i personaggi principali, per la prima volta dall’inizio della serie targata BBC America, sembrano infatti combattere dalla stessa parte della barricata.

Le precedenti puntate di questa stagione godevano della notevole spinta narrativa di Eve e Villanelle separate l’una dall’altra, ma attualmente lo show sembra dimostrare una carenza di tensione che rischia addirittura di poterlo snaturare. I Hope You Like Missionary sembra interessato anzitutto ad allargare l’orizzonte su nuovi antagonisti e su una grande cospirazione, ma è ancora difficile capire come mai un gruppo di agenti governativi sia più interessato a lavorare con Villanelle che ad arrestarla.

A prescindere da questo dubbio, l’interrogativo che sorge spontaneo osservando il sesto episodio di questa seconda stagione riguarda i motivi per cui Villanelle sia stata scelta per affrontare una missione che qualsiasi agente degnamente addestrato dell’MI6 avrebbe potuto fronteggiare con rischi molto minori. A dimostrazione della stupidità di questa mossa, tutto ciò che va storto nella missione a casa Peele è dovuto al fatto che la protagonista sia stata inviata al posto di un agente più qualificato.

Un altro punto opinabile di I Hope You Like Missionary è l’abbandono di Eve da parte del marito Niko. Dopo una stagione e mezzo di lamentele sul lavoro della sua dolce metà, la mossa dell’uomo risulta comunque piuttosto brusca. Certo, Eve non è stata decisamente la moglie ideale per questo poveraccio, ma è la prima volta che Niko capisce ciò che Eve desidera realmente. Si chiede perché sia attratta da Villanelle, ma non sembra interessato a cercare di darle quello che cerca, a prescindere dalla componente criminale.

Il fatto che Eve finisca, sulla scia della gelosia nei confronti della collega di Niko, Gemma, a imitare il comportamento di Villanelle rovistando nella camera da letto della presunta rivale enfatizza la somiglianza che, al di là della divergenza apparente, unisce le due protagoniste di Killing Eve. Quali che siano le future azioni di Eve nei confronti di Gemma, abbiamo visto il germe di una tendenza vendicativa e ferina in lei, palesatosi tanto nel sesso con Niko quanto con il caos procurato alla biancheria della sua attuale nemica.

È forse questo lo spunto più interessante che questa seconda metà di stagione sta offrendo al pubblico: osservare i cambiamenti di Eve ci appassiona in modo certo più incuriosito rispetto al seguire la reiterata – seppur sempre divertente – psicopatia di Villanelle declinarsi secondo lo schema situazionale in cui la ragazza si viene a trovare. Abbiamo visto come i mutamenti dell’agente si siano ripercossi infaustamente sul suo matrimonio: restiamo in attesa di capire a quale evoluzione possano portare nel rapporto con Villanelle.

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