Il cuore pulsante di Supergirl è sempre stato il rapporto tra le sorelle Danvers e dopo una stagione in cui le due sono state tenute separate dal tentativo di Supergirl di proteggere Alex privandola dei suoi ricordi, non sorprende che la scena più emozionante e riuscita dell’episodio sia quella in cui quest’ultima riacquista la memoria credendo che Kara sia morta per mano di Red Daughter.

Normalmente tendiamo a dubitare dell’efficacia dell’idea di mettere in pericolo la vita del protagonista di uno show televisivo che si sa perfettamente che non morirà, ma l’intento degli autori, in questo caso, non è tanto quello di usare questo espediente per far credere davvero che Supergirl sia stata sconfitta dal suo clone, quanto piuttosto quello di far riconquistare alla ragazza d’acciaio la sua alleata più importante. Le due sorelle dovevano essere riunite prima della fine di questa stagione e che ciò avvenga perché Alex riesce a recuperare da sola i propri ricordi, senza che Kara rischi la sua sanità mentale dicendole la verità, come ammonita da J’onn dal fare, aumenta il valore emotivo di quella scena, aiutata peraltro dagli effetti visivi (che non sempre sono il punto di forza della serie) grazie ai quali Supergirl assorbe l’energia solare dalle piante che la circondano, riuscendo così a riaversi dopo essere stata messa K.O. dalla sua antagonista. Quando questi due personaggi sono insieme, nulla sembra impossibile, nemmeno sconfiggere un folle come Lex Luthor il cui piano – così ci auguriamo – non può essere stato sin dall’inizio quello di uccidere con le sue stesse mani una delle alleate più forti che abbia mai avuto.

Se gli autori hanno fatto un lavoro eccellente con la riunione delle sorelle Danvers, non si può dire altrettanto per lo scontro/incontro tra Kara e Red Daughter che lascia con una certa sensazione di incompletezza. Ad un solo episodio dalla conclusione della stagione e con la possibilità che la creatura di Lex sia stata uccisa come parte del suo piano per conquistarsi il favore e la fiducia degli americani per aver eliminato il “nemico pubblico numero uno“, è difficile che nel finale di stagione ci sia tempo per approfondire il rapporto tra questi due personaggi così simili eppure tanto diversi. Scoprire come Red Daughter abbia continuato a stalkerare Kara persino a National City, vivendo lì una vita parallela ritagliata ad immagine e somiglianza di quella della sua nemesi, è tanto scioccante per Kara, quanto l’aver scoperto le sue foto e quelle dei suoi amici e familiari in Kaznia, ma essendo la protagonista della serie il personaggio sensibile e generoso che è sempre stato, non sorprende che abbia comunque dato alla sua nemica una chance di evitare lo scontro. A nostro avviso questa stagione avrebbe guadagnato molto di più da un uso diverso di un clone di Kara se le due avessero avuto più opportunità di interagire e se entrambe fossero state messe di fronte alla sfida di accettarsi o capire che sulla Terra non c’è posto per entrambe. Permettere al pubblico di comprendere meglio la creatura di Lex, legare maggiormente con lei e immaginarla come una persona a se stante e non solo come un mezzo che Luthor ha usato per raggiungere uno scopo, avrebbe sicuramente elevato il livello emotivo dello scontro tra lei e Kara. E’ difficile pensare che qualcuno nato dalla protagonista di questa serie possa essere infatti irrecuperabile ed i segni di cedimento da parte di Red Daughter sono d’altronde evidenti in questo episodio, ma in generale tutta questa storyline, gestita come è stato fatto fino ad ora, sembra più un’occasione sprecata, il che è certamente un peccato.

Chi invece è andato incontro ad un cambiamento radicale in Red Dawn, cambiamento che potrebbe portare a ripercussioni interessanti se non verrà risolto nel giro di un episodio è Brainy. Dopo essere stato catturato in missione con Nia e J’onn per infiltrarsi nella base in cui Lex sta privando gli alieni dei propri poteri con il suo Progetto Claymore, l’impacciato personaggio, colui che ha costituito l’intermezzo comico per tutto l’arco della stagione, subisce un reboot che lo trasforma in una fredda e controllata versione di se stesso, così focalizzato sulla sua missione e distaccato dalle proprie emozioni da non preoccuparsi di mettere in pericolo la vita dei suoi amici (nonché della persona che ha capito di amare), per portarla a termine.
Nei fumetti Brainy, il cui vero nome e Brainiac-5, è un discendente di Brainiac, uno dei più iconici e pericolosi nemici di Superman e sarebbe interessante se questo cambiamento fosse sfruttato magari anche nella prossima stagione, mettendo i suoi amici in seria difficoltà per farlo tornare come prima senza nuocergli e senza permettere che lui faccia a sua volta loro del male.

Come se questo non bastasse, seguendo la tradizione di tutte le serie dell’Arrowverse i cui penultimi episodi di stagione, nel bene e nel male, tendono ad essere sovraccarichi di eventi: Lena, grazie all’aiuto di Lillian, riesce a stabilizzare i poteri ottenuti da James con l’Harun-El e tenta di convincere Ben Lockwood di essere stato manipolato da Lex, Otis Graves muore (di nuovo!) e Lex ricompare indossando una fantascientifica corazza con la quale affronta e sconfigge da solo l’esercito della Kaznia che stava per invadere il paese ed uccide Supergirl, che è in realtà è Red Daughter, con il Presidente degli Stati Uniti che lo chiama eroe in diretta televisiva.
Ma cosa succederà adesso? Per smascherare il piano di Lex, non sarebbe sufficiente per Supergirl palesarsi davanti a tutti dimostrando così l’esistenza di due Supergirl ed esponendo la verità? E soprattutto, davvero Red Daughter è morta?

Il finale della quarta stagione di Supergirl, intitolato The Quest for Peace, andrà in onda negli Stati Uniti domenica 19 maggio su The CW, mentre in Italia andrà in onda il 7 agosto su Premium Action.