Con i suoi momenti alti e bassi, questa rivisitazione di The Twilight Zone ha sempre mancato di sottigliezza. L’abbiamo visto in Replay, in The Wunderkind, e lo rivediamo anche in Not All Men, il peggior episodio del revival curato da Jordan Peele. Si tratta di un episodio a tema, come molti di questa stagione, che svela il proprio senso fin dal titolo. Tuttavia l’esecuzione è scialba, superficiale, e davvero troppo urlata per coinvolgere sinceramente. Alcune buone intuizioni di messa in scena e un ottimo cast non riescono a riscattare il settimo episodio della serie.

Taissa Farmiga interpreta Annie, una giovane appena entrata in un’azienda. Una sera un suo collega più grande di nome Dylan le chiede di uscire, e lei accetta. L’occasione è data, tra le altre cose, da una pioggia di meteoriti. Alcuni di questi precipitano nella cittadina, vengono raccolti, probabilmente contaminano la rete idrica locale. Gli effetti sulla cittadinanza sono immediati: attacchi di rabbia crescenti e smisurati, atti di violenza incontrollata, completa perdita dell’autocontrollo. Tuttavia tutti questi effetti si manifestano solo nella popolazione maschile, e sembrano non risparmiare nessuno. Annie e sua sorella Martha (Rhea Seehorn) fuggono in un clima di panico e violenza crescente, circondate da una comunità di uomini che vuole fare loro del male.

Si tratta di una trama che spiega da sé il proprio tema, e non c’è molto da analizzare qui. Senza entrare nel dettaglio della risoluzione della vicenda, la coerenza interna della storia alla fine non convince del tutto, ma non è un problema. Not All Men, un titolo che di per sé è già uno slogan (anche un meme), parla degli impulsi, a quanto pare innati e inevitabili, che si troverebbero in ogni uomo. La violenza fisica e senza freno è solo la manifestazione ultima e più visibile, ma a monte c’è la condanna di tutto un certo atteggiamento nei confronti dell’altro sesso, dalle battute idiote alla prevaricazione sociale, all’idea che alcuni approcci siano ancora socialmente accettabili.

Il tema è senza dubbio condivisibile, ma Not All Men manca di quello stile e intreccio che avrebbe dovuto supportare la vicenda. Questo episodio di The Twilight Zone, come altri ancora prima, si presenta come un palese racconto morale, e ci chiede di immaginare una profondità per dei caratteri che tuttavia viene immediatamente negata. È fantascienza che propone una tematica già digerita, già elaborata, che potrà incontrare l’entusiasmo di chi – giustamente – ne condivide il messaggio, ma non porta in dote nulla di nuovo. E manca di quella spinta provocatoria che le permetterebbe di grattare sotto la superficie.

Taissa Farmiga sostiene l’episodio con grande carisma, gestendo i momenti di panico, sorpresa, rivelazione, e infine rabbia. C’è anche un’idea interessante giocata sulla diffusione di quella che appare come una “epidemia” di rabbia, e che tinge di una luce rossastra – il colore dei meteoriti – il cielo, la città, e infine l’acqua.

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