Considerato ciò che succede in questo finale di stagione di Legends of Tomorrow, è possibile sia necessario rispolverare la storia d’origine di Zari (Tala Ashe) giunta nella serie dal futuro all’inizio della 3^ stagione nel ruolo di una hacker che combatteva contro l’A.R.G.U.S. Nata da una famiglia di praticanti musulmani americani, Zari ha visto il suo mondo sgretolarsi nel 2021 quando l’A.R.G.U.S. prese il potere mettendo al bando ogni tipo di religione, nonché i metaumani, e la sua famiglia venne perseguitata per il suo credo. Assieme al fratello Behrad Tomaz, Zari entrò nella resistenza e dopo la sua morte incontrò e si unì appunto alle Leggende.

Ricordare questi fatti è importante per capire il sacrificio compiuto dal personaggio quando decide di irrompere sulla scena per salvare Nate, sapendo che incontrarsi con la versione di se stessa del passato cancellerà ogni sua memoria del presente, compresi i sentimenti che prova per l’uomo che ama. Come è stato infatti confermato dallo showrunner Phil Klemmer in un’intervista con TV Line, seppure la Ashe tornerà il prossimo anno, non sarà nel ruolo di Zari, il che – comprensibilmente – spiazzerà non poco Nate.

Parlando di quel momento finale è imperativo sottolineare ancora una volta il modo in cui gli autori di questo show riescano magistralmente ad equilibrare assurdo ed emozioni in maniera tanto efficace: la scelta di Nate di sacrificarsi mettendo in pratica il piano B suggerito da John Constantine per salvare l’anima del suo migliore amico Ray, non è meno altruista di quella di Zari. L’attimo in cui Mick, il cui corpo verrà preso momentaneamente in prestito dallo spirito di Hank Heywood, intonerà poi le note di Sweet Baby James facendo tornare alla vita Nate con la forza dell’amore sarebbe dovuto essere ridicolo sulla carta, ma nella realtà funziona perfettamente perché questa serie è riuscita a sovvertire tutte le regole, costruendosi un mondo del possibile che in altri show dell’Arrowverse sarebbe irrealizzabile.
Basti pensare, per fare un esempio concreto, alla rapidità con cui viene risolto il problema di dover costruire nel giro di poche ore un intero parco divertimenti. Quando viene suggerito di usare il diario magico di cui Mick si è servito per scrivere il personaggio di Garima all’inizio della stagione e Ava spiega come potrebbe essere un problema perché è conservato nel Time Bureau, divenuto il quartier generale di Neron, Dominic Purcell irrompe sulla scena sventolando il libro e annunciando di aver già risolto tutto: in un altro show il pubblico avrebbe probabilmente accusato gli autori di aver preso una comoda e ridicola scorciatoia, in Legends of Tomorrow, invece, l’assurdità della cosa non viene minimamente messa in dubbio e la soluzione è indubbiamente credibile ed efficace.

Un altro tra gli aspetti più interessanti di questa serie, oltre alla sua capacità di giocare tra emozioni è risate, è il suo essere costantemente presente a se stessa, se non addirittura auto-cosciente.
E’ un modo di scrivere lo show sicuramente peculiare, ma che funziona, soprattutto quando si intrattengono i fan con inaspettate apparizioni di personaggi venuti dal passato, come un tenero Vandal Savage che, relegato all’Inferno con l’anima di Ray, gioca con lui a Jenga mentre John e Nora credono il loro amico stia subendo indicibili torture oppure quando uno sconsolato Nate spiega che i veri Green Arrow, Flash e Supergirl si sono rifiutati di prestare la loro immagine per pubblicizzare Heyworld perché probabilmente ce l’hanno ancora con loro per non aver preso parte al crossover dello scorso anno o ancora quando l’incombente minaccia della presenza di The Monitor (apparso in tutti i finali di stagione dell’Arrowverse di quest’anno per impostare il nuovo crossover intitolato Crisi sulle terre Infinite) viene usata prendendosene bonariamente gioco e mostrandolo mentre guarda inizialmente il disastroso spettacolo messo su dal Team con severa riprovazione, per poi inquadrarlo pochi secondi dopo mentre sgranocchia dei popcorn suo malgrado affascinato da ciò che sta vedendo.

Il sentimento di The Monitor, in questo senso, è perfettamente rappresentativo della reazione di uno spettatore medio di questo show, nulla di quello che fanno le Leggende ha senso, ogni loro piano si dimostra per lo più fallimentare, ma il fatto che mettano così tanto cuore in ciò che fanno e che siano disposti a sacrificare così tanto di loro stessi per il bene della collettività, finisce per stregare irrimediabilmente il pubblico.

Come ogni anno, il finale Hey, World! ha introdotto anche quella che sarà la minaccia della prossima stagione che quest’anno viene scatenata da Astra, la quale libera dall’Inferno le anime di personaggi davvero terrificanti, tra cui leggiamo i nomi di Mary Tudor, Charles Manson, Stalin e Genghis Khan che rappresenteranno chiaramente il più che concreto pericolo da cui le Leggende dovranno difendere gli abitanti della Terra. Sempre come rivelato dallo showrunner, queste anime prenderanno il nome di “Encores“, che potrebbe essere tradotto con “Ritornanti“, non più tenere creature da proteggere e preservare, come si sono rivelate essere quelle magiche di quest’anno, ma autentici mostri in grado di scatenare un livello di violenza e malvagità senza precedenti.

La quinta stagione di Legends of Tomorrow andrà in onda negli Stati Uniti dopo lo hiatus natalizio sempre su The CW.