Vi abbiamo già parlato in diverse occasioni dell’abitudine degli autori delle serie dell’Arrowverse di rimpinzare i penultimi episodi di stagione di accadimenti, vero?
Ebbene, come da tradizione, anche Terms of Service – pur nel suo caratteristico ed esilarante stile “alla Legends of Tomorrow” – non fa eccezione, dividendo ancora una volta l’equipaggio della Waverider in più gruppi che si trovano ad affrontare pericoli di diversa natura: Constantine è infatti all’inferno a caccia dell’anima di Ray, Sara ed Ava sono bloccate da Gary e da Tabitha, la fata madrina, che le costringe a giocare al comandante della Waverider con il suo nuovo protetto come da desiderio di Gary, mentre il resto delle leggende è sulle tracce di Neron, prima di venire ulteriormente separato a circa metà episodio.

L’incipit della puntata è tutta dedicata alla rivelazione del diabolico piano di Neron che, impossessatosi del corpo di Ray e quindi anche delle sue capacità, fonda una società che chiamerà PalmerX, il cui esilarante pay-off è “The power in the Palm(er) of your hands“, il potere sul palmo della tua mano, con un gioco di parole col cognome del personaggio, grazie alla quale distribuisce una App che battezza “Eyes“, il cui scopo è quello di denunciare e condividere con il mondo eventuali avvistamenti delle creature magiche che infestano il pianeta.
Ma, come presto scopriranno Amaya e Charlie, c’è una controindicazione della quale gli utenti che scorrono senza leggere le condizioni di servizio del programma non sono edotti e cioè che chiunque scarichi la App sul proprio cellulare sta in realtà accettando di cedergli la propria anima. Lo scopo finale di Neron, come in parte John aveva già intuito e come quest’ultimo andrà a riferire al Triumvirato composto da Belial, Satana e Beelzebub, che governa gli Inferi, è infatti quello di prenderne il controllo, ma per farlo ha bisogno di un upgrade in termine di anime e quale miglior modo che fornirsele attraverso una tecnologia al servizio del razzismo?

Anche se Legends of Tomorrow è una serie che ha sempre affrontato temi politici, sebbene non in maniera così plateale come fatto per esempio in Supergirl, questo particolare episodio sembra non risparmiare nessun colpo all’attuale situazione politica americana, mostrando come anche i comportamenti più biecamente razzisti siano diventati quasi di uso comune, tanto da accettare la persecuzione di una razza (okay, qui parliamo di creature magiche, ma crediamo che la metafora sia chiara) come se fosse un gioco e senza che la legalità o la correttezza morale di ciò a cui si sta assistendo, venga messa in discussione. Nessuno degli esponenti della stampa chiede indignato al brillante e fascinoso CEO della PalmerX perché ce l’abbia tanto con le creature magiche, ma tutti si preoccupano per lo più dello scoop e di poterne provare l’esistenza.
Non meno interessante è il modo in cui Ray/Neron vuole portare avanti il suo piano dopo essersi reso conto che la sua App non è stata scaricata da abbastanza utenti e cioè instillando la paura del diverso e fingendo un attacco da parte di una creatura magica per provocare una reazione nelle persone. Se si va al di là delle risate che questa serie riesce a provocare e si scava nel messaggio che sta mandando, ci si rende conto come questo show affronti contenuti seri e per nulla banali, ma confezionati in una simpatica risata.

All’Inferno intanto, e permetteteci di spezzare una lancia in favore dell’incredibile fotografia in alcune delle scene di cui John Constantine è protagonista e che riescono ad evocare in maniera veramente suggestiva l’atmosfera di perdizione e totale mancanza di speranza della dimensione nella quale si trova, quest’ultimo viene costretto a prendere una decisione quasi impossibile: salvare l’anima di Astra Logue, una bambina che nella serie a lui dedicata, rimase vittima di un tentativo di esorcismo finito male o quella di Ray. Constantine, ingannato dal Triumvirato, finirà per fare la scelta sbagliata quando punterà il dito sulla piccola Astra, senza sapere che in realtà è sbocciata in una donna adulta e perfettamente felice di trovarsi dove sta.

Il tema dell’inganno metterà nei guai anche Nora la quale, per salvare Mona dalle grinfie di Neron, si farà incastrare da Tabitha ed accetterà di diventare una fata madrina al suo posto, senza sapere che così facendo i suoi poteri saranno prigionieri degli umani dei quali sarà costretta ad esaudire i desideri. Come se ciò non bastasse, finirà anche per essere spedita da Gary a recuperare Constantine e l’anima di Ray dall’Inferno.
Come Nora sacrificherà i suoi poteri per salvare una delle Leggende, anche Charlie si troverà nei guai dopo esser riuscita a liberare tutte le creature imprigionate nel Time Bureau e, rinunciando alla propria libertà per aiutare Mona, ferita ed in fin di vita, rimarrà nelle grinfie dei due improbabili e perfidi amanti per essere usata per i loro loschi piani.

Infine persino Gary imparerà una lezione importante in Terms of Service, una lezione che forse persino le altre Leggende avevano dimenticato, quando sono stati reclutati da Rip, tutti i componenti di questa sgangherata banda sono stati scelti in quanto “insignificanti ai fini della storia e perdenti originali“, antieroi che non hanno bisogno di essere fichi per essere ciò che sono, questo – dopotutto – è il vero senso di questa serie. Chiunque può compiere gesti eroici, tutto dipende da quale parte della storia deciderà di schierarsi quando arriverà il suo momento.

https://www.youtube.com/watch?v=RMIpmJ8ytYE

Il finale della quarta stagione di Legends of Tomorrow, intitolato Hey, World!, andrà in onda negli Stati Uniti lunedì 20 maggio.