The Blue Scorpion potrebbe essere un episodio che tratta della diffusione delle armi in America. In effetti è un tema che ancora questa stagione di The Twilight Zone, fin troppo guidata dalle sue tematiche, non aveva trattato. Ma non è esattamente così. Qui l’idea è quella di raccontare un percorso molto ossessivo per un personaggio razionale e ben posato, e il modo in cui ogni persona può essere corrotta dal valore posto su un oggetto. Qui quell’oggetto è una pistola, la Blue Scorpion che dà il titolo alla puntata, ma in conclusione l’idea è che potrebbe trattarsi di qualunque altra proprietà.

Protagonista della puntata, penultima della stagione, è Chris O’Dowd, che interpreta Jeff. Suo padre è appena morto, si è suicidato, apparentemente senza una ragione. La pistola già citata finisce nelle mani di Jeff, che non sa che farsene ed è già abbastanza frustrato dalle conseguenze del suo divorzio. Insieme alla pistola c’è un proiettile, con sopra inciso il nome Jeff. La maledizione non potrebbe essere più chiara di così, ma in realtà Jeff inizia a notare moltissime persone che entrano nella sua vita e che hanno il suo stesso nome.

Il feticismo del possesso, il fascino della proprietà che dona sicurezza. La pistola è un oggetto molto corteggiato in questo senso. C’è qualcosa di Taxi Driver, che in certi momenti sembra essere citato, ma c’è anche Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio è tuo!, che invece è citato apertamente. Jeff acquista maggiore sicurezza, ma sviluppa un rapporto quasi morboso con la pistola, oggetto silenzioso che assume sempre maggiore personalità nel corso della storia. Si può fornire una banale giustificazione sovrannaturale (il classico oggetto malvagio che possiede una propria volontà), e c’è un dialogo tra un antropologo (proprio Jeff) e una studentessa che parla di animismo che non sembra proprio casuale.

The Blue Scorpion, che è anche uno degli episodi diretti meglio fino ad ora, intrappola la sua vicenda in appena quaranta minuti. È forse l’episodio più breve della stagione, Jordan Peele appare dopo appena tre minuti, e la puntata ha il merito di giocare, infine, sull’imprevedibilità degli eventi. Cosa accadrà? Qual è il senso di tuttto questo? Il finale risponde solo in parte, lasciando un velo di incomprensione che è ben accolto dopo la morale urlata di molti episodi passati.

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