Nella costruzione di una galassia di contenuti originali adatti a tutti i gusti, Netflix giustamente vuole concedere spazio anche al teen-drama. Dimenticate le sfumature magiche di Le terrificanti avventure di Sabrina, The Society è un altro prodotto che ricade nel genere, stavolta però contaminato da riferimenti distopici. Ha il merito di essere una serie in crescita, che trova un suo senso e riesce a coinvolgere dopo alcuni episodi di assestamento. Magari non brillante dal punto di vista della scrittura di caratteri e situazioni, ma coinvolgente quel tanto che basta da giustificarne la visione.

I ragazzi protagonisti – liceali che, come da tradizione teen-drama, dimostrano molti più anni di quelli che dovrebbero avere – si ritrovano in una città senza adulti. C’è un mistero da risolvere quindi, ma soprattutto c’è la necessità di sopravvivere. Superato un brevissimo momento di sbandamento, provano ad organizzarsi, guidati dalla mano attenta di Cassandra (Rachel Keller). Grande importanza viene riservata però alla sorella minore di quest’ultima, Allie (Kathryn Newton), anche lei chiamata ad assumersi le proprie responsabilità nella situazione. Ci sono personaggi che remano contro la civile convivenza, altri che cercano di trovare un nuovo equilibrio, ma tutti loro dovranno necessariamente reinventarsi in questa situazione surreale.

Il riferimento abbastanza dichiarato sarebbe Il signore delle mosche, ma è un paragone che lascia il tempo che trova. Senza scomodare i classici, The Society è una semplice variazione su un modello narrativo raccontato più volte. C’è I figli del grano (ma più horror), L’ombra dello scorpione (ma senza adulti), perfino Lost (con la città al posto dell’isola). E c’è tutto il filone di distopici young adult sull’onda di Hunger Games o Maze Runner che ci raccontano di giovani costretti allo scontro sociale, manipolati in quei casi da una categoria di adulti che si divertono a osservarne le reazioni.

Nei primi episodi The Society procede a vista, getta qualche spunto narrativo poco interessante, è davvero solo un teen-drama nel quale sembra che gli adulti non esistano (quindi un teen-drama normale). In realtà però la chiusura del terzo episodio sovverte un elemento chiave dell’intreccio, e tutto subisce un’interessante accelerazione. Il mondo della serie viene proiettato brutalmente nel contesto in cui si trovava già da un po’, e tutti i protagonisti realizzano che da quel momento in poi non si torna indietro. Ci saranno scelte difficili, schieramenti, tradimenti, e tutto viene fuori in modo coinvolgente. Ci sono personaggi che è divertente poter odiare, come Lexie o Campbell, o altri più simpatici, come Sam.

Dietro la sua patina seriosa, The Society è quindi un teen-drama che riesce a raggiungere il proprio obiettivo. Non particolarmente memorabile, ma capace di tracciare con chiarezza le proprie storyline e il percorso dei propri personaggi. Inevitabilmente, alla fine la storia ci prenderà, e il finale ci lascerà con la voglia di conoscere il proseguimento della vicenda.

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