Il vero problema di questa 5^ stagione di The Flash, ad un episodio dalla sua conclusione crediamo sia concesso cominciare a tirare le somme, è che gli autori di questo show, come di molte delle serie dell’Arrowverse, sembrano aver dimenticato il valore della suspense e dello sviluppo graduale di una storyline.
Con 22 episodi a disposizione, tendono infatti a riempire il tempo con trame alternative generalmente poco coinvolgenti (con delle eccezioni), cattivi di stagione che compaiono qui e là nell’arco dell’intero anno con un’aurea di imbattibilità assolutamente ingiustificata (vedi Cicada 2.0 ed Emiko Queen in Arrow) ed un finale normalmente ricchissimo di eventi che viene schiacciato nell’arco delle ultime ore della stagione, se non peggio, nel solo finale.

Questo è esattamente ciò che accade in questo ricchissimo penultimo episodio di stagione, che commette l’errore di accantonare le storyline più interessanti, per dare spazio a questioni di cui i protagonisti hanno già discusso fino allo sfinimento e ciò nonostante non sembrano ancora aver esaurito. Per fare un esempio pratico, basta soffermarsi su come sia gestito il rapporto tra Iris, Barry e Nora. Dove il dramma familiare del nucleo West-Allen avrebbe dovuto considerarsi ormai concluso in seguito eventi dello scorso episodio, in The Girl With The Red Lightning ci ritroviamo ancora con Barry ed Iris a fare da genitori chioccia a Nora, rifiutando di concederle fiducia “per il suo bene” e con Nora stessa che fa loro un accorato appello, assicurandogli di essere cambiata e di essere in grado di fare scelte adulte e responsabili, proprio quando ha appena tradito per l’ennesima volta la loro fiducia, mettendosi in contatto con Grace/Cicada 2.0 per anticiparne i piani quando loro glielo hanno appena vietato. Il fatto poi che tutto si chiuda con un’ennesima ammissione da parte di Barry ed Iris che sia giusto permettere a Nora di aiutare il resto del Team Flash, porta infine alla conclusione più ovvia dell’episodio, alla quale si sarebbe potuti arrivare tranquillamente senza bisogno di una connessione psichica tra Nora e la loro nemica, e cioè che Cicada 2.0 è sulla strada del Distretto di Polizia per fare una strage, dove Joe e Cecille hanno convenientemente radunato tutti i metaumani della città che rischiano la vita a causa dei loro poteri e vogliono usare la meta-cura per liberarsene.

Mentre infatti Ralph, l’unico che sembra ragionare lucidamente in questo episodio, viene completamente ignorato quando cerca di mettere il resto del Team in guardia dalla possibilità che qualcosa di molto più grande ed imprevisto stia accadendo dietro le quinte e che liberarsi di Cicada 2.0 e dei suoi pugnali potrebbe non essere la soluzione ai loro problemi, Grace continua indisturbata nella sua missione, ruba un ulteriore dispositivo per potenziare la sua arma anti-metaumani costruito da un ex compagno di università di Cisco, Sebastian Ollins, che – con suo grande disappunto – è considerato un genio nel futuro e si appresta a fare strage di metaumani, con il Team Flash che risponde appunto riunendo tutti quelli che lo desiderano all’interno del Dipartimento per poter iniettare loro la meta-cura e salvargli di conseguenza la vita.
E proprio questo è un altro punto della trama orizzontale della stagione su cui vorremmo soffermarci: dove la DC Comics (vedi Doom Patrol) fa un ottimo lavoro nel mostrare il conflitto interiore di chi si ritrova con poteri che non ha mai davvero voluto e che finisce poi per accettare se stesso con tutte le sue peculiarità o dove la Marvel, con gli X-Men, ha costruito un intero franchise basato sul concetto di “paura del diverso da sé“, l’Arrowverse, con The Flash manca completamente il bersaglio, ignorando le potenzialità di questa questione morale e non ponendosi mai, se non di sfuggita ed in maniera piuttosto superficialmente, la domanda se sia poi così giusto “curare” qualcosa che non è, dopotutto, una malattia. La scelta, per esempio, di affidare a Renee Adler, la compagna di Sherloque, l’accorato discorso su come non voglia rinunciare ai propri poteri perché sono parte di lei, è uno dei tanti esempi di quanto discutibili possano essere le scelte degli autori. Il legame del pubblico con personaggi comparsi un paio di volte nell’arco di una stagione, impallidisce di fronte alle ripercussioni emotive che un simile discorso avrebbe avuto se affidato per esempio ad un Cisco, messo di fronte alla difficile scelta di dover rinunciare ai propri poteri a causa dell’uso improprio dello stesso strumento che lui ha contribuito a creare ed ha sempre concepito come una cura. “Ralph [riguardo Thawne]: persino i suoi piani hanno un piano.”

Oltre a questo, The Girl With The Red Lightning deve vedersela anche con il fatto che il piano del Team Flash è così focalizzato sulla distruzione dei pugnali di Cicada 2.0, da dimenticare che la loro nemica ha già dato prova in precedenza di poterli affrontare e sconfiggere senza il supporto di questa micidiale arma che di fatto – come rivelerà lei stessa – non ha mai posseduto nel futuro da cui arriva. A cosa serve quindi distruggere il pugnale nel presente? Ma naturalmente a liberare Thawne nel futuro! Ed è qui che finalmente arriviamo alla parte davvero interessante di questo episodio, che tuttavia, come accennavamo, viene compressa in pochi secondi e sarà sicuramente (ci auguriamo!) sviluppata nel finale di stagione.

L’incipit della puntata, dedicato a Thawne, coincide sicuramente anche con una delle sue parti migliori, soprattutto se paragonata al brusco taglio finale che porta anche al cliffhanger con cui si conclude. Il tempo di Eobard nel 2049 è infatti scaduto ed è impossibile non provare un senso di pena persino per un personaggio tanto controverso, mentre la guardia che deve eseguire la sua condanna a morte si diverte a torturarlo ulteriormente, sottolineando quanto ironico sia che proprio ciò che gli dà potere, finirà per ucciderlo.
Ma perché Thawne non reagisce e come hanno potuto tenere sotto controllo i suoi poteri fino a quel momento? La risposta, che spiegherà almeno in parte il legame tra lui e Cicada, è che proprio il pugnale è stato usato per tutto questo tempo per annullare l’efficacia dei suoi poteri, una spiegazione piuttosto logica ed efficace che tuttavia ancora non ci dice come la distruzione del pugnale nel passato potrà salvare la vita di Thawne nel futuro, nonché l’elemento più intrigante che ci accompagna verso il finale di questa quinta stagione della serie.

Il finale della quinta stagione di The Flash, intitolato Legacy, andrà in onda negli Stati Uniti martedì 14 maggio su The CW e sarà trasmesso più avanti in Italia su Premium Action.